Operazione “New Order”. Ecco perché Israele ha deciso di uccidere Nasrallah ora
dal nostro inviato Fabio TonacciTEL AVIV – Perché ucciderlo proprio adesso? Perché uccidere Hassan Nasrallah, da 32 anni leader di Hezbollah, quando il mondo intero, e con esso l’alleato americano, chiede a Israele di allentare la tensione sul fronte libanese e disinnescare l’escalation regionale? Il motivo, per come lo ha spiegato un alto ufficiale israeliano presente a New York nella delegazione che accompagna Bibi Netanyahu all’Onu, sta tutto in queste parole: “Lo abbiamo eliminato nella speranza di evitare l’operazione di terra in Libano”. Dunque scommettendo sul fatto che senza la testa, il corpo militare del Partito di Dio libanese, sarà costretto ad abbassare le armi.
L’operazione “New order”
Il ragionamento, che l’ufficiale ha consegnato ai giornalisti in un colloquio riservato e dietro garanzia di anonimato, è la spiegazione, o almeno una delle spiegazioni, della strategia che sta guidando le Israeli defence forces nell’intera regione de…
TEL AVIV – Perché ucciderlo proprio adesso? Perché uccidere Hassan Nasrallah, da 32 anni leader di Hezbollah, quando il mondo intero, e con esso l’alleato americano, chiede a Israele di allentare la tensione sul fronte libanese e disinnescare l’escalation regionale? Il motivo, per come lo ha spiegato un alto ufficiale israeliano presente a New York nella delegazione che accompagna Bibi Netanyahu all’Onu, sta tutto in queste parole: “Lo abbiamo eliminato nella speranza di evitare l’operazione di terra in Libano”. Dunque scommettendo sul fatto che senza la testa, il corpo militare del Partito di Dio libanese, sarà costretto ad abbassare le armi.
L’operazione “New order”
Il ragionamento, che l’ufficiale ha consegnato ai giornalisti in un colloquio riservato e dietro garanzia di anonimato, è la spiegazione, o almeno una delle spiegazioni, della strategia che sta guidando le Israeli defence forces nell’intera regione del Vicino e Medio Oriente. Strategia la cui portata si legge nel nome dato dallo Stato maggiore al devastante attacco missilistico di ieri sul quartiere Dahieh di Beirut, che, oltre al numero uno di Hezbollah e al numero due Ali Karki, comandante del fronte sud, ha provocato decine e decine di vittime tra i civili libanesi: New Order, Nuovo Ordine.
L’ufficiale israliano ha spiegato che l’intelligence ha scoperto un piano dell’Iran per “circondare e eliminare lo Stato ebraico entro il 2040”. Non ha detto a quando risale la scoperta, né ha fornito altri dettagli al riguardo, ma ha sottolineato che il leader di Hamas Yahya Sinwar e Nasrallah sono parte di esso. Come lo è, ovviamente Ali Khamenei, la Guida Suprema degli ayatollah iraniani. Non a caso, riferisce la Reuters, Khamenei in queste ore è stato trasferito d’urgenza in una località segreta, protetta da misure di sicurezza rafforzate.
La decisione
“Due settimane fa il gabinetto di guerra presieduto da Netanyahu ha preso la decisione: non è più accettabile che gli israeliani del nord siano costretti ad essere rifugiati nel proprio Paese”. Sono almeno 60 mila i cittadini che hanno lasciato casa da quando, l’8 ottobre, Hezbollah ha preso a lanciare missili e droni a sostegno dell’assalto di Hamas ai kibbutz, nel tentativo di alleggerire l’offensiva israeliana nella Striscia di Gaza che ha provocato 45 mila morti. A stamattina, il conteggio delle Idf era arrivato a 9.500 razzi.
“Non è possibile aggiustare la situazione a Nord senza una guerra diretta”, ha ribadito l’ufficiale, riferendosi all’ipotesi, tuttora sul tavolo e da molti ritenuta imminente nonostante l’opposizione degli Stati Uniti, di invadere il Libano per spingere i miliziani sciiti oltre il confine del fiume Litani. Come fecero nel 2006, con una guerra che durò 34 giorni: non andò benissimo. “L’altro modo per raggiungere tale obiettivo passa dall’uccisione di Nasrallah: non solo neutralizzi quel fronte, ma togli anche uno dei perni del Piano iraniano, perché distruggi un elemento centrale dell’Asse della resistenza”. Così, quindi, è nata l’operazione Nuovo ordine. E la conferma sta nelle dichiarazioni in conferenza stampa del portavoce dell’Idf Nadav Shoshani: “Ci auguriamo che questo cambi le azioni di Hezbollah”.Tuttavia, il quadro per come lo ha delineato l’alto ufficiale israeliano a New York, appare agli occhi degli analisti troppo semplicistico. In primis perché i segnali che si raccolgono dal campo indicano la preparazione per incursioni di terra nel Libano del sud. E poi perché gli israeliani già una volta hanno eliminato il capo di Hezbollah ma questo non ha affatto interrotto la minaccia delle milizie sciite libanesi, fondate e sostenute dai Guardiani della rivoluzione iraniani.
L’uccisione di al-Musawi
Era il 1992 e un elicottero Apache sparò sul convoglio su cui viaggiava il segretario generale di Hezbollah Sayyed Abbas al-Musawi, uccidendolo sul colpo. Al-Musawi fu sostituito da Nasrallah, che allora aveva 35 anni. E gli attentati contro la comunità ebraica, così come gli scontri al confine dove sono stati costruiti anche dei tunnel per infiltrare lo stato di Israele, sono proseguiti.
“Siamo certi che questa volta sarà diverso”, è la ferrea convinzione dell’ufficiale israeliano, di fronte ai tanti dubbi avanzati dalla stampa. “Il leader di Hezbollah in molti modi teneva il Piano iraniano focalizzato e vivo. Alcuni soggetti sono insostituibili, non hanno un vero successore. E’ il caso di Nasrallah”.