PARIGI – "Il governo Barnier ha i mesi contati”. Marine Tondelier, la popolare leader dei Verdi, guarda oltre il nuovo esecutivo di centrodestra. “Dedico le mie energie alla preparazione del prossimo governo. Noi siamo pronti, come lo eravamo a luglio” sostiene la nuova paladina del “campo largo” a sinistra, il Nuovo Fronte Popolare. Capace di mediare tra socialisti e Insoumis, Tondelier - famosa per l’immancabile giacca verde che indossa anche durante questa intervista - dice a proposito di Emmanuel Macron, che non ha voluto dare il governo alla sinistra: “Sono convinta che il presidente potrebbe dimettersi”.
È ancora arrabbiata perché Macron ha rifiutato di nominare la vostra candidata premier, Lucie Castets?
C’è stata molta ipocrisia in quel …
PARIGI – "Il governo Barnier ha i mesi contati”. Marine Tondelier, la popolare leader dei Verdi, guarda oltre il nuovo esecutivo di centrodestra. “Dedico le mie energie alla preparazione del prossimo governo. Noi siamo pronti, come lo eravamo a luglio” sostiene la nuova paladina del “campo largo” a sinistra, il Nuovo Fronte Popolare. Capace di mediare tra socialisti e Insoumis, Tondelier - famosa per l’immancabile giacca verde che indossa anche durante questa intervista - dice a proposito di Emmanuel Macron, che non ha voluto dare il governo alla sinistra: “Sono convinta che il presidente potrebbe dimettersi”.
È ancora arrabbiata perché Macron ha rifiutato di nominare la vostra candidata premier, Lucie Castets?
C’è stata molta ipocrisia in quel rifiuto. Macron ha detto: “Mi piacerebbe, ma non posso perché ci sarebbe un voto di sfiducia”. Ma la sfiducia era legata al voto dei suoi parlamentari. Se avesse chiesto, per garantire la stabilità istituzionale e il rispetto dei risultati elettorali, di lasciare che Castets andasse avanti, saremmo stati giudicati sulla nostra capacità di governo.
La sinistra ha perso tempo cercando di mettersi d’accordo sul nome di Castets. Nessun mea culpa?
È la narrazione del macronismo che prima ha organizzato un furto democratico, e ora accusa gli altri. L’unico responsabile di questa situazione è Macron. Abbiamo scritto un programma comune a tempo di record, fatto una grande campagna elettorale. Abbiamo vinto, sorprendendo tutti. Se ci abbiamo messo un po’ a trovare un nome sul premier era solo perché volevamo fare le cose sul serio. Faccio notare che nel frattempo sono passate 10 settimane dalle elezioni, 76 giorni dalle dimissioni del precedente premier e 19 giorni dalla nomina di Michel Barnier. Il macronismo si è spaccato su poltrone e questioni sostanziali, come le tasse.
Perché non ha appoggiato l’ipotesi di Cazeneuve?
Quale ipotesi? Macron non ha mai pensato seriamente di nominare Cazeneuve primo ministro. Era solo un tentativo di dividere il partito socialista. E comunque Cazeneuve se n’è andato dal Ps e non appartiene a nessun partito del Nuovo Fronte Popolare. Dov’era quando stavamo impedendo che Jordan Bardella andasse al governo? Siamo noi ad aver organizzato il fronte repubblicano contro l’estrema destra. Se Macron si è salvato, è grazie ai nostri elettori. Il risultato? Siamo passati da un fronte repubblicano a un affronto repubblicano, con la nomina di un premier che farà del macronismo in peggio. E sotto allo sguardo conciliante del Rassemblement National.
È questo il peccato originale del nuovo governo Barnier?
Dobbiamo dire che Le Pen è complice di questa situazione. Dobbiamo spiegarlo ai suoi elettori: finge di difendere l’elettorato popolare, ma ogni volta che l’estrema destra si trova di fronte a una scelta, sceglie il campo dei potenti. Limitandosi a non fare nulla, Le Pen avrebbe potuto garantire alla Francia l’aumento del salario minimo o l’abrogazione della riforma delle pensioni.
L’estrema destra promette ora di votare l’abrogazione della riforma delle pensioni. Voterete con loro?
Siamo noi che abbiamo sbarrato la strada al Rassemblement National. Ora continueremo a guardare all’interesse del popolo francese.
Cosa ha detto a Macron quando vi siete parlati?
Che se continua così, sarà inutile venire a tirarmi per la giacca verde tra i due turni della presidenziale, davanti all’eventuale vittoria dell’estrema destra. Sarà troppo tardi.
È favorevole alla procedura di destituzione promossa dagli Insoumis?
È possibile che Macron debba dimettersi prima.
Andrete alla presidenziale con Mélenchon candidato nonostante sia inviso a una maggioranza di francesi?
Siamo un’ampia alleanza che parla al maggior numero di persone. Non ho intenzione fare polemiche sui nomi tanto per fare un favore ai nostri avversari.