Robert Menasse: “Con gli austrofascisti temo che il Paese si possa orbanizzare”
dalla nostra inviata Tonia MastrobuoniLo scrittore austriaco Robert Menasse
VIENNA - L’ultimo romanzo di Robert Menasse, L’allargamento (Sellerio), è un straordinario, balzachiano affresco di un’Europa esangue, pervasa da nazionalismi e veti incrociati. Un geniale racconto corale in cui si mescolano i tic dei funzionari di Bruxelles e la tracotanza dei nazionalisti, in cui un giallo in Albania sulla tragicomica scomparsa dell’”Elmo di Skanderbeg” si alterna al dramma di due ‘fratelli di sangue’ dell’epoca di Solidarnosc che si ritrovano sui lati opposti della barricata che ha spaccato la Polonia durante gli anni recenti dell’autocrazia. E in cui un’Europa senza bussola cerca disperatamente di ritrovare una traiettoria nell’allargamento ai Balcani, ma è dilaniata tra impulsi idealisti e calcoli cinici. Dopo l’altrettanto grandioso La capitale, basato sull’idea che Auschwitz debba diventare il mito fondativo dell’Europa, il grande scrittore viennese sta per cominciare il romanzo conclusivo della sua trilogia sul continente. E in un caffè del centro di Vienna, tra una sigaretta e l’altra, Menasse ci confida le sue paure alla vigilia di un’elezione cruciale in Austria.
Quanto è pericoloso il leader della Fpoe, Herbert Kickl, che guida attualmente i sondaggi?
«È’ un estremista di destra, indi pericoloso. Ma ha raggiunto il suo potenziale: nei sondaggi è intorno al 27%. Anche i suoi predecessori, Haider o Strache, non hanno mai superato il 30%. In realtà i leader della Fpoe non sarebbero mai pericolosi se non ci fosse qualcuno che gli consentisse di governare. Il 70% degli austriaci non li vota. Ma siccome i popolari della Oevp sono disposti ad allearsi con la Fpoe – lo hanno già fatto Wolfgang Schuessel e Sebastian Kurz e succede attualmente in tre regioni austriache – Kickl ha buone speranze di andare al potere».
Ha simpatie naziste, secondo lei?
“È sbagliato sostenere che sia nazista. Anche i suoi elettori non lo sono: sono austrofascisti. Semplificando: tolga ai nazisti i campi di concentramento e le guerre d’aggressione e avrà gli austrofascisti, compreso l’odio viscerale contro i socialisti. Ed è qualcosa che non riguarda solo gli elettori della Fpoe, che è un partito fondato da ex nazisti, ma anche la Oevp. Il nazismo, in Austria, è screditato, l’austrofascismo no. Perché ha difeso la sovranità, perché gli austrofascisti erano “patrioti”. E fa anche molto ridere che la Fpoe, come altri partiti nazionalisti in Europa, si lamenti che sia “antidemocratico” non farli governare. Con il 27% dei voti, nessuna costituzione in Europa ti dà il diritto a governare. Però le dico cosa succederà dopo il voto”.
La Oevp, se arriverà prima o seconda, tenterà di formare una coalizione con i socialisti. Giusto?
“Sì, ma secondo un’indiscrezione che ritengo molto credibile, sarà un teatrino. Faranno finta di negoziare per qualche mese. Poi i popolari diranno, come fece Schuessel nel 2000, che i socialisti sono marxisti ed è impossibile allearsi con loro. Allora imbarcheranno Kickl. E l’estrema destra incasserà alcuni ministeri che le interessano – economia, finanze, giustizia – dove farà enormi danni perché in Austria i ministri hanno un’enorme autonomia, anche rispetto al cancelliere. E quindi potranno dire “chi se ne importa chi è cancelliere sotto di noi”. Peraltro, la Fpoe dice sempre “noi siamo il popolo” perché ha la pretesa di dire chi è il popolo. E per me questo è fascismo”.
Ma lei è sicuro che gli elettori della Oevp siano contrari a un’alleanza con Kickl?
“No. Vede, la Oevp vuole essere una Volkspartei in un Paese in cui non esiste più la borghesia. Perché è stata cancellata dalle deportazioni nei campi, è stata ‘arizzata’ o è emigrata. Oggi la borghesia, che dovrebbe essere sinonimo di cultura, di responsabilità sociale, è solo una classe che pensa ad arricchirsi. L’Austria è l’unico Paese al mondo dove le fondazioni non devono avere una finalità sociale ma possono servire a garantire il patrimonio di una famiglia. E poi c’è un problema serio che riguarda l’informazione”.
Perché?
“Com’è possibile che il cancelliere Nehammer, il capo della Oevp, il partito che ha picconato il Green Deal, che si batte contro la fine del motore a scoppio e le misure per la riduzione della CO2 sia festeggiato come un eroe quando va a trovare gli alluvionati? Non lo sanno i giornali che quelle alluvioni sono un effetto dei cambiamenti climatici e che la Oevp ostacola le misure per scongiurarli?”
L’Austria governata da Oevp e Fpoe può diventare un problema per l’Europa?
“Ma certo. Kickl ha un accordo di amicizia con il partito di Putin e ha dimostrato spesso di essere filorusso, anche nella campagna elettorale in cui blaterava di “pace” e attaccava l’Ucraina. Il rischio è un’orbanizzazione dell’Austria, il tentativo di schiacciare la libertà di stampa e l’indipendenza dei giudici”.
Perché l’Europa è il nemico dei populisti?
“Perché le politiche comuni sono l’antidoto ai nazionalismi. Ma trovo agghiacciante che si torni all’idea di un’Europa etnico-nazionalista. Non abbiamo imparato proprio nulla dalla storia?”.