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Jimmy Carter, l’ex presidente Usa compie 100 anni. E in regalo chiede: “Vivere quanto basta per votare Kamala Harris”

(afp)

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Il più longevo degli inquilini della Casa Bianca è nato nel 1924. Secondo il nipote Jason, l’obiettivo è arrivare al 15 ottobre, giorno in cui si potrà usufruire del voto anticipato
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Happy Birthday Mister President!: Jimmy Carter, il presidente degli Stati Uniti numero 39, alla guida del Paese fra 1977 e 1981, compie 100 anni. Già da tempo il più longevo dei soci dell’esclusivo club degli ex presidenti – ha superato da un pezzo George H.W. Bush, che era suo coetaneo (anche lui classe 1924) ma è morto nel 2018 – è il primo ad arrivare alla nobile cifra tonda. E a quanto dice il nipote Jason non ha che un’ossessione: arrivare al 15 ottobre, per usufruire del voto anticipato che in Georgia inizia quel giorno per poter depositare nell’urna il suo voto per Kamala Harris.

E pensare che quando 20 mesi fa la sua famiglia annunciò la sua decisione di rinunciare alle cure mediche e affrontare in casa le conseguenze del grave tumore al fegato e al cervello che lo assilla – era il febbraio 2023 - tutti si aspettavano che sarebbe morto nel giro di poche settimane. Tanto che i giornali si precipitarono ad aggiornarne il coccodrillo. E pure l’amico Joe Biden buttò giù un elogio…

Happy Birthday Mister President!: Jimmy Carter, il presidente degli Stati Uniti numero 39, alla guida del Paese fra 1977 e 1981, compie 100 anni. Già da tempo il più longevo dei soci dell’esclusivo club degli ex presidenti – ha superato da un pezzo George H.W. Bush, che era suo coetaneo (anche lui classe 1924) ma è morto nel 2018 – è il primo ad arrivare alla nobile cifra tonda. E a quanto dice il nipote Jason non ha che un’ossessione: arrivare al 15 ottobre, per usufruire del voto anticipato che in Georgia inizia quel giorno per poter depositare nell’urna il suo voto per Kamala Harris.

E pensare che quando 20 mesi fa la sua famiglia annunciò la sua decisione di rinunciare alle cure mediche e affrontare in casa le conseguenze del grave tumore al fegato e al cervello che lo assilla – era il febbraio 2023 - tutti si aspettavano che sarebbe morto nel giro di poche settimane. Tanto che i giornali si precipitarono ad aggiornarne il coccodrillo. E pure l’amico Joe Biden buttò giù un elogio funebre. Invece, il protagonista di una delle più turbolente presidenze che gli americani ricordano – segnata dalle lunghe file davanti alle pompe di benzina per colpa del brusco rialzo del prezzo del petrolio dopo la rivoluzione iraniana del 1979 e dall’ansia per la sorte dei 52 diplomatici tenuti prigionieri per 14 mesi nell’ambasciata americana a Teheran, ostaggio dagli studenti islamici - sorprende tutto con la sua resilienza, tagliando il traguardo dei 100 anni. Proprio Biden è stato il primo a mandargli i suoi auguri, già domenica sera: “Mister President, lei è sempre stato una forza morale per la nostra nazione e per il mondo. L’ho capito quando ero ancora un giovane senatore. Per questo l’ho sostenuta sempre. Lei è una voce di coraggio, convinzione, compassione e un amico amato da da me, Jill e l’intera mia famiglia”.

Nella sua Plains sarà festa grande. Le celebrazioni inizieranno fin dal mattino col sorvolo di jet militari, proseguiranno con la cerimonia di naturalizzazione di 100 nuovi cittadini celebrata in suo nome e culminerà in un concerto a lui dedicato. La cittadina della Georgia, 500 abitanti appena, dimostrerà così il suo affetto verso il suo figlio più celebre. Carter ci è nato nel lontano 1 ottobre 1924 in una famiglia di fede battista che aveva fatto fortuna con una fattoria di cotone da lui riconvertita alle arachidi. E proprio qui è tornato a vivere nel 1981, all’indomani della sconfitta inflittagli da Ronald Reagan dopo 4 anni di una presidenza all’epoca giudicata non brillantissima (ma la Storia gli ha poi reso giustizia), tormentata, appunto, dalla rivoluzione iraniana e dalla crisi energetica conseguente. Ma anche dalla regia degli accordi di Camp David, dall’incidente nucleare di Three Mile Island e dall’invasione sovietica dell’Afghanistan cui rispose con un embargo sui cereali e il boicottaggio delle olimpiadi estive di Mosca nel 1980.

Il più modesto degli ex presidenti, si disse di lui dopo la sconfitta. Non solo per essere tornato a vivere nel ranch con due camere da letto valutato - oggi - 167 mila dollari. Ma soprattutto per essersi sempre rifiutato di far soldi sfruttando la sua esperienza alla Casa Bianca, tenendosi lontano da consulenze e consigli d’amministrazione di società così come dal business dei discorsi a pagamento come invece, dal suo predecessore Gerald Ford in poi, hanno sempre fatto tutti gli altri suoi colleghi: «Mi rifiuto di capitalizzare finanziariamente il mio servizio all’America. Non giudico male chi lo fa. Ma non è mia ambizione essere ricco».

Alla festa lui non parteciperà. Fisicamente troppo debilitato è ancora annichilito dalla scomparsa della sua Rosalynn, la compagnia di una vita spentasi a 96 anni nel novembre 2023 dopo 77 anni di matrimonio: è il primo compleanno senza di lei. Attorno a lui ci saranno però i 4 figli e i 12 nipoti mentre messaggi di auguri stanno già arrivando da tutto il mondo. In tempi recenti, la sua presidenza è stata rivalutata e la sua figura riscoperta tanto da essere stato insignito del Nobel per la pace nel 2002, per onorarne “una vita spesa al servizio degli altri”. Nella motivazione, si ricordava infatti “il suo indefesso impegno per la ricerca di soluzioni pacifiche ai conflitti internazionali, l'avanzamento della democrazia e dei diritti umani e la promozione dello sviluppo economico e sociale".

Dopo aver lasciato la vita politica, Carter nel 1982 ha infatti fondato il non profit "Carter Center" ad Atlanta per promuovere la pace e i diritti umanitari nel mondo. Grazie all'attività del Centro, “si e' impegnato in risoluzioni tese a prevenire conflitti in diversi continenti” - come si legge sempre nella motivazione del Nobel – “inoltre ha mostrato uno straordinario impegno in favore dei diritti umani, e svolto attività di osservatore internazionale in innumerevoli elezioni in tutto il mondo».Il regalo che auspica della vita, per ora, sono altri 15 giorni: il tempo necessario per votare Kamala ed esprimere così il suo incontenibile disprezzo verso Donald Trump.

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