✕

Il supermissile di Putin fa flop: l’icona della potenza russa esplode al lancio e distrugge la base

Test disastroso per il Sarmat, con cui il capo della Duma pochi giorni fa aveva minacciato il Parlamento europeo. Lungo 35 metri, può incenerire una città
2 minuti di lettura

Le foto scattate dai satelliti sul poligono alle porte dell'Artico mostrano lo scenario del disastro: un enorme cratere, segni di devastazione, quattro mezzi dei pompieri che lavorano per spegnere un incendio. Elementi che sembrano confermare l'esito fallimentare del test del supermissile intercontinentale Sarmat, una delle armi volute da Vladimir Putin per restituire alla Russia la supremazia sulla Nato. L'ordigno sarebbe esploso venerdì durante il caricamento del combustibile liquido, distruggendo il silos di lancio e tutte le installazioni della base di Plesetsk, fino a disperdere le fiamme nei boschi confinanti.

La minaccia contro Strasburgo

Ufficialmente il Sarmat è stato dichiarato operativo da Mosca nel settembre 2023 e il Cremlino ne ha annunciato la distribuzione ai reparti a cui è affidato "l'equilibrio del terrore" atomico. Pochi giorni fa, il presidente della Duma Vja?eslav Volodin ha addirittura minacciato il Parlamento Ue dopo il voto sulle armi a lungo raggio per K…

Le foto scattate dai satelliti sul poligono alle porte dell'Artico mostrano lo scenario del disastro: un enorme cratere, segni di devastazione, quattro mezzi dei pompieri che lavorano per spegnere un incendio. Elementi che sembrano confermare l'esito fallimentare del test del supermissile intercontinentale Sarmat, una delle armi volute da Vladimir Putin per restituire alla Russia la supremazia sulla Nato. L'ordigno sarebbe esploso venerdì durante il caricamento del combustibile liquido, distruggendo il silos di lancio e tutte le installazioni della base di Plesetsk, fino a disperdere le fiamme nei boschi confinanti.

La minaccia contro Strasburgo

Ufficialmente il Sarmat è stato dichiarato operativo da Mosca nel settembre 2023 e il Cremlino ne ha annunciato la distribuzione ai reparti a cui è affidato "l'equilibrio del terrore" atomico. Pochi giorni fa, il presidente della Duma Vja?eslav Volodin ha addirittura minacciato il Parlamento Ue dopo il voto sulle armi a lungo raggio per Kiev, ricordando che il Sarmat può raggiungere Strasburgo in tre minuti. Insomma, è diventato un'icona della potenza russa, anche se ci sono forti dubbi sul fatto che riesca a funzionare.

Dimensioni colossali

Lo RS-28, alcune volte chiamato Satan II come il vettore che deve rimpiazzare, è un ordigno colossale: pesa oltre 208 tonnellate ed è lungo 35 metri. Il propulsore a tre stadi gli dovrebbe permettere di colpire a 18mila chilometri di distanza, anche se fonti russe hanno parlato della capacità di volo sub-orbitale pari a oltre 35mila chilometri: un drago che si aggira fuori dall'atmosfera in attesa di seminare un carico terribile. Oltre alle normali testate termonucleari multiple - sedici per ogni missile - la sua caratteristica infatti è quella di poter rilasciare fino a tre navette ipersoniche - l'Avangard - che planano manovrando dall'alto dei cieli per scagliarsi sugli obiettivi. Un dispositivo apocalittico che oggi i sistemi di difesa della Nato non sono in grado di intercettare: un unico Sarmat può incenerire diverse metropoli statunitensi.

Il progetto è cominciato dieci anni fa ed è stato magnificato in un discorso del presidente Putin nel 2018. Il 20 aprile 2022 pochi giorni dopo l'invasione dell'Ucraina c'è stato l'unico lancio di prova completo, che avrebbe dimostrato il funzionamento dei tre stadi del missile. Sono seguiti altri proclami roboanti, come la volontà di costruirne uno stock iniziale di cinquanta esemplari, e la dichiarazione di ingresso in servizio da parte del generale Borisov. Da allora però non risultano altri test conclusi con successo.

Il test di Plesetsk

Anche per questo motivo, il Pentagono aveva mobilitato i suoi aerei spia più vecchi e potenti - i Boeing Cobra Ball brevettati nel 1962 ma dotati di sensori d'ultima generazione - che sono decollati giovedì scorso dall'Alaska per sorvegliare l'attività nel poligono di Plesetsk, uno storico cosmodromo delle missioni spaziali nella regione di Arcangelo. Le ricognizioni dei due quadrireattori sono state però interrotte all'improvviso. Perché? Le loro attività sono top secret ma l'ipotesi è che non avessero più nulla da spiare, perché il Sarmat era esploso forse già durante la fase - delicatissima - di caricamento del combustibile liquido. I satelliti all'infrarosso hanno registrato nelle stesse ore due picchi di calore successivi all'interno dell'infrastruttura militare russa, testimonianza di due colossali roghi.

La messa a punto di ordigni intercontinentali è sempre complessa: i britannici hanno fallito due volte nei test di lancio dai costosissimi sottomarini nucleari Vanguard e gli Stati Uniti sono in forte ritardo con il programma Sentinel, che da una spesa prevista di 96 miliardi di dollari è già arrivato a 136 miliardi obbligando a prolungare il servizio quarantennale dei Minuteman III, introdotti nell'acme della Guerra Fredda. Rispetto ai vettori occidentali, il Sarmat ha ambizioni superiori: Putin ha detto che la prima fase di accelerazione sarebbe stata brevissima per impedire ai satelliti americani di avvistare la partenza. Stando agli stessi russi, ci sono voluti quindici anni per ottenere una versione operativa della navetta planante Avangard, che dovrebbe toccare durante il rientro nell'atmosfera una velocità pari a venti volte quella del suono. Insomma, il percorso del Sarmat potrebbe essere ancora tormentato e fa doppiamente paura pensare che Mosca affidi grappoli di ogive nucleari a un'arma dell'affidabilità quantomeno dubbia.

Leggi i commenti