Messico, oggi l’investitura di Claudia Sheinbaum, è la prima donna presidente. L’ombra della pesante eredità di López Obrador
di Laura LucchiniLa “mañanera” non sarà la stessa, non c’è alcun dubbio. La tradizionale conferenza stampa che il presidente Andrês Manuel López Obrador per anni ha tenuto ogni mattina alle 7, e che in occasioni si è estesa anche per tre ore, sarà più sobria, scientifica, con ogni probabilità più breve e pragmatica a partire da oggi, quando Claudia Sheinbaum, 62 anni, ingegnere, sarà la prima donna a presiedere la dodicesima economia del globo e uno dei Paesi più machisti al mondo.
Un difficile passaggio di consegne
E il passaggio di consegna sul tradizionale appuntamento mattutino racchiude l’intera sfida che spetta alla leader della sinistra populista del partito Morena, eletta quasi per acclamazione lo scorso 3 giugno in un’elezione storica. Il controverso Obrador, che la costituzione non permette di rieleggere, gode di un’approvazione del 60%, tra le più alte del pianeta. Una popolarità che gli analisti spiegano con il carattere carismatico, il linguaggio semplice e la capacità di risultare empati…
La “mañanera” non sarà la stessa, non c’è alcun dubbio. La tradizionale conferenza stampa che il presidente Andrês Manuel López Obrador per anni ha tenuto ogni mattina alle 7, e che in occasioni si è estesa anche per tre ore, sarà più sobria, scientifica, con ogni probabilità più breve e pragmatica a partire da oggi, quando Claudia Sheinbaum, 62 anni, ingegnere, sarà la prima donna a presiedere la dodicesima economia del globo e uno dei Paesi più machisti al mondo.
Un difficile passaggio di consegne
E il passaggio di consegna sul tradizionale appuntamento mattutino racchiude l’intera sfida che spetta alla leader della sinistra populista del partito Morena, eletta quasi per acclamazione lo scorso 3 giugno in un’elezione storica. Il controverso Obrador, che la costituzione non permette di rieleggere, gode di un’approvazione del 60%, tra le più alte del pianeta. Una popolarità che gli analisti spiegano con il carattere carismatico, il linguaggio semplice e la capacità di risultare empatico. Per sei anni ogni mattina presto ha parlato al Paese: senza mai fermarsi nemmeno per bere un sorso d’acqua era solito snocciolare alcune informazioni utili per poi abbandonarsi in riflessioni sconclusionate e spontanee, libere associazioni da bancone del bar, che non di rado hanno generato valanghe di fake news.
La sfida di Claudia Sheinbaum si giocherà sul duplice fronte di riuscire da una parte a capitalizzare sull’eredità e la popolarità di Obrador, ma dall’altra smarcarsi e dare un approccio più scientifico e pragmatico alla sua gestione. Così come si era smarcata durante la gestione della pandemia come sindaco di Città del Messico: mentre Obrador alle 7 del mattino negava la pericolosità del virus, Sheinbaum si distingueva per la gestione di chiusure e coprifuoco.
Chi è?
Claudia Sheinbaum, 61 anni, ebrea, fisica e ingegnere energetica, con una lunga militanza nella sinistra messicana è la prima donna a guidare il maggior Paese di lingua spagnola al mondo. Nipote di immigrati dalla Lituania e Bulgaria, e figlia di scienziati che parteciparono alle rivolte studentesche del 1968, Sheinbaum ha contribuito a fondare Morena, il partito di sinistra che nel 2018 ha messo fine a decenni di governi di centro destra con la vittoria di Obrador. I suoi collaboratori la chiamano “la doctora” un soprannome che racchiude quello che ci si aspetta sarà il suo stile di leadership: basato sull’osservazione scientifica, con decisioni chiare che derivano dall’analisi dei dati, diverso dall’impulsività che ha caratterizzato l’ultima gestione.
La piaga della violenza
I sei anni di governo López Obrador hanno visto duplicare il tasso di omicidi rispetto al governo precedente. La politica di non-belligerenza con i narcos e il crimine organizzato e lo smantellamento della polizia federale in favore di un potenziamento dell’esercito non sono strategie che hanno pagato. Hanno piuttosto contribuito a creare un clima di impunità: ci sono oltre 100mila persone scomparse ed altrettante famiglie che le cercano. Infine, spesso la violenza viene perpetrata in casa: è il 10 Paese con la maggior violenza di genere, una piaga che uccide 10 donne al giorno. Spesso i colpevoli non finiscono in carcere.
Proprio in queste settimane è in corso una guerra tra narcos nello Stato di Sinaloa dopo che uno dei leader del cartello locale – alias el Mayo – è stato arrestato negli Stati Uniti. Il vuoto di potere ha aperto un conflitto che ha già causato decine di morti e rischia di espandersi ad altri Stati.
La lotta alla corruzione
La mancanza di trasparenza in molte istituzioni, e gli innumerevoli casi di connivenza tra politici, di tutti gli schieramenti, e cartelli della droga è un male lontano dall’essere sradicato. Ed è uno dei punti deboli della gestione attuale che ha portato la sfidante di Sheinbaum a definirla in un colpo basso “narcocandidata”.
Salute, educazione e rinnovabili
Salute ed educazione seguono a ruota: 50,4 milioni di messicani non hanno accesso ai servizi sanitari. Tra il 2020 e il 2022, le persone senza accesso alle cure mediche sono aumentate di 14,7 milioni. Rimane enorme la diserzione scolare e l’offerta educativa deve essere ampliata.Sheinbaum, che è un’esperta in energie rinnovabili avrà infine il compito di traghettare il Paese profondamente legato al fossile verso una transizione green. La sindaca di Città del Messico ha già mostrato il suo polso su questi temi nella gestione della capitale. Per il Paese auspica maggiori investimenti in infrastrutture green, l’espansione dei trasporti pubblici e le piste ciclabili nelle grandi città - punti su cui ha già riscosso grande successo. In generale si è posta come obiettivo quello di migliorare la qualità dell’aria e di una migliore gestione dei rifiuti.