“Zelensky flessibile sulla fine della guerra”. Ma il leader ucraino prende tempo
di Fabio TonacciROMA— Zelensky il temporeggiatore sbarca in Italia. Con l’obiettivo di ritardare il più possibile il momento del compromesso, il presidente ucraino arriva a Roma questa sera per incontrare Giorgia Meloni e chiedere sostegno politico al suo “Piano per la vittoria”, di cui ha già parlato a Joe Biden e che sarà pronto a novembre. Proverà a spuntare qualche altra fornitura di armi, che non potrà certo essere impegnativa come le due batterie di contraerea Samp-T già uscite dall’arsenale italiano. Soprattutto, dirà a Meloni che non è il caso di accelerare verso formule di negoziato con la Russia diverse dal suo Piano.
Per quanto negato ufficialmente, infatti, sui tavoli della diplomazia occidentale si è preso a discutere del “modello Germania Ovest” per il cessate il fuoco, ossia la possibilità di far entrare subito l’Ucraina nella Nato con la Russia che manterrebbe de facto il controllo delle regioni occupate. Avvenne una cosa simile nel 1955 quando la Germania Ovest entrò nell’Alleanz…
ROMA— Zelensky il temporeggiatore sbarca in Italia. Con l’obiettivo di ritardare il più possibile il momento del compromesso, il presidente ucraino arriva a Roma questa sera per incontrare Giorgia Meloni e chiedere sostegno politico al suo “Piano per la vittoria”, di cui ha già parlato a Joe Biden e che sarà pronto a novembre. Proverà a spuntare qualche altra fornitura di armi, che non potrà certo essere impegnativa come le due batterie di contraerea Samp-T già uscite dall’arsenale italiano. Soprattutto, dirà a Meloni che non è il caso di accelerare verso formule di negoziato con la Russia diverse dal suo Piano.
Per quanto negato ufficialmente, infatti, sui tavoli della diplomazia occidentale si è preso a discutere del “modello Germania Ovest” per il cessate il fuoco, ossia la possibilità di far entrare subito l’Ucraina nella Nato con la Russia che manterrebbe de facto il controllo delle regioni occupate. Avvenne una cosa simile nel 1955 quando la Germania Ovest entrò nell’Alleanza Atlantica senza la Germania Est.
Kiev avrebbe così il vantaggio di mettersi sotto l’ombrello di protezione della Nato senza riconoscere riduzioni della sovranità territoriale. Fonti della Nato confermano a Bloomberg che «funzionari ucraini sono pronti ad ammettere che la guerra deve finire», accennando al fatto che Zelensky sarebbe pronto a un approccio più flessibile. Tuttavia, il leader ucraino non è convinto.
Le notizie che arrivano dal campo di battaglia sono tutt’altro che rosee, soprattutto nel Donbass, e da tempo si è reso conto che la riconquista dei confini del 1991 è irrealistica. Ritiene però che il suo esercito, con i missili occidentali puntabili su obiettivi strategici all’interno della Russia, abbia margine per operazioni che gli permettano di sedersi al tavolo del negoziato con Putin in una posizione meno scomoda. Zelensky farebbe fatica adesso a far digerire il “modello Germania Ovest” alla sua opinione pubblica, stanca ma non sfiancata al punto da accettare un compromesso che sa di non vittoria.
A Repubblica risulta inoltre che il governo di Kiev stia proponendo ai colossi europei degli armamenti dei contratti decennali molto vantaggiosi per mettere in condivisione il know how e produrre con urgenza cannoni, proiettili e pezzi di artiglieria direttamente su suolo ucraino, offrendo alle aziende persino la possibilità di esportare le eccedenze. Già due grossi gruppi, la tedesca Rheinmetall e il gruppo franco-tedesco Knds, hanno aperto in Ucraina. Altri ci stanno pensando. È una politica industriale che scommette su un conflitto di lunga durata.
«In ottobre, novembre, dicembre abbiamo la possibilità di muovere le cose verso la pace e la stabilità duratura», dichiarava ieri Zelensky in Croazia. «La situazione crea l’opportunità di fare questa scelta, la scelta di passi decisivi che metteranno fine alla guerra entro il 2025». Ha sottolineato che l’ingresso nella Nato è al punto uno del suo Piano, ma che per lui questo non comporta l’accettazione di un compromesso territoriale. «Contiamo sulla leadership del presidente Biden, e sui passi forti e saggi di Gran Bretagna, Francia, Germania e Italia per portare pace e sicurezza in Europa».
In questo senso la tappa romana è cruciale per il suo viaggio lampo nel Vecchio continente, durante il quale incontrerà Emmanuel Macron a Parigi (questa mattina), Papa Francesco in Vaticano (domani mattina), il cancelliere Olaf Scholz a Berlino (domani pomeriggio). Il tour era stato pianificato in vista del vertice di Ramstein di sabato, che doveva essere preceduto da un incontro a Berlino tra Zelensky, Biden, Macron e Scholz. A sorpresa Meloni era stata esclusa dal summit. L’uragano Milton, però, ha bloccato Biden negli Stati Uniti, rinviando i vertici e gli imbarazzi.