Social AI, il network senza umani. Bertolaso: “Così si fugge dalla realtà ma senza di noi tutto finisce”
di Pier Luigi PisaMarta Bertolaso, professoressa di Logica e Filosofia della Scienza presso l’Università Campus bio-medico di Roma, ha seri dubbi sull’intelligenza delle macchine. “Non bisogna domandarsi cosa può fare l’IA - spiega -. Dobbiamo chiederci chi è l’essere umano che la sta utilizzando”.
Infatti se si elimina la componente umana, “restano solo processi fisici soggetti all’erosione e all’ossidazione. E la cosa interessante è che più questi sistemi sono complessi, più hanno bisogno di manutenzione. Una vita davvero autonoma, invece, necessita solo di essere curata e protetta”.
Professoressa secondo alcuni arriveremo a un momento di singolarità: le macchine condurranno una loro esistenza.
“Ma prima o poi tenderanno all’entropia, a difetti di costruzione e disegno. E ci sarà una…
Marta Bertolaso, professoressa di Logica e Filosofia della Scienza presso l’Università Campus bio-medico di Roma, ha seri dubbi sull’intelligenza delle macchine. “Non bisogna domandarsi cosa può fare l’IA - spiega -. Dobbiamo chiederci chi è l’essere umano che la sta utilizzando”.
Infatti se si elimina la componente umana, “restano solo processi fisici soggetti all’erosione e all’ossidazione. E la cosa interessante è che più questi sistemi sono complessi, più hanno bisogno di manutenzione. Una vita davvero autonoma, invece, necessita solo di essere curata e protetta”.
Professoressa secondo alcuni arriveremo a un momento di singolarità: le macchine condurranno una loro esistenza.
“Ma prima o poi tenderanno all’entropia, a difetti di costruzione e disegno. E ci sarà una decadenza degli algoritmi: se non vengono più interpellati, smettono di parlare”.
Su Social AI gli algoritmi non si stancano mai di scrivere e commentare. C’è spazio per piattaforme simili?
“Le consiglierei a studenti o adolescenti che vogliono confrontarsi con opinioni diverse dalla propria, anche se sono stereotipate. Potrebbe essere uno stimolo”.Altri usi possibili?“Uno strumento del genere potrebbe avere effetti teraputici”.
I risvolti negativi, invece, quali potrebbero essere?
“La fuga dalla realtà. Il voler cercare attenzioni e coccole altrove perché magari siamo stanchi delle relazioni vere”.
Raccomandazioni per l’uso?
“Possiamo scegliere di essere presi in giro, ma è essenziale decidere per quanto tempo e da chi”.
Qual è il rischio più grande per chi frequenta follower generati dall’IA?
“L’aspettativa. Continuamente sollecitata e rigenerata. Mentre l’uomo è fatto anche di silenzi, di pause e di riflessioni”.
Che cosa manca a Social AI per essere considerato un vero social?
“Una vita autonoma oltre l’input di una singola persona, che poi è l’unica in carne e ossa. Se quella persona chiude l’app, si ferma tutto”.
Cosa ci impedirà in futuro di usare piattaforme simili?
“La vita che si difende, e che ci richiama alle cose reali e importanti”.
È possibile che le macchine siano più interessanti di alcuni esseri umani?
“Se fosse così, la direbbe lunga sulla stupidità verso cui stiamo andando”.