Nei cieli del porto siriano di Tartus c’è stata una battaglia notturna che fa temere un allargamento del conflitto libanese. Una situazione particolarmente allarmante perché la città ospita la base della flotta russa del Mediterraneo, con una numerosa presenza di militari di Mosca. Media filogovernativi di Damasco sostengono che la contraerea è intervenuta per contrastare un’incursione israeliana. Sono stati diffusi sui social video che mostrano il lancio di almeno sei missili terra-aria e l’intercettazione di alcuni bersagli. Non ci sono al momento notizie ufficiali su cosa sia accaduto.
Stando a testimonianze provenienti da Tartus, l’attacco sarebbe avvenuto in tre ondate. Alcune fonti però ritengono che l’incursione sia da collegare con un’offensiva lanciata più a Nord da una formazione della resistenza siriana: il gruppo Tahrir al-Sham, in passato affiliato ad Al Qaeda, radicato nel territorio di Idlib. Già negli scorsi anni questo gruppo ha usato droni per colpire le install…
Nei cieli del porto siriano di Tartus c’è stata una battaglia notturna che fa temere un allargamento del conflitto libanese. Una situazione particolarmente allarmante perché la città ospita la base della flotta russa del Mediterraneo, con una numerosa presenza di militari di Mosca. Media filogovernativi di Damasco sostengono che la contraerea è intervenuta per contrastare un’incursione israeliana. Sono stati diffusi sui social video che mostrano il lancio di almeno sei missili terra-aria e l’intercettazione di alcuni bersagli. Non ci sono al momento notizie ufficiali su cosa sia accaduto.
Stando a testimonianze provenienti da Tartus, l’attacco sarebbe avvenuto in tre ondate. Alcune fonti però ritengono che l’incursione sia da collegare con un’offensiva lanciata più a Nord da una formazione della resistenza siriana: il gruppo Tahrir al-Sham, in passato affiliato ad Al Qaeda, radicato nel territorio di Idlib. Già negli scorsi anni questo gruppo ha usato droni per colpire le installazioni militari del regime di Damasco. Stando alle immagini disponibili, però, l’attacco sarebbe arrivato dal mare mentre i ribelli agiscono nell’entroterra.
Hezbollah dispone di strutture logistiche e caserme in Siria, dove ha combattuto al fianco dell’esercito di Assad contro l’Isis e contro le brigate della resistenza. Più volte Israele ha colpito depositi e movimenti della milizia sciita libanese, in particolare i convogli che trasportano i rifornimenti di armi dall’Iran, e si è spinta nello scorso aprile fino a bombardare il consolato iraniano nella capitale: un raid in cui è stato ucciso Mohammad Reza Zahedi, generale dei Guardiani della rivoluzione, provocando la rappresaglia su larga scala degli ayatollah contro lo Stato ebraico.
Nel 2018 si è arrivati a rischiare una crisi quando un ricognitore russo è stato abbattuto dalle difese siriane durante un’incursione israeliana contro un magazzino di Hezbollah nella regione costiera di Latakia. In quell’occasione Mosca accusò i caccia F16 delle
Israeli Defense Forces di avere usato il loro velivolo come scudo per proteggersi dai missili della contraerea. All’epoca però le relazioni tra Russia e Israele erano ancora buone mentre sono drasticamente peggiorate nel corso dell’ultimo anno. Lunedì mattina il video con cui le IDF hanno annunciato l’inizio della campagna aerea contro Hezbollah ha mostrato un drone a lungo raggio russo nella disponibilità della milizia sciita libanese: una scelta che molti analisti hanno interpretato come un monito rivolto al Cremlino.
Negli scorsi anni i moli di Tartus sono stati utilizzati dall’Iran per sbarcare equipaggiamenti bellici e forniture di carburante destinati ad Hezbollah: in almeno due occasioni l’intelligence israeliana ha sabotato in alto mare le navi utilizzate per queste spedizioni. Ma non ci sono mai state operazioni condotte contro la città.
Sabato scorso l’intera flotta russa del Mediterraneo è stata fotografata dai satelliti all’ancora nel porto siriano: due fregate, due sottomarini, una corvetta e un rifornitore. La loro attività viene costantemente monitorata dagli aerei spia statunitensi e per questo l’installazione è protetta da una rete radar avanzata e da batterie di missili S400, con apparecchiature per disturbare le trasmissioni dei satelliti gps. Poco più a Nord si trova l’aeroporto di Khmeimim, dove sono schierati caccia Sukhoi 30.