Berlino – Domani Olaf Scholz incontrerà Volodomyr Zelensky alla vigilia dell’Assemblea generale dell’Onu. Il cancelliere ha in programma anche un colloquio a New York con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e il premier brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva. Il leader ucraino è negli Usa per parlare a Joe Biden del suo “piano della vittoria”, che sarà anche “aperto alla Russia”, come ha sottolineato nei giorni scorsi. Ma non è un mistero che gli interlocutori di Scholz, Erdogan e Lula, abbiano fatto degli sforzi per proporsi come mediatori nel conflitto in Ucraina. E forse anche Scholz, come ha lasciato intendere in un’intervista recente in cui ha annunciato di volersi impegnare “per terminare la guerra più rapidamente”. Il cancelliere ha aggiunto che la prossima conferenza di pace deve coinvolgere anche Mosca. E secondo quanto riportato da tre diverse fonti parlamentari e diplomatiche, potrebbe esserci già un suo emissario a Mosca.
Berlino – Domani Olaf Scholz incontrerà Volodomyr Zelensky alla vigilia dell’Assemblea generale dell’Onu. Il cancelliere ha in programma anche un colloquio a New York con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e il premier brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva. Il leader ucraino è negli Usa per parlare a Joe Biden del suo “piano della vittoria”, che sarà anche “aperto alla Russia”, come ha sottolineato nei giorni scorsi. Ma non è un mistero che gli interlocutori di Scholz, Erdogan e Lula, abbiano fatto degli sforzi per proporsi come mediatori nel conflitto in Ucraina. E forse anche Scholz, come ha lasciato intendere in un’intervista recente in cui ha annunciato di volersi impegnare “per terminare la guerra più rapidamente”. Il cancelliere ha aggiunto che la prossima conferenza di pace deve coinvolgere anche Mosca. E secondo quanto riportato da tre diverse fonti parlamentari e diplomatiche, potrebbe esserci già un suo emissario a Mosca.
La variabile del fortino
Il 23 settembre, per Scholz, sarà una giornata campale anche per un altro motivo. Da Berlino rimbalzeranno le reazioni alle cruciali elezioni in Brandeburgo. La sconfitta nel fortino trentennale dei socialdemocratici potrebbe essergli fatale, potrebbe costringerlo al passo indietro o a rinunciare a candidarsi alle elezioni dell’autunno 2025. Ma con Potsdam, Scholz ha un rapporto particolare. Non solo perché sua moglie Britta Ernst è stata ministra all’Istruzione del land governato da Dietmar Woidke fino al 2023.
Soprattutto, dalla capitale del Brandeburgo viene una delle più leggendarie figure della Spd: Michael Platzeck. Ex ministro del governo Modrow della Ddr appena liberata dalla dittatura comunista, fu per 11 anni governatore del Brandeburgo e mantenne saldo il consenso intorno alla Spd in una delle sue ultime roccaforti. Platzeck fu issato anche brevemente a capo della Spd, alla metà degli anni Duemila, e divenne dal 2014 presidente dell’influente Forum Germania-Russia. Quando Putin invase l’Ucraina, nel 2022, Platzeck, però, si dimise dal Forum. Ma il settantenne vanta una straordinaria conoscenza della Russia e in una recente intervista alla Tageszeitung, a proposito delle dichiarazioni di Scholz sul fatto che i tempi sarebbero maturi per colloqui di pace che coinvolgano anche Putin, Platzeck ha detto che "è totalmente giusto”, che “è quasi un dovere sacro, quello di continuare a fare tentativi di porre fine alla guerra attraverso negoziati e sforzi diplomatici”.
Dal Brandeburgo a Mosca
Forse Scholz sta tentando di aprire un canale di comunicazione con il Cremlino proprio attraverso Platzeck. Secondo tre fonti parlamentari e diplomatiche, l’ex governatore del Brandeburgo sarebbe in questi giorni “a Mosca e in altri luoghi» per «incontri riservati di alto livello”. Dai tempi della Ostpolitik di Willy Brandt, i socialdemocratici hanno sempre mantenuto un rapporto privilegiato con Mosca, interrotto con l’ingresso dei tank russi in Ucraina. Ma quell’esperienza e quella rete di rapporti può tornare utile in una fase buia dei rapporti con la Russia. Come commenta una fonte della Spd a microfoni spenti, «il tempo dell’“astrologia del Cremlino”, quando eravamo in grado di leggere da una sillaba o un gesto come cambiava il Politburo a Mosca, sono tramontati. Putin è insondabile». Che però secondo Scholz sia arrivato il momento del dialogo, sembra evidente dalla sua promessa di impegnarsi per una fine del conflitto.
Solo uno slogan elettorale per strappare qualche elettore a Est al partito di Sahra Wagenknecht, la leader rossobruna che difende le ragioni di Putin? Il cancelliere ha anche messo in chiaro che gli sforzi per la pace non sono un’alternativa alla fornitura di armi all’Ucraina, per marcare la colossale differenza con Wagenknecht e l’Afd. Ma ha anche ribadito che la Germania non fornirà i Taurus a Kiev. Secondo le fonti, il cancelliere starebbe lavorando a un piano di pace con un ristretto gruppo di fedelissimi tra cui il suo storico braccio destro Wolfgang Schmidt o il consigliere alla cancelleria Jens Ploetner, oltre che con alcuni parlamentari Spd da sempre favorevoli a colloqui di pace con Putin come Rolf Muetzenich e Ralph Stegner. Quest’ultimo ha smentito la notizia, così come lo ha fatto la cancelleria, Ma Stegner ha poi fatto sapere che parteciperà a una controversa manifestazione del 3 ottobre “per la pace”.