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Kamala Harris da record: oltre un miliardo in donazioni elettorali. Ma per i sondaggi resta in bilico negli Stati chiave

(reuters)
Il supporto degli indipendenti e delle periferie è cresciuto, ma la corsa rimane aperta quando siamo a 23 giorni dal voto
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NEW YORK - La campagna di Kamala Harris ha annunciato di aver superato quota un miliardo in donazioni elettorali. Un miliardo in appena ottanta giorni, da quando il presidente Joe Biden ha annunciato il suo ritiro dalla corsa per la Casa Bianca. Era il 21 luglio. Da allora, Harris ha raccolto più soldi di quanto sia stato capace di fare Donald Trump in tutto il 2024. Eppure, nonostante il record, i Democratici sono preoccupati. Il boom di donatori non è coinciso con un vantaggio netto negli Stati chiave, dove invece la sfida è in bilico.

I sondaggi a livello nazionale

A livello nazionale, invece, i numeri continuano a essere confortanti: a venticinque giorni dal voto delle presidenziali, Harris è avant…

NEW YORK - La campagna di Kamala Harris ha annunciato di aver superato quota un miliardo in donazioni elettorali. Un miliardo in appena ottanta giorni, da quando il presidente Joe Biden ha annunciato il suo ritiro dalla corsa per la Casa Bianca. Era il 21 luglio. Da allora, Harris ha raccolto più soldi di quanto sia stato capace di fare Donald Trump in tutto il 2024. Eppure, nonostante il record, i Democratici sono preoccupati. Il boom di donatori non è coinciso con un vantaggio netto negli Stati chiave, dove invece la sfida è in bilico.

I sondaggi a livello nazionale

A livello nazionale, invece, i numeri continuano a essere confortanti: a venticinque giorni dal voto delle presidenziali, Harris è avanti di quattro punti su Trump, secondo l’ultimo rilevamento Economist/YouGov. La candidata democratica guida con il 49 per cento dei consensi, contro il 45 del tycoon. Lo stesso sondaggio, fatto il 30 settembre, assegnava alla vicepresidente un vantaggio di tre punti, 49 a 46. La forbice è in linea con altri rilevamenti: per New York Times/Siena Harris è +3, per Emerson +2. Harris è avanti anche tra gli americani che si sono registrati al voto: 47 a 44. Il 95 per cento dei democratici dichiara che voterà per la vicepresidente, così come il 38 per cento degli indipendenti e il sei per cento di repubblicani.


Il novanta per cento dei repubblicani ha detto che voterà per il tycoon, insieme al 40 per cento degli indipendenti e il due per cento di democratici. Harris è passata avanti anche nel voto delle periferie: secondo Reuters/Ipsos, che ha pubblicato i risultati giovedì sera, Kamala batte Trump 47 a 41. Prima che Biden lasciasse, il tycoon era avanti 43 a 40 in questa fascia di elettorato.

I sondaggi negli Stati in bilico

Ma a decidere la corsa verso la Casa Bianca saranno i sette Stati che oscillano tra i due partiti. E qui la situazione resta incerta. Secondo la media stilata da FiveThirtyEight, Harris ha solo lo 0,8 per cento di vantaggio in Pennsylvania. Nel rilevamento Cook Political Report, la democratica è avanti anche in Michigan, Wisconsin, Nevada, Arizona, mentre Trump guida in North Carolina e Georgia. Il distacco, in media, tra i due candidati è di un punto percentuale, troppo poco per assegnare con certezza gli Stati. Harris ha avuto il suo momento di massima ascesa alla fine di agosto quando, in appena un mese, era riuscita a erodere più di 3 punti del distacco che Trump vantava su Biden. Ma da settembre i numeri hanno cominciato a mostrare segni di stanchezza. Le donazioni vanno avanti a livelli record, i consensi non procedono allo stesso ritmo. E questo resta, al momento, un enigma per la campagna della vicepresidente.

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