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Kamala Harris conquista i giovani: nei sondaggi va meglio di Biden e Hillary Clinton

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Secondo un’indagine gli americani tra i 18 e i 34 anni sono inquieti e spaventati ma per il 55% sono a favore della candidata democratica. Solo il 24% sta con Trump. Ma resta il nodo della mobilitazione
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NEW YORK - “Inquieti” e “spaventati” ma dalla parte di Kamala Harris, che nel confronto con Donald Trump fa meglio di Hillary Clinton e Joe Biden. È il quadro degli americani tra i 18 e i 34 anni secondo l’indagine condotta dal Sine Institute dell’American University e Generation Lab.

I giovani americani sono considerati un blocco chiave per le elezioni presidenziali: Harris punta soprattutto a mobilitare le donne, Trump i bianchi con un livello basso di istruzione. Secondo il rilevamento un giovane su tre è inquieto e spaventato riguardo il risultato delle prossime elezioni. Tra questi il 55 per cento ha annunciato che voterà per Harris, mentre il 24 per Trump. Un altro undici per cento ha scelto un terzo nome. La maggioranza del rimanente dieci per cento di indecisi ha dichiarato che, se dovesse scegliere, il 5 novembre darebbe il voto alla vicepresidente e candidata democratica.

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Il confr…

NEW YORK - “Inquieti” e “spaventati” ma dalla parte di Kamala Harris, che nel confronto con Donald Trump fa meglio di Hillary Clinton e Joe Biden. È il quadro degli americani tra i 18 e i 34 anni secondo l’indagine condotta dal Sine Institute dell’American University e Generation Lab.

I giovani americani sono considerati un blocco chiave per le elezioni presidenziali: Harris punta soprattutto a mobilitare le donne, Trump i bianchi con un livello basso di istruzione. Secondo il rilevamento un giovane su tre è inquieto e spaventato riguardo il risultato delle prossime elezioni. Tra questi il 55 per cento ha annunciato che voterà per Harris, mentre il 24 per Trump. Un altro undici per cento ha scelto un terzo nome. La maggioranza del rimanente dieci per cento di indecisi ha dichiarato che, se dovesse scegliere, il 5 novembre darebbe il voto alla vicepresidente e candidata democratica.

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Il confronto con Trump

A questo punto della campagna, e a meno di due mesi dall’Election Day, Harris ha numeri che equivalgono in assoluto quelli dell’ex segretario di Stato Hillary Clinton nel 2016 e di Biden nel 2020, ma migliori se visti in rapporto all’avversario, che è sempre Trump. Il tycoon ha perso consenso rispetto alle due precedenti elezioni. Secondo Pew Research, otto anni fa Clinton era in vantaggio di trenta punti, 58 a 28, tra i votanti di età tra i 18 e i 29 anni, mentre Biden era avanti di ventiquattro, 59 a 35. Harris fa meglio di entrambi come distacco su Trump con i trentuno punti di vantaggio, anche se al momento ha tre punti in meno di Hillary (55 contro 58) e quattro meno di Biden (55 contro 59). Il tycoon invece ha perso, rispetto al 2016 e al 2020, quattro e undici punti.

Il nodo della mobilitazione

Resta tra i democratici la preoccupazione di non riuscire a portare al voto milioni di giovani che, pur non votando Trump, potrebbero non essere motivati ad andare ai seggi per sostenere la vicepresidente. Negli Stati chiave, dalla Pennsylvania al Wisconsin, l’assenza dai seggi può risultare decisiva.


Per molti pesa la crisi in Medio Oriente e la percezione che Harris resti espressione di un governo che, secondo gli studenti delle proteste pro-Graza, ha privilegiato il rapporto con Israele, nonostante i bombardamenti nella Striscia abbiano provocato tra i palestinesi più di quarantamila morti, in gran parte bambini e donne. Secondo gli analisti, Harris non è riuscita a risultare ancora pienamente convincente, nonostante abbia chiesto più volte il cessate il fuoco immediato a Gaza.

Il fattore Taylor Swift

Il sostegno arrivato dalla popstar Taylor Swift può dare una mano. Harris ha evitato in questi giorni di commentare la scelta della cantante, anche per allentare la tensione sull’artista, finita nel mirino dei trumpiani e dello stesso tycoon, ma la campagna conta molto sull’appello lanciato da Swift ai fans di registrarsi per il voto. L’invito dell’artista, seguita su Instagram da 280 milioni di follower, può mobilitare una fascia di giovani che non pensava di andare a votare. Ma che, seguendo le indicazioni del loro idolo, potrebbe farlo.

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