L’uragano Helene si abbatte anche sulla campagna Usa: critiche per Biden e Harris sulla gestione dell’emergenza
di Massimo BasileNEW YORK — Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden in South e North Carolina. La vicepresidente Kamala Harris in Georgia. Quello che doveva essere un atto istituzionale per verificare da vicino i danni dell’uragano Helene, che ha provocato finora più di 180 morti e oltre seicento dispersi — è diventato con il passare delle ore un atto politico necessario in vista delle elezioni di novembre. Biden e Harris hanno dovuto cambiare la loro agenda in fretta anche per rispondere alle critiche lanciate dall’ex presidente Donald Trump, che lunedì aveva accusato i due di essere rimasti lontano, uno nella sua casa al mare in Delaware, e l’altra in California a raccogliere soldi per la campagna elettorale, invece di precipitarsi negli Stati colpiti dall’uragano.
Biden si era arrabbiato, ma poi ha dovuto anticipare la sua visita negli Stati del Sud-Est, mentre Harris, che in un primo momento sarebbe dovuta restare a Washington per coordinare le operazioni con la protezione civile, è volata…
NEW YORK — Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden in South e North Carolina. La vicepresidente Kamala Harris in Georgia. Quello che doveva essere un atto istituzionale per verificare da vicino i danni dell’uragano Helene, che ha provocato finora più di 180 morti e oltre seicento dispersi — è diventato con il passare delle ore un atto politico necessario in vista delle elezioni di novembre. Biden e Harris hanno dovuto cambiare la loro agenda in fretta anche per rispondere alle critiche lanciate dall’ex presidente Donald Trump, che lunedì aveva accusato i due di essere rimasti lontano, uno nella sua casa al mare in Delaware, e l’altra in California a raccogliere soldi per la campagna elettorale, invece di precipitarsi negli Stati colpiti dall’uragano.
Biden si era arrabbiato, ma poi ha dovuto anticipare la sua visita negli Stati del Sud-Est, mentre Harris, che in un primo momento sarebbe dovuta restare a Washington per coordinare le operazioni con la protezione civile, è volata in Georgia. Nella sua nuova agenda è stata inserita una visita ad Augusta, la città che si trova vicino al confine con il South Carolina. Biden, invece, era atteso a Greenville e a Raleigh, per partecipare a un briefing d’emergenza, dopo aver sorvolato in ricognizione le aree devastate.
A un mese dall’Election Day e in un’area del Paese che coincide con almeno due Stati chiave decisivi per la corsa alla Casa Bianca, tutto si lega: gli interventi d’emergenza e l’immagine da offrire agli americani. Il governo federale ha stanziato fondi e personale per riaprire strade, rimuovere le macerie, riportare l’energia nelle comunità e guidare le ricerche dei dispersi. Mille soldati della Guardia nazionale sono stati inviati in North Carolina. «Voglio che sappiate che l’amministrazione resterà qui — ha detto Biden a Deanne Criswell, a capo della Fema, l’agenzia che gestisce le emergenze — fino a quando non porteremo a termine il lavoro. Ci vorrà molto tempo e anche un’enorme quantità di fondi». Ad Harris è stato assegnato il compito di informare, sul posto, le comunità colpite, di quanto è stato fatto finora.
Lo spettro di un impatto negativo sul voto è palpabile. Nel 2005 l’uragano Katrina, che provocò più di mille morti, indebolì l’allora presidente degli Stati Uniti George W. Bush, accusato di non aver risposto in modo efficace all’emergenza. L’anno successivo, nelle elezioni di midterm, i Repubblicani persero il controllo di Camera e Senato.
L’uragano Helene ha prodotto altre conseguenze: le operazioni di voto in North Carolina, uno degli Stati chiave, sono a rischio perché migliaia di persone non hanno più una casa e un indirizzo a cui il comitato elettorale può inviare le schede per posta. Inoltre questo è lo Stato dove vengono prodotti i fluidi necessari per le dialisi a cui si sottopongono milioni di americani in tutto il Paese. Le scorte sono a rischio.