Perché Hamas ha fatto il 7 ottobre: la cinica mossa di Sinwar
dal nostro inviato Fabio TonacciSolo Sinwar conosce Sinwar. E se mai uscirà vivo dalla tana dove si nasconde da dodici mesi, sarà chiamato dalla Storia a spiegare perché. Perché il 7 Ottobre 2023 ha lanciato 3 mila miliziani delle brigate al Qassam contro i kibbutz del Negev dando loro licenza di ammazzare, bruciare, violentare, rapire. E quanto di ciò che sta accadendo in questi giorni - la guerra regionale tra Israele, Hezbollah, gli Houti e l’Iran - era parte del suo piano originario. Ammesso che Sinwar non sia già morto, visto che da due settimane risultano interrotti i contatti con il politburo del movimento islamista di cui, dopo l’uccisione di Ismail Haniyeh a Teheran, è diventato capo supremo.
I perché del 7 ottobre
Sui motivi diet…
Solo Sinwar conosce Sinwar. E se mai uscirà vivo dalla tana dove si nasconde da dodici mesi, sarà chiamato dalla Storia a spiegare perché. Perché il 7 Ottobre 2023 ha lanciato 3 mila miliziani delle brigate al Qassam contro i kibbutz del Negev dando loro licenza di ammazzare, bruciare, violentare, rapire. E quanto di ciò che sta accadendo in questi giorni - la guerra regionale tra Israele, Hezbollah, gli Houti e l’Iran - era parte del suo piano originario. Ammesso che Sinwar non sia già morto, visto che da due settimane risultano interrotti i contatti con il politburo del movimento islamista di cui, dopo l’uccisione di Ismail Haniyeh a Teheran, è diventato capo supremo.
I perché del 7 ottobre
Sui motivi dietro al peggiore attentato terroristico nella storia dello Stato ebraico, coinciso con il più grave e inaspettato fallimento dei suoi servizi di intelligence, si discute da un anno. Era fin troppo banale prevedere che Netanyahu avrebbe reagito con rabbia, scagliando contro Hamas tutta la potenza e la brutalità di cui è capace il suo esercito. Al di là di condanne più o meno sincere, oggi non si trova palestinese che non sia convinto che il 7 Ottobre sia stato il mezzo per ripescare la causa palestinese dal dimenticatoio in cui era finita e trascinarla al centro del dibattito mondiale.
Prima del 7 ottobre
“Nessuno parlava più delle condizioni in cui siamo costretti a vivere nei territori occupati della Cisgiordania e a Gaza”, ragiona Diana Buttu, analista politica nata a Nazareth ed ex advisor di Abu Mazen, l’anziano presidente dell’Autorità nazionale palestinese. “Il 2022 era stato l’anno col più alto numero di uccisi nelle operazioni delle forze israeliane in Cisgiordania, 146, mai così tanti dal 2004. Israele, inoltre, stava per siglare gli Accordi di Abramo con l’Arabia Saudita, dopo l’intesa con gli Emirati Arabi. Hamas deve aver ritenuto che, se ciò fosse accaduto, nessuno avrebbe avuto più interesse a difendere la nostra causa”.
Cinismo o un progetto di lunga data?
Che nella mente di Sinwar il 7 Ottobre sia stata un’azione di sabotaggio, basata sul più cinico dei presupposti ossia usare le vittime della guerra che si sarebbe scatenata per indurre i paesi arabi a congelare la normalizzazione dei rapporti con Israele, lo pensano in tanti. Non tutti, però. Guy Aviad, esperto di movimenti terroristici e autore del libro “The Hamas Lexicon”, la vede diversamente e ricorda la famosa bozza Lieberman, il documento di undici pagine scritto nel 2016 dall’allora ministro della Difesa israeliano Avigdor Lieberman nel quale già si delineava, con dettagli che riletti oggi fanno impressione, il progetto di Hamas di sfondare la barriera di Gaza, assaltare le comunità del Sud e rapire decine di persone. “Otto anni fa il primo degli Accordi, quello con gli Emirati, non era neanche ipotizzato, eppure già gli islamisti avevano in testa di compiere un 7 Ottobre.
L’idea non era neppure originale, nel 2014 Hamas aveva tentato di metterla in pratica sfruttando i tunnel. La vera spinta a riprovarci, ma in superficie, è nata sì dall’esigenza di costringere i potenti del mondo a parlare della Striscia, ma anche, più praticamente, per avere ostaggi da scambiare coi prigionieri palestinesi rinchiusi, a migliaia, nelle carceri di Israele”.
La data
Sulla scelta del timing gli esperti di intelligence concordano nel dire che la data è stata individuata dai tre uomini che a Gaza hanno pianificato il massacro: Yahya Sinwar, suo fratello minore Mohammed e Mohammed Deif, il capo delle Brigate al Qassam. A quanto risulta i vertici politici sono stati tagliati fuori e nessuno ha informato preventivamente l’Iran o Hezbollah. Il 7 Ottobre, inoltre, cadeva nel mezzo della festività ebraica Shemini Atzeret, immediatamente dopo Sukkot: era dunque plausibile che le forze di sicurezza incaricate di sorvegliare i movimenti lungo e all’interno della Striscia fossero a ranghi ridotti. “Nelle due settimane precedenti Hamas aveva fermato le manifestazioni presso la barriera, inducendo lo Stato maggiore a ritenere che il confine fosse in sicurezza”, spiega Aviad. “Interi reparti dell’Idf erano stati spostati in Cisgiordania”. La tempesta perfetta. Che quel giorno di un anno fa, complice la defaillance delle forze di sicurezza israeliane, andò oltre le aspettative di Sinwar, l’uomo che l’aveva pensata e generata da dentro a un tunnel di Gaza. Innescando, chissà quanto consapevolmente, l’effetto domino che, un anno dopo, ha infiammato l’intero Medio Oriente.