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L’invito a sorpresa di Meloni a Zelensky dopo l’esclusione dal vertice dei Grandi

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Il leader ucraino domani sarà a Roma. La mossa della premier per rispondere al mancato invito al summit di Berlino con Scholz, Macron, Starmer e Biden (poi cancellato)
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Una visita a sorpresa. Volodymyr Zelensky, si apprende da fonti di massimo livello del governo, sarà accolto domani da Giorgia Meloni. Prima del vertice a Ramstein, che il leader ucraino considera vitale per gestire le prossime settimane del conflitto con la Russia. Invitato a Roma, ha dato disponibilità ad esserci. Un colloquio, quello con la presidente del Consiglio, che dovrebbe culminare con dichiarazioni alla stampa, salvo che il precipitare della crisi internazionale – o la cancellazione del summit nella base Usa in Germania - sconvolga imprevedibilmente le agende e faccia rimandare l’appuntamento.

La notizia della missione italiana di Zelensky è stata comprensibilmente tenuta riservata. Ma per capire le ragioni di questo viaggio in Italia è utile ricostruire la sfida diplomatica che ha opposto Roma ad alcuni alleati occidentali negli ultimi giorni. Partendo da un’esclusione rumorosa: quella che Germania e Francia, ma anche Stati Uniti e Gran Bretagna hanno decretato ai d…

Una visita a sorpresa. Volodymyr Zelensky, si apprende da fonti di massimo livello del governo, sarà accolto domani da Giorgia Meloni. Prima del vertice a Ramstein, che il leader ucraino considera vitale per gestire le prossime settimane del conflitto con la Russia. Invitato a Roma, ha dato disponibilità ad esserci. Un colloquio, quello con la presidente del Consiglio, che dovrebbe culminare con dichiarazioni alla stampa, salvo che il precipitare della crisi internazionale – o la cancellazione del summit nella base Usa in Germania - sconvolga imprevedibilmente le agende e faccia rimandare l’appuntamento.

La notizia della missione italiana di Zelensky è stata comprensibilmente tenuta riservata. Ma per capire le ragioni di questo viaggio in Italia è utile ricostruire la sfida diplomatica che ha opposto Roma ad alcuni alleati occidentali negli ultimi giorni. Partendo da un’esclusione rumorosa: quella che Germania e Francia, ma anche Stati Uniti e Gran Bretagna hanno decretato ai danni di Meloni. La premier, infatti, nonostante la presidenza di turno del G7 non è stata invitata al summit a quattro previsto per l’11 ottobre a Berlino. Una riunione voluta da Olaf Scholz – con il consenso di Joe Biden – che avrebbe preceduto l’evento di Ramstein. Avrebbe, perché dopo poche ore l’uragano Milton che punta alle coste della Florida ha costretto il presidente Usa a chiedere uno slittamento dell’appuntamento.

La notizia del mancato invito ha ovviamente alimentato ansie e sospetti a Palazzo Chigi. Una preoccupazione che fonti della presidenza tedesca non avevano fatto altro che accrescere, confermando l’esclusione di Meloni: «Non mancano occasioni di confronto e lavoriamo a stretto contatto» con partner come Italia e Polonia. Equiparare il mancato invito di Roma a quello di Varsavia, in realtà, fornisce la dimensione di una retrocessione diplomatica: a differenza della Polonia, l’Italia è infatti uno dei cinque membri del formato “Quint”, che negli ultimi due anni si è riunito spesso per affrontare nodi strategici legati all’Ucraina.

Ecco, in questo contesto si inserisce la reazione di Meloni e l’invito a Zelensky. Fonti diplomatiche italiane erano infatti a conoscenza da giorni dell’intenzione di Scholz di tenere fuori l’Italia. E la presenza del leader ucraino a Roma va letta anche con la necessità di ammortizzare l’esclusione subita a Berlino.

In realtà, lo slittamento del “quartetto” congela un problema politico che allarma Palazzo Chigi. A pesare è innanzitutto la decisione del Cancelliere tedesco: è lui il padrone di casa ed è dunque il primo artefice del mancato coinvolgimento della premier. Ma è altrettanto chiaro che la decisione è stata quantomeno avallata dall’amministrazione americana. La recente missione a New York, d’altra parte, non ha favorito le relazioni con il presidente uscente, visto che Meloni ha fragorosamente disertato il ricevimento del leader democratico e ha fatto rientro in Italia prima del summit sull’Ucraina convocato dallo stesso Biden.

Infine: il sostegno militare. Aver espunto da un comunicato ufficiale del governo il passaggio sulle armi ha complicato la posizione italiana con gli alleati, già indebolita dalla decisione di schierarsi a Bruxelles al fianco dell’Ungheria contro la cancellazione delle restrizioni ai missili a lungo raggio. Anche per questo, Meloni tiene all’incontro di giovedì con Zelensky. Il presidente ucraino, dal canto suo, ha bisogno del secondo Samp-T che Roma sta per consegnare a Kiev. E spera ancora nel successo del summit di Ramstein, prima del possibile avvento di Trump. Per questo, diverse cancellerie europee premono per mantenere l’evento al livello di capi di Stato e di governo. E chiedono a Biden di partecipare almeno in videoconferenza.

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