Nel giro di dieci giorni gli israeliani hanno azzerato la leadership di Hezbollah. Martedì 17 settembre hanno fatto esplodere i cercapersone e il giorno dopo i walkie-talkie. Venerdì 20 settembre hanno ucciso il comandante militare del gruppo, Ibrahim Aqil (successore di Fuad Shukr, ucciso a luglio), con un bombardamento contro un bunker mentre faceva una riunione con i suoi ufficiali nel quartiere di Dahieh, a Sud di Beirut. Una settimana più tardi, venerdì 27 settembre, hanno ucciso il segretario generale Hassan Nasrallah, anche lui con un bombardamento aereo durante una riunione con altri leader e di nuovo nel quartiere di Dahieh.
Hezbollah senza guida
Il risultato è che questo è l’anno zero di Hezbollah. Chi apparteneva al Partito di Dio e contava qualcosa è stato ucciso…
Nel giro di dieci giorni gli israeliani hanno azzerato la leadership di Hezbollah. Martedì 17 settembre hanno fatto esplodere i cercapersone e il giorno dopo i walkie-talkie. Venerdì 20 settembre hanno ucciso il comandante militare del gruppo, Ibrahim Aqil (successore di Fuad Shukr, ucciso a luglio), con un bombardamento contro un bunker mentre faceva una riunione con i suoi ufficiali nel quartiere di Dahieh, a Sud di Beirut. Una settimana più tardi, venerdì 27 settembre, hanno ucciso il segretario generale Hassan Nasrallah, anche lui con un bombardamento aereo durante una riunione con altri leader e di nuovo nel quartiere di Dahieh.
Hezbollah senza guida
Il risultato è che questo è l’anno zero di Hezbollah. Chi apparteneva al Partito di Dio e contava qualcosa è stato ucciso, se non è stato ucciso è probabile che non contasse molto. Nel bunker assieme a Nasrallah sarebbe morto anche il generale iraniano Abbas Nilforushan, che faceva da liason con Teheran (successore di Reza Zahedi, ucciso ad aprile).
L’eterno secondo del gruppo, Naim Qassem, non sembra in grado di prendere il comando perché manca di carisma. Ora l’asse della leadership potrebbe spostarsi verso il clan di Hashim Safi al Din, cugino di Nasrallah con un curriculum simile: studi religiosi a Najaf, in Iraq, e a Qom, in Iran – città sante per gli sciiti – ed esperienza trentennale nel gruppo dirigente del Partito di Dio. È un’ipotesi. Il fratello Abdullah è l’ufficiale di collegamento tra Hezbollah e Iran, quindi ha un incarico importante, e il figlio di Hashim, Rida, ha sposato nel 2020 Zeinab Soleimani, figlia del generale Qassem Suleimani, che nel cosiddetto Asse della resistenza era considerato una leggenda (fu ucciso da un drone americano su ordine di Donalld Trump).
Lo sguardo a Teheran
In sintesi: i link di Hashim con l’Iran sono robusti e di solito è la Guida suprema a nominare i capi. Fonti israeliane dicono che non fosse nel bunker assieme a Nasrallah, forse in ossequio al principio di sicurezza “meglio non mettere tutte le uova nello stesso paniere”. Se fosse scampato all’attacco metterebbe il naso fuori adesso, con l’aria che tira a Beirut? Gli israeliani riescono a vedere gli spostamenti dei capi di Hezbollah nella capitale libanese in tempo reale. Ieri pomeriggio gli aerei sono arrivati di nuovo e hanno ucciso Hassan Khalil Yassin, comandante di un’unità di intelligence di Hezbollah, sempre a Dahieh.