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Brandeburgo, Schaefer (Spd): “Bellissima sorpresa nel voto, ora il cancelliere cambi rotta”

(reuters)

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L’intervista al deputato socialdemocratico: “La priorità del governo deve diventare una riforma del freno al debito”
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BERLINO — Sono mesi che il deputato di lungo corso della Spd, Axel Schaefer, fa discutere con le sue accorate lettere che mettono in guardia dal rischio di un naufragio del partito più antico della Germania. In questa intervista con Repubblica, Schaefer si dice sollevato dall’ottimo risultato del Brandeburgo – «una bellissima sorpresa» – ma torna a invitare il cancelliere Scholz «a reinventarsi, soprattutto nella comunicazione» in vista della corsa per le elezioni del 2025. Soprattutto, la Spd deve superare le resistenze della Fdp e riformare il freno al debito: «Basta con i dogmi», la fine del pareggio di bilancio iscritto nella costituzione «deve diventare la nostra priorità», sostiene.

Come valuta il risultato?

«È una bellissima sorpresa e Woidke ha ottenuto un risultato fantastico».

Nonostante Olaf Scholz.

«Questo non è corretto. Non dobbiamo confondere le elezioni regionali con la politica federale. E d’ora in …

BERLINO — Sono mesi che il deputato di lungo corso della Spd, Axel Schaefer, fa discutere con le sue accorate lettere che mettono in guardia dal rischio di un naufragio del partito più antico della Germania. In questa intervista con Repubblica, Schaefer si dice sollevato dall’ottimo risultato del Brandeburgo – «una bellissima sorpresa» – ma torna a invitare il cancelliere Scholz «a reinventarsi, soprattutto nella comunicazione» in vista della corsa per le elezioni del 2025. Soprattutto, la Spd deve superare le resistenze della Fdp e riformare il freno al debito: «Basta con i dogmi», la fine del pareggio di bilancio iscritto nella costituzione «deve diventare la nostra priorità», sostiene.

Come valuta il risultato?

«È una bellissima sorpresa e Woidke ha ottenuto un risultato fantastico».

Nonostante Olaf Scholz.

«Questo non è corretto. Non dobbiamo confondere le elezioni regionali con la politica federale. E d’ora in poi dobbiamo cominciare a contraddire un po’ di più chi parla male del nostro Paese. E il mio partito, la Spd, deve tornare a sostenere il cancelliere Scholz. Anche i giornalisti devono tornare a guardare un po’ più i fatti. Persino il governatore del Nordreno-Westfalia, il conservatore Hendrik Wuest, ha messo in guardia il suo capo, il leader della Cdu Friedrich Merz: “Non si dovrebbe sempre parlare così male della Germania”».

È un dato di fatto che la Germania non sta uscendo dalla recessione, non è un’invenzione dei media. E che il governo è incapace di investire nel futuro perché ricattato dall’Fdp, che non tollera alcuna riforma del freno al debito.

«È proprio questo il punto: il governo ha sfide sproporzionatamente più grandi da superare rispetto ad altri. E Scholz fa anche i conti con un esecutivo a tre partiti, che ha più difficoltà a governare di uno a due, come eravamo abituati».

I liberali della Fdp perdono un’elezione regionale dopo l’altra e non possono più essere sicuri di entrare nel prossimo Bundestag, tanto sono deboli. Eppure riescono a frenare ogni politica di crescita.

«È vero. Per questo dico: dopo il dibattito sul prossimo bilancio, una riforma del freno al debito deve diventare la priorità del governo. Questo deve essere il nostro obiettivo cruciale, come Spd. Dobbiamo garantire prosperità al nostro Paese e aiuti all’Ucraina, questo deve essere la priorità, e non il “dogma”».

(afp)

Dopo le elezioni in Brandeburgo pensa che Scholz sia salvo?

«Woidke lo ha detto chiaramente: questa è un’elezione che riguarda il Brandeburgo».

Sì, vinte da Woidke anche perché ha detto a Scholz di stare lontano dalle comizi. E dalla Spd in Brandeburgo sono arrivate anche critiche pesantissime alla co-presidente, Saskia Esken.

«Il mandato di Esken scade nel 2025 e dobbiamo smettere di condurre battaglie interne contro determinate personalità nel partito».

Sì, ma scusi l’insistenza. La Spd attualmente è al 16% nei sondaggi nazionali. Può seriamente osare la corsa per le politiche del 2025 con un candidato debole come Scholz?

«Anche l’ultima volta Olaf Scholz ha recuperato dal 16% al 26%».

Perché fece la scommessa giusta: sui suoi manifesti c’era scritto “sa fare la cancelliera”, si proponeva come copia di Angela Merkel.

«È vero, ma non è tutto. Però per me è molto chiaro che dobbiamo parlare dei sondaggi deboli e degli scarsi risultati delle ultime regionali e dei nostri errori. E Scholz deve riuscire a cambiare le cose, a partire dalla comunicazione. La Cina e l’Onu sono temi importanti per il Paese e per il partito, ma è altrettanto importante che Scholz adotti un atteggiamento diverso e dimostri di saper comunicare. Deve reinventarsi».

Non c’è più il rischio che Scholz venga sostituito in corsa dal politico più amato dai tedeschi, il ministro della Difesa Boris Pistorius?

«No».

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