BEIRUT - La rotonda di Ghobeiri come il pretorio di Pilato, tra le macerie della guerra. Li hanno legati ai pali con le mani dietro la schiena e gli occhi bendati, un cartello appiccicato addosso: “Ladri”. Uno ha la faccia gonfia di botte, un altro rivoli di sangue sulle braccia. Dicono che stessero “svaligiando” le case degli sfollati, gli appartamenti lasciati vuoti dalle migliaia di famiglie c…