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Kamala Harris e il padre Donald, vicini di casa ma lontani. “Per lei è stato assente ma non irrilevante”

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Per i colleghi non è un docente marxista come lo descrive Trump: “Ha solo più fiducia nello Stato rispetto a noi”. Il New York Times dedica un ritratto al genitore della candidata presidente. E racconta com’è nato il gelo tra i due
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NEW YORK - Un padre "per la maggior parte assente dalla vita della figlia, ma non irrilevante". E’ interessante il modo in cui il New York Times ha descritto il rapporto tra Kamala e Donald Harris, in un’inchiesta per andare alle radici delle loro relazioni. Perché la distanza che ha separato la figlia dal padre sarebbe nata in larga parte dalle loro somiglianze, e lui avrebbe avuto comunque un impatto significativo sul suo carattere, pur non essendo il professore di economia marxista che Trump ama attaccare nei comizi.

Donald Harris è nato 86 anni fa in una famiglia altolocata della Jamaica, proprietaria di supermercati, negozi e terreni nella zona di Orange Hill. Grazie a una borsa di studio si era laureato al College of the West Indies e nel 1961 era emigrato negli Usa, per studiare Economia all’università di Berkeley. Mentre teneva una lezione sulla disuguaglianza sociale all’Afro American Association aveva conosciuto Shyamala Gopalan, indiana di una famiglia di Tamil Brahmin, stu…

NEW YORK - Un padre "per la maggior parte assente dalla vita della figlia, ma non irrilevante". E’ interessante il modo in cui il New York Times ha descritto il rapporto tra Kamala e Donald Harris, in un’inchiesta per andare alle radici delle loro relazioni. Perché la distanza che ha separato la figlia dal padre sarebbe nata in larga parte dalle loro somiglianze, e lui avrebbe avuto comunque un impatto significativo sul suo carattere, pur non essendo il professore di economia marxista che Trump ama attaccare nei comizi.

Donald Harris è nato 86 anni fa in una famiglia altolocata della Jamaica, proprietaria di supermercati, negozi e terreni nella zona di Orange Hill. Grazie a una borsa di studio si era laureato al College of the West Indies e nel 1961 era emigrato negli Usa, per studiare Economia all’università di Berkeley. Mentre teneva una lezione sulla disuguaglianza sociale all’Afro American Association aveva conosciuto Shyamala Gopalan, indiana di una famiglia di Tamil Brahmin, studentessa di biologia. Due anni dopo si erano sposati e nel 1964 era nata la primogenita, Kamala. All’inizio la famiglia era felice. Lei, durante il discorso alla Convention di Chicago, ha ricordato un episodio in cui il padre, mentre erano al parco, le aveva detto: "Corri Kamala, corri! E non permettere a niente e nessuno di fermarti". Spesso la portavano anche alle manifestazioni studentesche.

La storia però non era andata avanti così, e Harris ha scritto nel suo libro di memorie che ad un certo punto i suoi genitori "avevano smesso di essere gentili uno con l’altro". Nel 1969 il padre era andato ad insegnare alla University of Wisconsin, mentre la madre era rimasta con le due bambine nella zona di San Francisco. Nel 1972 avevano divorziato, dopo forti contrasti per l’assegnazione delle figlie, che secondo Donald avevano portato "all’improvvisa cessazione dei rapporti con loro". L’accordo per la separazione era stato basato, secondo lui, "sulla falsa presunzione da parte dello stato della California che i padri non siano in grado di gestire il ruolo di genitori".

Lui aveva proseguito la sua carriera alla prestigiosa università di Stanford, diventando un professore molto seguito perché si differenziava dalle posizioni dei colleghi. Non marxista, come ha ricordato al New York Times l’ex collega Anne Kruger, ma "con più fede nello Stato di quanta ne avessimo noi". Negli anni Novanta aveva lasciato Stanford per tornare in Jamaica ad aiutare il governo a definire la nuova politica industriale, finalizzata a puntare sul settore privato per ridurre il debito e favorire la crescita. Il rapporto fra debito e pil è stato dimezzato, la disoccupazione è scesa dal 15% del 2013 al 5,4% di oggi, e Harris ha ricevuto in ringraziamento l’Order of Merit, la più alta onorificenza della Jamaica.

Kamala invece era cresciuta con la madre, costruendo quindi un forte rapporto con lei, e un altrettanto forte risentimento verso il padre. Lui non era andato al funerale della ex moglie e nemmeno al matrimonio della figlia con Doug Ehmoff. Li aveva poi visti per una cena, dove si era informato con attenzione su cosa faceva il genero e da dove veniva. Le aveva mandato le congratulazioni quando era stata eletta al Senato e nominata vice presidente, anche se non aveva partecipato all’Inauguration. Donald lui si è risposato con la jamaicana Carol Kirlew, vive ad un paio di chilometri di distanza dalla figlia, ma raramente si sentono o si vedono. Chi li conosce, ha spiegato al New York Times che il gelo nasce in parte dal fatto che padre e figlia sono molto simili di carattere, determinati, esigenti, testardi. Lui però amerebbe fare una conferenza con lei sulle politiche economiche dei governi, che potrebbe diventare l’occasione per ricostruire il rapporto.

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