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Fronte Nord, sono già partite le incursioni in Libano dell’Idf: “Penetrati anche i tunnel di Hezbollah”

(reuters)

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Le operazioni sarebbero iniziate nei mesi scorsi e intensificate nelle scorse settimane, secondo fonti riservate al Wall Street Journal. Si tratta esattamente del tipo di missioni che servono ai comandi militari per lanciare l’offensiva di terra
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Gli incursori delle forze speciali israeliane hanno segretamente varcato il confine settentrionale già nelle scorse settimane. Hanno condotto operazioni mirate e di breve durata nel sud del Libano, penetrando in alcuni tunnel scavati da Hezbollah sotto alla frontiera, avvicinandosi alle postazioni delle milizie sciite e raccogliendo informazioni dal campo. Esattamente il tipo di missione preparatoria che serve ai Comandi militari per lanciare poi la vera offensiva di terra.

Azioni iniziate mesi fa

Lo riferisce il Wall Street Journal, citando non meglio precisate “fonti a conoscenza della materia”. Azioni segrete sarebbero avvenute di recente, ma pare siano cominciate mesi fa. Le fonti, tra l’altro, indicano in questa settimana il probabile inizio dell’invasione israeliana.

Gli incursori delle forze speciali israeliane hanno segretamente varcato il confine settentrionale già nelle scorse settimane. Hanno condotto operazioni mirate e di breve durata nel sud del Libano, penetrando in alcuni tunnel scavati da Hezbollah sotto alla frontiera, avvicinandosi alle postazioni delle milizie sciite e raccogliendo informazioni dal campo. Esattamente il tipo di missione preparatoria che serve ai Comandi militari per lanciare poi la vera offensiva di terra.

Azioni iniziate mesi fa

Lo riferisce il Wall Street Journal, citando non meglio precisate “fonti a conoscenza della materia”. Azioni segrete sarebbero avvenute di recente, ma pare siano cominciate mesi fa. Le fonti, tra l’altro, indicano in questa settimana il probabile inizio dell’invasione israeliana.

Netanyahu non ha ancora dato l’ok definitivo, ma l’invasione del Libano gli viene chiesta dalla maggior parte dei suoi ministri e pure dall’opposizione, perché una zona cuscinetto tra la frontiera e il fiume Litani è ritenuta l’unica soluzione efficace per permettere il ritorno in Galilea dei 60 mila israeliani sfollati a causa dei razzi di Hezbollah.

Gli Usa contrari

“Il timing dell’invasione però potrebbe cambiare”, ammettono le fonti sentite dal quotidiano newyorkese. Gli Stati Uniti infatti sono contrari e temono l’escalation regionale, dopo l’uccisione a Beirut del leader di Hezbollah Hassan Nasrallah e gli attacchi dei caccia israeliani in Yemen.

La Casa Bianca spinge piuttosto per una soluzione diplomatica: un accordo mediato da Francia e Stati Uniti per il cessate il fuoco sul confine israelo-libanese e il ritiro di milizie e postazioni oltre il Litani, come prevede la famosa, e non rispettata, risoluzione 1701 dell’Onu. Le dichiarazioni dei ministri più vicini a Netanyahu, tuttavia, vanno nel senso opposto. “Israele rifiuta la proposta di intesa e non accetta il cessate il fuoco”, dice Israel Katz, ministro degli Esteri. “L’unico modo per raggiungere un accordo è il ritiro di Hezbollah al nord del Litani e il loro disarmo totale”.

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