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Il politologo e arabista Gilles Kepel sulla morte di Nasrallah: “L’ombra dell’Iran in un’uccisione che cambia la regione”

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“Operazione impossibile senza l’aiuto di parte degli 007 di Teheran. Netanyahu vuol dire di aver distrutto i nemici di Israele: Iran, Hamas, Hezbollah”
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PARIGI - “L'uccisione di Nasrallah è un evento di portata enorme, che può portare a uno sconvolgimento dell'intero Medio Oriente” osserva Gilles Kepel, tra i più importanti studiosi occidentali del mondo arabo. Nel suo nuovo libro “Olocausti”, Kepel analizza come il trauma provocato dagli attacchi del 7 ottobre 2023 sia uno spartiacque. “Siamo all'alba di un cambio di paradigma che ho cominciato a illustrare nel libro e di cui la morte del capo di Hezbollah è un nuovo, spettacolare capitolo”.

Hezbollah sarà capace di risollevarsi da questo duro colpo inferto da Israele?

“Dubito che ne abbia ancora la capacità militare e politica. Vedremo, non è impossibile che provi a lanciare un razzo contro Israele ma ne sarei sorpreso. Penso che la spett…

PARIGI - “L'uccisione di Nasrallah è un evento di portata enorme, che può portare a uno sconvolgimento dell'intero Medio Oriente” osserva Gilles Kepel, tra i più importanti studiosi occidentali del mondo arabo. Nel suo nuovo libro “Olocausti”, Kepel analizza come il trauma provocato dagli attacchi del 7 ottobre 2023 sia uno spartiacque. “Siamo all'alba di un cambio di paradigma che ho cominciato a illustrare nel libro e di cui la morte del capo di Hezbollah è un nuovo, spettacolare capitolo”.

Hezbollah sarà capace di risollevarsi da questo duro colpo inferto da Israele?

“Dubito che ne abbia ancora la capacità militare e politica. Vedremo, non è impossibile che provi a lanciare un razzo contro Israele ma ne sarei sorpreso. Penso che la spettacolare uccisione di Nasrallah non possa essere stata condotta senza l'aiuto di una parte dell'apparato dell'intelligence iraniana. Dal 7 ottobre 2023 si è aperta una sequenza di morti più che sospette”.

Quali?

“C’è stata la morte dell'ex presidente iraniano Ibrahim Raissi. Non credo un secondo alla tesi dell'incidente. Il fatto che Masoud Pezeshkian possa essersi candidato e vincere la presidenza, pur sostenendo di voler dialogare con l’Occidente, è un altro segnale. L’uccisione del leader di Hamas, Ismail Haniyen, a Teheran non può essere stata organizzata solo dal Mossad. E ora Nasrallah. Nonostante i potenti mezzi di Israele, trovare e uccidere il capo politico di Hezbollah a Beirut era un'operazione estremamente complicata. Al punto che una serie di mie fonti libanesi sostengono che sono stati i Guardiani della Rivoluzione a dare le informazioni agli israeliani per localizzare il leader di Hezbollah”.

Addirittura ?

“È un'ipotesi che non si può verificare ma sono convinto che una parte dell’establishment iraniano non voleva l'escalation provocata dal 7 ottobre. Da quel che risulta, Yahya Sinwar, il capo politico di Hamas, ha avvertito solo all’ultimo gli iraniani degli attacchi. Si è parlato allora di un trionfo di Hamas, ma in realtà è stata una vittoria di Pirro. Il progrom è stato così immenso che Israele ha archiviato la sua dottrina di guerra, scegliendo di non avere più limiti. Netanyahu ha scelto una lotta totale contro l'Asse di resistenza, il suo obiettivo è poter dire agli israeliani che ha distrutto tutti i nemici di Israele: Hamas, Hezbollah e poi l'Iran”.

Ma in questo caso si va verso un allargamento del conflitto?

“L'Iran e Hezbollah non erano pronti a salire a questo livello di escalation. Tutto a causa della hybris del capo politico di Hamas, che essendo un gruppo sunnita non ha la stessa fedeltà all’Iran e a Hezbollah. Una parte dell'establishment iraniano non vuole andare a un confronto diretto contro Israele e medita un cambio di regime. Un po’ come il Kgb della fine dell’Unione sovietica, dentro ai servizi iraniani c'è chi si è convinto che se la Repubblica islamica continuerà così davanti c'è solo il collasso dell'Iran. Proseguendo nel mio ragionamento, Ali Khamenei potrebbe non avere un lungo avvenire. Non è detto, ovviamente. È probabile che si aprirà una resa di conti tra faide nemiche a Teheran di cui è difficile prevedere l'esito”.

Ora Netanyahu potrebbe finalmente accettare un cessate-il-fuoco?

“Non credo, si sente in posizione di forza, andrà avanti nonostante l'ecatombe provocata a Gaza. Ha asfissiato Hamas, quasi azzerato Hezbollah, ma il suo obiettivo è l'Iran. La strategia è quella degli americani con l'Urss. Nel 1989, gli Stati Uniti non attaccarono il territorio sovietico. Si sono semplicemente assicurati che il corpo di spedizione dell'Armata Rossa in Afghanistan fosse costretto a lasciare Kabul nel caos il 15 febbraio 1989. Questo è bastato a dimostrare che l'Armata Rossa era una tigre di carta. Il 9 novembre dello stesso anno, sei mesi dopo, è caduto il muro di Berlino. Penso che siamo in uno scenario di questo tipo”.

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