Brexit, l'offerta Ue a Londra: libertà di movimento dei giovani. Ecco come potrebbe rispondere Starmer
dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA - Keir Starmer vuole davvero “resettare” e migliorare i rapporti tra Regno Unito ed Unione Europea dopo la Brexit, come ripete sin dalla sua elezione dello scorso luglio? Bene, allora Bruxelles va all’attacco per testare le reali intenzioni del primo ministro britannico. E nei prossimi giorni l’Ue presenterà ufficialmente a Londra una proposta per facilitare il movimento dei giovani europei e britannici tra i due blocchi.
L’affondo dell’Unione Europea è scaltro e metterà Starmer in un angolo. Permettere il (più o meno) libero movimento degli under 30 da una sponda all’altra della Manica? L’Ue pensa non solo di facilitare i visti ma anche, per esempio, di permettere agli studenti europei che studiano nel Regno Unito di pagare le tasse universitarie “scontate…
LONDRA - Keir Starmer vuole davvero “resettare” e migliorare i rapporti tra Regno Unito ed Unione Europea dopo la Brexit, come ripete sin dalla sua elezione dello scorso luglio? Bene, allora Bruxelles va all’attacco per testare le reali intenzioni del primo ministro britannico. E nei prossimi giorni l’Ue presenterà ufficialmente a Londra una proposta per facilitare il movimento dei giovani europei e britannici tra i due blocchi.
L’affondo dell’Unione Europea è scaltro e metterà Starmer in un angolo. Permettere il (più o meno) libero movimento degli under 30 da una sponda all’altra della Manica? L’Ue pensa non solo di facilitare i visti ma anche, per esempio, di permettere agli studenti europei che studiano nel Regno Unito di pagare le tasse universitarie “scontate” come ai britannici.
Ossia lo stesso regime prima della Brexit, per cui tutti gli studenti europei negli atenei del Regno Unito (anche i più prestigiosi come Oxford e Cambridge) erano sottoposti a rette non superiori a circa 10mila euro all’anno. Mentre ora gli studenti non britannici o non residenti in Uk - e dunque anche gli europei che all’iscrizione vivono in Ue - sono costretti a pagare fino a decine di migliaia di sterline all’anno. Non solo: l’Europa vorrebbe attivare un programma per cui i giovani di età compresa tra 18 e 30 anni possono rimanere per quattro anni in Uk o Unione senza bisogno di alcun visto, come Bruxelles ha, in linea di principio, già con Canada e Australia.
La proposta europea
La mossa dell’Ue potrebbe mettere in difficoltà Starmer perché, secondo quanto riportano le stesse fonti di diversi quotidiani britannici, favorire la libera circolazione dei giovani tra Ue e Uk potrebbe essere “una condizione necessaria affinché l’Europa cooperi con le richieste del Regno Unito su commercio e sicurezza”, sostiene una anonima fonte diplomatica Ue su Guardian, Times e altri giornali. Segnale che Bruxelles ha molto probabilmente tenuto un briefing con i reporter dei più importanti media britannici per far arrivare un messaggio chiaro a Londra.
La scelta di Starmer
E ora come reagirà Starmer? Alla vigilia del suo recente viaggio a Roma per incontrare la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni, un suo portavoce ci aveva detto che “non è nostra intenzione cambiare le norme sui visti per i giovani e sulla libertà di movimento. Siamo fuori dalla Ue e dal mercato unico”.
In realtà, le cose non stanno proprio così: secondo quanto apprende Repubblica da fonti di Whitehall, Starmer e il governo non sono idealmente contrari ad avere accordi con l’Europa per facilitare lo scambio di giovani. Ma vogliono farlo, come aveva fatto intendere già il precedente governo Sunak, solo con alcuni Paesi della Ue (Italia inclusa), e non con tutti (come per esempio Romania e Bulgaria, i cui enormi flussi arrivi fomentarono la narrativa Brexit e anti-Ue). Del resto, Londra ha già accordi specifici per i giovani con altri Paesi extra Ue, vedi Australia e Corea del Sud.
O tutti o nessuno
Ma l’Unione Europea non ci sta. Nessuna discriminazione: o tutti i membri Ue, o nessuno. Del resto, questa ultima offerta dell’Unione pare essere un’altra mossa preventiva di Bruxelles: aveva già fatto lo stesso a inizio mese con il governo Sunak, che aveva attivato alcune trattative sotto banco con singoli Paesi Ue. Ma l’Europa giocò d’anticipo anche allora e offrì a Londra, ufficialmente, un accordo per migliorare la circolazione degli under 30 tra i blocchi, ma con tutte le nazioni dell’Unione coinvolte. Cosa che l’esecutivo Sunak respinse al mittente.
Starmer l’europeo
Come reagirà ora Sir Keir Starmer? Molto probabilmente, alla stessa maniera del suo predecessore. Il dossier immigrazione è uno dei punti più dolenti per il primo ministro laburista, per quanto lui stesso sia sempre stato un fervido europeista nel corso della sua vita e la sua musica preferita, secondo il suo biografo Tom Bower, è l’inno alla Gioia musicato da Beethoven, ossia la “colonna sonora” della Ue.
Ma allo stesso tempo, dopo aver cancellato le deportazioni in Ruanda di migranti e richiedenti asilo ideate dai governi tory, ora Starmer deve mostrare alla nazione di avere un piano B serio per fronteggiare l’immigrazione illegale. Per questo, oltre a ripetere lo slogan “distruggeremo le bande di trafficanti di esseri umani”, a inizio settimana è andato in visita da Meloni, come raccontano fonti ben informate, per far passare il messaggio ai britannici che “stiamo facendo di tutto per risolvere collegialmente il problema”. Anche cooperando con una leader di destra come Meloni, ragione per cui il Guardian critica da giorni, e duramente, Starmer: prima con un editoriale non firmato della direzione e poi con un reportage dalla Tunisia che ha raccontato le atroci misure delle autorità locali per evitare che i migranti si mettano in mare verso l’Italia. Insomma, la “brutale verità” dietro al “successo di Roma contro l’immigrazione illegale”, come lo ha definito lo stesso Starmer, facendo infuriare ong e sinistra del Labour.
Per tutti questi motivi, e a meno di clamorose sorprese, Starmer dirà no alla proposta della Commissione Ue di Ursula Von Der Leyen. Perché deve portare a casa risultati non solo sull’immigrazione illegale, ma anche su quella legale. Che l’anno scorso nel Regno Unito ha infranto l’ennesimo record di quasi 600mila arrivi netti. Per questo, al di là delle sue intenzioni, è quasi impossibile che Starmer possa accettare un simile piano della Ue e far passare il messaggio in patria di aver acconsentito a nuove frotte di europei, nonostante tutte le loro buone intenzioni sul suolo britannico. Anche perché i giovani Ue sono molti di più di quelli del Regno Unito. E la matematica non è un'opinione.