Via le Converse, sì al tailleur: il ritorno “presidenziale” di Kamala Harris sulla cover di Vogue
di Benedetta PerilliBuona la seconda. Kamala Harris, la candidata democratica alle presidenziali statunitensi, torna sulla copertina – stavolta digitale – del magazine Vogue, dopo aver debuttato sulla prima più patinata del Pianeta in occasione della nomina a vicepresidente nel 2021. A fotografarla, seduta con un elegante tailleur marrone e con sorriso più misurato, è Annie Leibovitz.
Allora la fotografia scelta causò non poche polemiche con tanto di Washington Post che attaccava Harris accusandola di proporre un’immagine “irrispettosa”. In piedi, con uno sfondo di tessuti verde e rosa, mani incrociate, sorriso beffardo, già la postura aveva generato incertezza. Ma ad aggravare la situazione c’erano state anche quelle scarpe da ginnastica, le amate Converse diventate un simbolo della vicepresidente, abbinate a pantaloni skinny, giacca firmata Donald Deal, designer americano in voga negli anni Novanta, e il filo di perle altro marchio di fabbrica della democratica. A immortalarla era stato un enfant…
Buona la seconda. Kamala Harris, la candidata democratica alle presidenziali statunitensi, torna sulla copertina – stavolta digitale – del magazine Vogue, dopo aver debuttato sulla prima più patinata del Pianeta in occasione della nomina a vicepresidente nel 2021. A fotografarla, seduta con un elegante tailleur marrone e con sorriso più misurato, è Annie Leibovitz.
Allora la fotografia scelta causò non poche polemiche con tanto di Washington Post che attaccava Harris accusandola di proporre un’immagine “irrispettosa”. In piedi, con uno sfondo di tessuti verde e rosa, mani incrociate, sorriso beffardo, già la postura aveva generato incertezza. Ma ad aggravare la situazione c’erano state anche quelle scarpe da ginnastica, le amate Converse diventate un simbolo della vicepresidente, abbinate a pantaloni skinny, giacca firmata Donald Deal, designer americano in voga negli anni Novanta, e il filo di perle altro marchio di fabbrica della democratica. A immortalarla era stato un enfant prodige della fotografia, l’allora 26enne Tyler Mitchell diventato celebre nel mondo della moda per aver restituito Beyoncé alla sua essenza in uno scatto che lo ha fatto entrare nella storia come primo fotografo nero a firmare una cover di Vogue.
La politica però si gioca su altri piani: Converse, perle, sorrisi e fotografo nero non erano bastati a salvaguardare Harris dalle critiche di analisti e utenti. Tutto troppo casual per una persona che ricopre il ruolo di vicepresidente degli Stati Uniti e c’era chi si era spinto a sospettare che l’immagine fosse stata ritoccata. I sostenitori della ex senatrice si erano lamentati per una foto “non all’altezza degli standard di Vogue”, troppo bassa, e il giornalista Yashar Ali aveva raccontato di malumori tra lo staff di Harris e il magazine per una scelta errata dello scatto finale che non era quello concordato. Subito dopo Vogue aveva pubblicato un'altra immagine online, meno casual della senatrice: Harris in tailleur pantaloni e la didascalia "Mrs. America".
Ed è a quella immagine in tailleur, più istituzionale, che si ispira la nuova cover. Scattata dalla regina della fotografia Annie Leibovitz, titolo “La candidata dei nostri tempi”. Seduta su una poltrona, a mezzo busto, senza scarpe da ginnastica in bella vista ma con un elegante abito giacca e pantalone – di sua proprietà – firmato Gabriela Hearst, stilista donna, attenta al fashion sostenibile, scelta anche dalla first lady Jill Biden per l’abito dell’insediamento presidenziale del 2021.
Un’allure più sofisticata e rassicurante. Le perle stavolta non sono al collo ma sugli orecchini, marchio Tiffany, simili a quelli che erano finiti al centro delle teorie complottiste durante il dibattito televisivo con Trump, sospettati di essere auricolari mascherati da gioielli. "Raramente - scrive il mensile Usa che aveva già ufficializzato il suo endorsement alla vicepresidente - ci sono chiamate individuali in cui viene chiesto di compiere atti di salvataggio nazionale, ma a luglio Kamala Harris ha ricevuto una di quelle chiamate".
La cover è accompagnata da un lungo profilo con intervista firmato da Nathan Heller che affronta i temi già noti della campagna di Harris, dalle politiche sociali al Medio Oriente. Il tutto in un cambio di immagine significativo rispetto al 2021 che sembra accompagnare il passaggio di maturità da vice a candidata presidente ma che non è rimasto esente dalla critiche repubblicane. Da chi contesta la scelta della camicia in seta drappeggiata sul collo, che sarebbe stata appositamente scelta per coprire le rughe, a chi attacca Harris per aver posato per Vogue il 7 ottobre, non solo il giorno dell’anniversario dell’attacco di Hamas di Israele ma anche un momento delicato per gli Stati Uniti dopo il passaggio devastante dell’uragano Helene e mentre Milton stava per impattare la Florida.
“Mentre stiamo ancora trovando i corpi del devastante uragano che ha distrutto parti della Carolina del Nord occidentale e del Tennessee orientale, Kamala Harris era impegnata a posare per la rivista Vogue. Non le importa degli americani. Le interessa solo il potere”, scrive su X il commentatore di Fox News ed ex collaboratore della campagna trumpiana Steve Cortes. E proprio Fox News rincara ricordando che la direttrice della rivista Anne Wintour è sostenitrice e finanziatrice democratica e negli anni hanno posato per lei altre first lady come Hillary Clinton e Michelle Obama ma non Melania Trump (che invece era stata protagonista di una copertina dopo il matrimonio con il tycoon nel 2005). “Sono di parte e hanno gusti e antipatie”, aveva commentato Melania Trump nel 2022. “Ho cose molto più importanti da fare - e le ho fatte alla Casa Bianca - che stare sulla copertina di Vogue”.