Il sindaco di Londra: “Oxford Street diventerà pedonale, stop a bus e taxi”. Ma il comune di Westminster non ci sta
dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA - Oxford Street come Times Square, Las Ramblas o gli Champs-Élysées? Il sindaco di Londra Sadiq Khan vuole pedonalizzare la più celebre strada dello shopping popolare della capitale. Un progetto ambizioso da circa 180 milioni di euro che si ispira ad altri esempi virtuosi, come New York, Barcellona e Parigi. Basta auto, bus e taxi: solo shopping, passeggiate e giardini urbani per i londinesi, un po’ come già accaduto in una sezione di un’altra via centralissima della capitale, la Strand. Ma il comune di Westminster non ci sta e potrebbe cercare di bloccare Khan, come ha già fatto in passato.
Certo, questa volta dalla parte sua il sindaco ha la vicepremier Angela Rayner, laburista come lui e che …
LONDRA - Oxford Street come Times Square, Las Ramblas o gli Champs-Élysées? Il sindaco di Londra Sadiq Khan vuole pedonalizzare la più celebre strada dello shopping popolare della capitale. Un progetto ambizioso da circa 180 milioni di euro che si ispira ad altri esempi virtuosi, come New York, Barcellona e Parigi. Basta auto, bus e taxi: solo shopping, passeggiate e giardini urbani per i londinesi, un po’ come già accaduto in una sezione di un’altra via centralissima della capitale, la Strand. Ma il comune di Westminster non ci sta e potrebbe cercare di bloccare Khan, come ha già fatto in passato.
Certo, questa volta dalla parte sua il sindaco ha la vicepremier Angela Rayner, laburista come lui e che avrebbe il potere di scavalcare l’opposizione del comune di Westminster. Secondo Khan, si tratta “di un progetto cruciale, che renderà Oxford Street la strada più famosa del mondo per la vendita al dettaglio", con i suoi magazzini e grandi catene di negozi, da quelle low-cost ai punti vendita più costosi: "Una volta questa via era il fiore all’occhiello dello shopping del Regno Unito. Oggi, dopo diversi anni dolorosi, non è più così. Dunque, serve un grande e urgente progetto di rigenerazione”.
Si tratta di quasi un chilometro e mezzo, che va da Hyde Park fino a Tottenham Court Road incrociando l’altra e più lussuosa via dello shopping e boutique Regents Street, e che dunque verrebbe completamente pedonalizzato. Già oggi è permesso il passaggio soltanto a bus e taxi dalle 7 di mattina alle 7 di sera (domeniche escluse), senza auto private. Ora, secondo il piano di Khan, saranno esclusi anche i mezzi pubblici, che dunque dovranno evitare Oxford Street e cambiare sensibilmente il loro tragitto. Sono d’accordo alcuni grandi negozi e magazzini come John Lewis, Selfridges e Marks & Spencer.
Invece, il comune di Westminster è furioso. Non solo perché ha appena approvato un piano di rivitalizzazione di Oxford Street che prevede, tra i suoi cardini, proprio la conferma di bus e taxi cittadini, per cui ha già chiesto risarcimenti al sindaco. Ma anche perché, come ha dichiarato il presidente del consiglio comunale Adam Hug in una lettera a Khan e a Rayner in dieci punti, “la pedonalizzazione dell’area aumenterà il traffico nei quartieri intorno, ci saranno meno linee di autobus per i cittadini, verrà limitato l’accesso agli anziani e ai disabili e inoltre i residenti temono un aumento della criminalità e rischi per la sicurezza”. Nella città inglese di Bridgend, per esempio, il progetto di pedonalizzazione non è andato bene e gli esercizi commerciali ora chiedono che torni il traffico di auto e bus.
Di certo, Oxford Street ha attraversato anni terribili di recente, a causa del Covid e della crescita dello shopping online di Amazon & Co, che nel Regno Unito rappresenta oggi il 27 per cento di tutte le spese al dettaglio, il doppio di un decennio fa. A metà 2022 il 13% dei negozi della strada era vacante, mentre ora la situazione è migliorata perché siamo intorno al 4%. Due degli storici “department stores” che adornavano la strada, Debenhams e House of Fraser, hanno definitivamente chiuso; un terzo, John Lewis, ha ridotto gli spazi.
L’impressione è che Oxford Street sia rimasta per troppo tempo seduta sul proprio successo, senza rinnovarsi, e che abbia oggi una concorrenza più agguerrita da altri centri dello shopping londinese: come la sempre più vivace area di Covent Garden e Seven Dials; la vicina Carnaby Street, radicalmente restaurata e modernizzata; il mercatino delle pulci di Camden, che è diventato un mercatone immenso, non certo più soltanto “delle pulci”; o Westfield Stratford, il grande magazzino più grande d’Europa, a sua volta circondato di negozi e ristoranti, che ha aperto accanto all’ex-Parco Olimpico dei Giochi del 2012. Tutte zone in grandissima parte pedonali.
Di certo, il degrado di Oxford Street è crescente. Il Covid e l’era di Amazon hanno severamente colpito gli affari dei negozi tradizionali: molti hanno chiuso. Alcuni sono stati rimpiazzati da loschi negozi di caramelle e “Candy Store”, dove si vendono ogni cianfrusaglia come valigie, orologi pacchiani, accendini e adattatori elettrici e dove Scotland Yard ha compiuto raid e perquisizioni perché sospetti hub internazionali di riciclaggio di denaro sporco. Ma, come scrisse due secoli fa Thomas De Quincey in “Confessioni di un oppiomane”, Oxford Street resta una matrigna dal cuore di pietra. Che ascolta il dolore degli orfani e beve le lacrime dei bambini.