New York - "Il problema è che per arrivare al punto in cui possiamo avere qualsiasi tipo di negoziato di pace, la Russia deve avere la sensazione che perderà. Ma non ci siamo ancora. Spero che parte del piano per la vittoria riguardi il modo in cui modellare le condizioni sul campo di battaglia, per raggiungere quel punto".
Forse questa interpretazione del deputato democratico americano Jimmy Panetta, figlio dell’ex capo di Pentagono e Cia Leon, lo scorso fine settimana a Kiev per incontrare Zelensky, è la più sincera. Il piano in cinque punti che il presidente ucraino porterà a Washington giovedì ha essenzialmente due obiettivi: primo, accelerare e potenziare gli attacchi in territorio russo, mettendo sulla difensiva Mosca, perché tanto bluffa quando minaccia l’escalation; secondo, usare questo vantaggio per aprire da una posizione di forza un vero negoziato con Putin, che po…
New York - "Il problema è che per arrivare al punto in cui possiamo avere qualsiasi tipo di negoziato di pace, la Russia deve avere la sensazione che perderà. Ma non ci siamo ancora. Spero che parte del piano per la vittoria riguardi il modo in cui modellare le condizioni sul campo di battaglia, per raggiungere quel punto".
Forse questa interpretazione del deputato democratico americano Jimmy Panetta, figlio dell’ex capo di Pentagono e Cia Leon, lo scorso fine settimana a Kiev per incontrare Zelensky, è la più sincera. Il piano in cinque punti che il presidente ucraino porterà a Washington giovedì ha essenzialmente due obiettivi: primo, accelerare e potenziare gli attacchi in territorio russo, mettendo sulla difensiva Mosca, perché tanto bluffa quando minaccia l’escalation; secondo, usare questo vantaggio per aprire da una posizione di forza un vero negoziato con Putin, che porti alla pace senza concessioni territoriali col sapore di una resa.
Il piano di Zelensky
Parlando con i giornalisti alla vigilia della sua partenza, Zelensky ha detto che il piano "sarà l’inizio della base per parlare con la Russia in qualsiasi formato, perché ci sarà qualcosa da mostrare". Tre dei quattro punti sono già pronti, il quarto è in via di definizione, e il quinto scatterebbe dopo l’inizio della sua applicazione. Certamente comprendono le difese aeree, e l’autorizzazione ad usare le armi a lungo raggio per colpire le retrovie russe, fra ottobre e dicembre, in modo da frenare la capacità del Cremlino di avanzare. Poi ci saranno gli aiuti economici e militari, l’accesso alle organizzazioni come la Nato o le garanzie di difesa internazionali, e infine il negoziato. "Né l’America - ha detto Zelensky - né il Regno Unito, ci hanno dato il permesso di usare le loro armi in territorio russo. Credo siano preoccupate dall’escalation. Alcuni membri dell’amministrazione Biden però non la temono, e questo è un risultato importante".
Colpire Mosca
Colpire i nodi logistici, le basi, i depositi di armi e le retrovie depotenzierebbe il vantaggio della Russia sui numeri, convincendola che non può vincere sul piano militare. Kiev lo sta già facendo con le proprie forze, come dimostrano i nuovi attacchi lanciati ieri con i droni sulla Crimea occupata, e i bombardamenti dei depositi di armi a Tikhoretsk, regione di Krasnodar, e di missili Iskander e Tochka-U nel villaggio di Oktyabrskiy, regione di Tver. Putin avrà pure riserve infinite di uomini che usa come carne da cannone, ma senza queste armi perdono il vantaggio.
A quel punto, secondo Zelensky, si potrebbe riaprire il dialogo con Mosca: "Siamo pronti a vedere la Russia nel secondo summit per la pace, perché i nostri alleati chiedono che sia presente. La Russia ha aggredito l’Ucraina, non può esserci la fine della guerra senza una delle parti". Ne parlerà con Biden e con Harris, ma anche con Trump, perché l’interesse nazionale degli Usa è uno, fermare Putin, e il modo per arrivarci è solo questo.