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L'operazione "Melania" per correggere il tiro sulle posizioni anti-aborto di Trump. "Donne decidano sul proprio corpo"

(afp)

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Nel libro di memorie in uscita l’8 ottobre, l’ex first lady si dichiara a favore dell’interruzione di gravidanza. Una mossa letta come un modo per aiutarlo a conquistare l’elettorato femminile
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«Il potere di determinare cosa fare col proprio corpo dovrebbe spettare solo alle donne. Perché dovrebbe decider qualcun altro? Il diritto fondamentale alla libertà individuale dovrebbe garantir loro l’autorità di interrompere la gravidanza se lo desiderano». No, non sono affermazioni di una femminista arrabbiata ma parole che l’ex First Lady americana Melania Trump sottoscrive nel libro di memorie che porta il suo nome in uscita il prossimo 8 ottobre, a un mese esatto dalle elezioni.

L’ex modella slovena nata Knauss, 54 anni, terza moglie del candidato repubblicano in cerca di nuovo mandato fin dal 2005 e madre di Barron, 18 anni, torna dunque a far parlare di sé. Con buona pace del fatto che non ama la ribalta e si è sempre tenuta lontano dalla politica e nei limiti del possibile, perfino dalla Casa Bianca.

Impreparata alle beghe di Washington, infatti, nei suoi anni da first lady “riluttante”, non ha saputo costruirsi un network di consiglieri adeguati. E perfino le sue campagne, c…

«Il potere di determinare cosa fare col proprio corpo dovrebbe spettare solo alle donne. Perché dovrebbe decider qualcun altro? Il diritto fondamentale alla libertà individuale dovrebbe garantir loro l’autorità di interrompere la gravidanza se lo desiderano». No, non sono affermazioni di una femminista arrabbiata ma parole che l’ex First Lady americana Melania Trump sottoscrive nel libro di memorie che porta il suo nome in uscita il prossimo 8 ottobre, a un mese esatto dalle elezioni.

L’ex modella slovena nata Knauss, 54 anni, terza moglie del candidato repubblicano in cerca di nuovo mandato fin dal 2005 e madre di Barron, 18 anni, torna dunque a far parlare di sé. Con buona pace del fatto che non ama la ribalta e si è sempre tenuta lontano dalla politica e nei limiti del possibile, perfino dalla Casa Bianca.

Impreparata alle beghe di Washington, infatti, nei suoi anni da first lady “riluttante”, non ha saputo costruirsi un network di consiglieri adeguati. E perfino le sue campagne, come quella contro il bullismo, sono naufragate, con lo staff presidenziale che non si è mai occupato particolarmente di lei. Tanto che più volte ha fatto presumere che il suo matrimonio stesse naufragando (celebre il suo pubblico gesto stizzito quando non si lasciò prendere la mano): salvo ricomparire sempre al fianco di The Donald, con parole di forte sostegno. Una settimana fa ha perfino parlato di “miracolo” alludendo ai due attentati cui il marito è scampato e ha chiesto “verità” alludendo a un possibile complotto.

Come stiano davvero le cose fra i due, nessuno lo sa. Certo le affermazioni sull’aborto nel libro, dove difende anche certe foto di nudo fatte nel suo passato («Sono belle»), sembrano rompere in maniera forte con le posizioni del partito repubblicano e di suo marito che tanto ha contribuito a privare le donne dei loro diritti riproduttivi, nominando alla Corte Suprema ben tre giudici conservatori, fortemente contrari all’interruzione di gravidanza, tanto da cancellare la sentenza Roe vs. Wade che per mezzo secolo l’aveva garantita a livello federale.

«Limitare il diritto di una donna a scegliere se interrompere una gravidanza indesiderata equivale a negarle il controllo sul proprio corpo. Ho in me questa convinzione da tutta la mia vita adulta» scrive dunque Melania – che pure raramente finora ha espresso opinioni politiche - fra le pagine di quello che il Guardian ha già bollato come uno “scarno memoir, dove descrive soprattutto la sua giovinezza in Slovenia, la vita da modella a New York e l’amore per il tycoon”. Oltre all’aborto, però, Melania prende le distanze dalle posizioni del marito anche su alcuni aspetti delle sue politiche d’immigrazione, parlando di “occasionali disaccordi politici fra me e Donald, parte della nostra relazione. Ma che finora ho voluto affrontare in privato piuttosto che sfidarlo pubblicamente”.

Lady Trump dunque alza la testa e si ribella alle politiche del marito? Non è affatto detto. I sondaggi dicono che proprio a causa dell’aborto, le donne stanno abbandonando in massa The Donald. Le casalinghe dei sobborghi che nel 2016 lo votarono compatte, insomma, gli hanno voltato le spalle. Lo dicono chiaro i sondaggi: il 56 per cento delle elettrici ha intenzione di votare Kamala Harris e solo il 39 sceglierà Trump (dati del Pew Research Center). Non solo: le parole di Melania, risuonano bene all’orecchio di un certo elettorato di destra, storicamente contrario alle ingerenze governative nelle sfere delle “libertà individuali”. Concetto che non a caso Melania ripete spesso nel libro, quando, parlando di aborto, dice di ispirarsi a "un insieme di principi fondamentali", al centro dei quali si trovano "la libertà individuale" e la "libertà personale", su cui non c'è "spazio per negoziare".

Lo stesso Trump (e ora pure il suo vice JD Vance) ha di recente assunto posizioni più ambigue in materia d’aborto, dicendo che la decisione spetta “ai singoli Stati”. Sostenendo anche di essere favorevole all’interruzione di gravidanza in casi particolari. Gli stessi echeggiati da Melania nel libro, dove elenca "le ragioni legittime per cui una donna dovrebbe scegliere di abortire": tra questi, il pericolo per la vita della madre, lo stupro o l'incesto, e anche "difetti congeniti alla nascita, più altre gravi condizioni mediche". Insomma, Melania non sta sfidando il marito. Anzi, gli sta dando un aiutino. E la non casuale uscita delle memorie a un mese dal voto, lo conferma.

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