LONDRA – L’incursione “limitata” in Libano, come Israele ha definito l’operazione in corso che riporta le sue truppe di terra oltre il confine per distruggere le basi da cui Hezbollah lo attacca, è affidata principalmente alla 98esima Divisione: un’unità di élite delle forze armate israeliane, che dopo avere combattuto per quasi un anno nella striscia di Gaza è stata trasferita nei giorni scorsi nel nord del Paese.
La storia
Secondo il Times of Israel, si tratta di un numero imprecisato fra 10 mila e 20mila soldati, che avranno il compito di smantellare le postazioni del movimento fondamentalista libanese lungo il confine e probabilmente di costringerlo a ritirarsi oltre il fiume Litani, a 30 chilometri dalla frontiera, come previsto dalla risoluzione dell’Onu che mise fine alla guerra del 2006 ma che da allora Hezbollah non ha mai rispettato.
LONDRA – L’incursione “limitata” in Libano, come Israele ha definito l’operazione in corso che riporta le sue truppe di terra oltre il confine per distruggere le basi da cui Hezbollah lo attacca, è affidata principalmente alla 98esima Divisione: un’unità di élite delle forze armate israeliane, che dopo avere combattuto per quasi un anno nella striscia di Gaza è stata trasferita nei giorni scorsi nel nord del Paese.
La storia
Secondo il Times of Israel, si tratta di un numero imprecisato fra 10 mila e 20mila soldati, che avranno il compito di smantellare le postazioni del movimento fondamentalista libanese lungo il confine e probabilmente di costringerlo a ritirarsi oltre il fiume Litani, a 30 chilometri dalla frontiera, come previsto dalla risoluzione dell’Onu che mise fine alla guerra del 2006 ma che da allora Hezbollah non ha mai rispettato.
La 98esima è una unità aerotrasportata di paracadutisti che ha partecipato fra l’altro alla guerra in Libano del 1982 per eliminare le basi da cui l’Organizzazione per la Liberazione della Palestina conduceva attacchi contro lo Stato ebraico, alla guerra in Libano del 2006 contro Hezbollah, alla guerra di Gaza del 2014 e all’attuale guerra in corso a Gaza contro Hamas. Appartiene alle forze speciali ed è composta di battaglioni di parà che includono alcuni dei più famosi reparti di commando dell’esercito israeliano, come l’Unità Duvdevan, specializzata in azioni dietro le linee nemiche e in travestimenti, come quella che il mese scorso ha portato all’uccisione a Gaza di Mohammed Deif, il numero due del braccio militare di Hamas e uno dei cervelli dell’aggressione del 7 ottobre 2023.
Operazioni di terra
Inizialmente creata per difendere i confini israeliani da minacce provenienti da Libano e Siria, la 98esima Divisione è particolarmente esperta nelle operazioni su terreni complessi e di montagna. Solo in anni più recenti ha ampliato le sue attività al sud di Israele. Comprende anche brigate di fanteria, di artiglieria e truppe corazzate. Oltre all’Unità Duvdevan, specializzata in operazioni clandestine in zone nemiche in mezzo alla popolazione civile, l’Unità Egoz si concentra sul controterrorismo e la guerriglia, e la Unità Maglan è utilizzata per missioni di ricognizione, raccolta di informazioni logistiche e spionaggio.
Nella odierna guerra di Gaza, la 98esima Divisione ha svolto un ruolo chiave in particolare a Khan Younis, smantellando il comando meridionale di Hamas nella zona sud della Striscia e distruggendo un’ampia rete di tunnel. Un compito probabilmente simile a quello che è stata incaricata di svolgere nel Libano meridionale, per eliminare i tunnel da dove Hezbollah può compiere incursioni in Israele e le batterie dei razzi a corto raggio usati da Hezbollah per colpire i villaggi nel nord di Israele da dove sono state evacuate circa 70 mila persone. Hezbollah dispone anche di un numero più limitato di razzi a lungo raggio, con i quali può colpire Israele anche fino a Tel Aviv, basandoli nel centro del Libano, ma finora non li ha utilizzati e non è chiaro se per farlo, il che comporterebbe una escalation del conflitto, avrebbe bisogno dell’autorizzazione o addirittura di una “seconda chiave” da parte di Teheran, che glieli ha forniti soprattutto come deterrente a un potenziale attacco israeliano contro l’Iran.