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Colpo al cuore di Hezbollah, ucciso a Beirut il capo Aqil. “Preparava un altro 7 ottobre nel Nord di Israele”

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Cresce la tensione, in una giornata che ha visto decine di razzi lanciati dal Libano verso Israele L’esercito ha portato a segno la terza operazione in tre giorni, questa volta a Dahieh, roccaforte sciita
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GERUSALEMME — Un altro attacco nel cuore di Beirut, questa volta rivendicato ufficialmente da Israele. L’obiettivo, che secondo diverse fonti riservate israeliane sarebbe stato centrato, era Ibrahim Aqil, un membro del Consiglio della Jihad, il massimo organo militare di Hezbollah. Non una figura qualsiasi, ma un funzionario di alto rango con decenni di esperienza, su cui gli Stati Uniti avevano posto una taglia di sette milioni di dollari per il suo ruolo nel sequestro di cittadini americani e nel bombardamento della caserma dei Marines nella capitale libanese negli anni Ottanta.

(reuters)

«L’IDF ha ucciso Ibrahim Aqil, capo operazioni Hezbollah e comandante di Radwan e con lui altri alti ufficiali. Pianificavano di infiltrare il Nord di Israele, prendere controllo delle comunità della Galilea e rapire e uccidere civili, come Hamas il 7 ottobre», ha annunciato il portavoce Daniel Hagari. A sua …

GERUSALEMME — Un altro attacco nel cuore di Beirut, questa volta rivendicato ufficialmente da Israele. L’obiettivo, che secondo diverse fonti riservate israeliane sarebbe stato centrato, era Ibrahim Aqil, un membro del Consiglio della Jihad, il massimo organo militare di Hezbollah. Non una figura qualsiasi, ma un funzionario di alto rango con decenni di esperienza, su cui gli Stati Uniti avevano posto una taglia di sette milioni di dollari per il suo ruolo nel sequestro di cittadini americani e nel bombardamento della caserma dei Marines nella capitale libanese negli anni Ottanta.

(reuters)

«L’IDF ha ucciso Ibrahim Aqil, capo operazioni Hezbollah e comandante di Radwan e con lui altri alti ufficiali. Pianificavano di infiltrare il Nord di Israele, prendere controllo delle comunità della Galilea e rapire e uccidere civili, come Hamas il 7 ottobre», ha annunciato il portavoce Daniel Hagari. A sua volta il premier Netanyahu ha detto: «I nostri obiettivi sono chiari, le nostre azioni parlano da sole». A sua volta il premier Netanyahu ha rivendicato: «I nostri obiettivi sono chiari, le nostre azioni parlano da sole».

Il Ministero della Salute libanese ha dichiarato che l’attacco ha causato almeno 14 morti e decine di feriti, tra cui alcuni bambini. Fonti del gruppo sciita hanno confermato alla Reuters che Aqil è stato ucciso quando si trovava con altri dieci membri delle Brigate Radwan, le forze di elite di Hezbollah. Secondo quanto riportato da Haaretz, Aqil era appena stato rilasciato dall’ospedale dopo essere rimasto anch’egli ferito nell’esplosione dei cercapersone. Il raid di ieri ha colpito un edificio nel quartiere Dahieh, zona sciita a sud di Beirut, dove a fine luglio era stato eliminato un altro leader di Hezbollah: Fuad Shukr, consigliere del leader Hassan Nasrallah.

Durante la giornata, Hezbollah aveva lanciato circa 200 missili contro Israele, verso la Galilea, le alture del Golan e l’area di Safed, dichiarando di aver attaccato otto basi militari in diverse località. Un razzo ha colpito nei dintorni di un parco giochi, un altro l’autostrada 90 e vari colpi sono caduti in aree disabitate. Giovedì Israele aveva già colpito decine di obiettivi in Libano, mettendo fuori uso oltre cento piattaforme lancia-missili, richiedendo allo stesso tempo ai propri cittadini residenti nel nord del Paese di rimanere vicino ai rifugi. Dopo il raid su Beirut, Magen David Adom, l’organizzazione di pronto intervento israeliano equivalente alla Croce Rossa, è stata messa in stato di massima allerta anche nell’area di Tel Aviv e dintorni per la prima volta da mesi.

Hezbollah ha cominciato a lanciare missili contro Israele subito dopo il 7 ottobre e negli ultimi undici mesi lo scontro tra i due non si è mai interrotto, ma martedì il governo israeliano ha deciso di inserire il ritorno alle proprie case dei 60mila cittadini ancora sfollati tra gli obiettivi ufficiali della guerra. Poche ore dopo, l’esplosione dei cercapersone, e nelle 24 ore successive quella dei walkie-talkie utilizzati dai membri di Hezbollah; e ancora, il movimento di truppe da Gaza verso il confine con il Libano e l’intensificarsi degli attacchi. Una serie di mosse che secondo gli analisti vogliono mandare un messaggio a Nasrallah per convincerlo ad accettare il piano americano per la de-escalation che prevede innanzitutto che Hezbollah si ritiri oltre il fiume Litani, a diversi chilometri dal confine con Israele e cessino i razzi di missili (e così le operazioni militari israeliane), con l’esercito libanese e una forza internazionale schierata a ridosso del confine per garantire l’accordo. Dagli Usa, intanto il portavoce della sicurezza nazionale della Casa Bianca John Kirby ha dichiarato che Washington non era stata allertata del raid contro Aqil, mentre cresce il pessimismo per la possibilità di raggiungere un accordo per riportare a casa gli ostaggi e porre fine alla guerra a Gaza prima delle presidenziali di novembre.

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