Torna a casa in Iraq Fawzia Sido, la giovane yazida rapita dieci anni fa dall’Isis e venduta come schiava a Gaza
dalla nostra inviata Francesca CaferriTEL AVIV – Dieci anni dopo Fawzia Sido è tornata a casa. Aveva undici anni quando, nel 2014, insieme a migliaia di altre bambine e ragazze appartenenti alla minoranza yazida fu rapita in Iraq dai miliziani dello Stato islamico e, come la maggioranza di quelle giovanissime, venne poi venduta come schiava.
Gli interrogativi
Non si sa bene come, Sido è finita a Gaza: lì – dopo essere fuggita dalla casa dove era bloccata dopo la morte del suo carceriere nei bombardamenti israeliani – è stata individuata e fatta uscire dall’esercito israeliano, che l’ha poi consegnata a diplomatici giordani che a loro volta l’hanno accompagnata nel Nord dell’Iraq, dove vive la sua famiglia.
L’annuncio a sorpresa
L’operazione è stata annunciata in contemporanea dal ministero degli Esteri israeliano e da quello iracheno. Un ruolo fondamentale nel portarla a termine l’hanno avuto gli americani, che hanno fatto da coordinamento fra i due Paesi c…
TEL AVIV – Dieci anni dopo Fawzia Sido è tornata a casa. Aveva undici anni quando, nel 2014, insieme a migliaia di altre bambine e ragazze appartenenti alla minoranza yazida fu rapita in Iraq dai miliziani dello Stato islamico e, come la maggioranza di quelle giovanissime, venne poi venduta come schiava.
Gli interrogativi
Non si sa bene come, Sido è finita a Gaza: lì – dopo essere fuggita dalla casa dove era bloccata dopo la morte del suo carceriere nei bombardamenti israeliani – è stata individuata e fatta uscire dall’esercito israeliano, che l’ha poi consegnata a diplomatici giordani che a loro volta l’hanno accompagnata nel Nord dell’Iraq, dove vive la sua famiglia.
L’annuncio a sorpresa
L’operazione è stata annunciata in contemporanea dal ministero degli Esteri israeliano e da quello iracheno. Un ruolo fondamentale nel portarla a termine l’hanno avuto gli americani, che hanno fatto da coordinamento fra i due Paesi che non hanno relazioni diplomatiche e aiutato gli israeliani nell’individuare e portare in salvo la ragazza attraverso il valico di Kerem Shalom.
Secondo quanto riferito da un portavoce del ministero degli Esteri iracheno all’agenzia Reuters, Sido è in buone condizioni, nonostante lo shock di una vita da reclusa e dell’ultimo anno vissuto a Gaza sotto le bombe. Le immagini diffuse su X la si vede abbracciare la sua famiglia in lacrime all’arrivo in Iraq.
Le yazide
La vicenda è simbolica del destino di migliaia di donne yazide, portate via dalle loro case dieci anni fa, uccise o usate come schiave sessuali dagli uomini dell’Isis e dai loro alleati. In tutto seimila minori yazidi scomparvero durante l’attacco dello Stato islamico alla zona abitata dalla minoranza nel Nord dell’Iraq: molti dei maschi furono portati in campi di addestramento e sottoposti a lavaggio del cervello per essere usati come soldati dall’Isis.
A tornare a casa, dopo la sconfitta del movimento estremista, furono solo in 3.500: le loro storie vennero conosciute in tutto il mondo grazie alla testimonianza di Nadia Murad, insignita del Nobel per la Pace nel 2018 per aver avuto la forza di raccontare il tentato genocidio del suo popolo e la sua vita da schiava sessuale. Murad è anche il motore del procedimento che ha visto lo Stato islamico e i suoi membri denunciati davanti alle Nazioni Unite per genocidio.
Gli attivisti yazidi credono che centinaia di ragazze portate via quel giorno siano ancora vive: e da anni lavorano perché tornino a casa. Come è accaduto a Fawzia Sido.