Hacker iraniani sono entrati nelle mail della campagna di Trump e hanno inviato materiale riservato allo staff di Biden
di Massimo BasileNEW YORK - Hacker iraniani hanno inviato tre mesi fa all’allora campagna di Joe Biden materiale “riservato” rubato alla campagna di Donald Trump, ma lo staff del presidente non ha mai risposto, segnalando il caso all’intelligence. Otto anni dopo l’intrusione di hacker russi nella campagna elettorale americana, la storia non si è ripetuta. La direzione del National Intelligence, l’Fbi e l’agenzia federale di cybersicurezza hanno rivelato che tra fine giugno e inizio luglio pirati informatici iraniani hanno “inviato a individui associati con la campagna del presidente Biden email non richieste contenenti estratti da materiale rubato all’ex presidente Trump”.
Tra di esso, un documento di 271 pagine sul candidato vice repubblicano, JD Vance, e definito “confidenziale”, e altro materiale. Gli hacker sarebbero riusciti a penetrare nel sistema attraverso la casella di posta elettronica di uno dei con…!-->!-->
NEW YORK - Hacker iraniani hanno inviato tre mesi fa all’allora campagna di Joe Biden materiale “riservato” rubato alla campagna di Donald Trump, ma lo staff del presidente non ha mai risposto, segnalando il caso all’intelligence. Otto anni dopo l’intrusione di hacker russi nella campagna elettorale americana, la storia non si è ripetuta. La direzione del National Intelligence, l’Fbi e l’agenzia federale di cybersicurezza hanno rivelato che tra fine giugno e inizio luglio pirati informatici iraniani hanno “inviato a individui associati con la campagna del presidente Biden email non richieste contenenti estratti da materiale rubato all’ex presidente Trump”.
Tra di esso, un documento di 271 pagine sul candidato vice repubblicano, JD Vance, e definito “confidenziale”, e altro materiale. Gli hacker sarebbero riusciti a penetrare nel sistema attraverso la casella di posta elettronica di uno dei consiglieri storici di Trump, Roger Stone. Lo staff di Biden, aggiunge l’intelligence, non ha mai risposto all’offerta iraniana. Poche settimane dopo, il presidente ha annunciato il suo ritiro dalla corsa e passato il testimone alla vice, Kamala Harris. Un portavoce della campagna di Harris ha confermato che “alcune persone hanno ricevuto il materiale”. “Abbiamo collaborato con le autorità fin da subito”, ha aggiunto Morgan Finkelstein. “Noi - ha ribadito - condanniamo nel modo più fermo ogni tentativo da parte di individui stranieri di interferire nelle elezioni americane, inclusa questa inaccettabile attività malevola”.
L’ira di Trump
La campagna di Trump ha chiesto a Biden e Harris di “chiarire se hanno usato il materiale hackerato” che rappresenta “prova ulteriore che gli iraniani stanno attivamente interferendo nelle elezioni” per aiutare i democratici a vincere. Nel corso del comizio elettorale a New York, mercoledì sera, il tycoon ha accusato Biden di essere coinvolto nell’opera di hackeraggio. “L’Iran - ha detto Trump ai suoi sostenitori - ha violato la mia campagna, non so cosa diavolo stessero cercando, mi piacerebbe scoprirlo, potrebbe non essere troppo entusiasmante ma l’hanno dato alla campagna di Biden. Non posso crederci, anzi sì, ci credo”.
Secondo l’intelligence Usa, pirati informatici per conto di Teheran avrebbero tentato, in passato, di entrare nel sistema informatico ella campagna di Biden e Harris. Insieme alla Russia, l’Iran sta emergendo come uno dei Paesi stranieri più attivi nell’opera di influenzare le elezioni americane. Nel 2016, Trump chiese alla Russia di “trovare” decine di migliaia di email appartenute all’allora candidata Democratica Hillary Clinton. Hacker militari russi avevano violato il sistema elettronico di posta dela sua campagna, raccolto migliaia di email e inviate a WikiLeaks, nel tentativo di favorire la vittoria di Trump, come poi avvenne.