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L’apertura di Re Carlo: “Amo l’Australia, ma non ostacolerò il Paese se vuole abbandonare la monarchia per diventare una repubblica”

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Il messaggio del sovrano all’Australian Republican Movement alla vigilia del suo viaggio nell’ex colonia britannica della quale è il Capo di Stato
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LONDRA – “Non ostacolerò l’Australia se vuole disfarsi della corona”. Il Daily Mail riassume così in prima pagina il messaggio di re Carlo alla vigilia del suo viaggio nell’ex colonia britannica, della quale è il Capo di Stato, come lo era sua madre la regina Elisabetta. “Ho un profondo amore per il vostro Paese, ma non bloccherò iniziative per trasformarlo da monarchia in repubblica”, ha scritto il sovrano all’Australian Republican Movement.

Come una dozzina di altre nazioni del Commonwealth, l’associazione che riunisce più di sessanta ex-colonie dell’Impero britannico, l’Australia è una monarchia, con il re o regina di turno a Londra che riveste l’incarico di Capo dello Stato. Il ruolo è puramente cerimoniale, privo di qualsiasi potere, anche se il sovrano è rappresentato in Australia da un simbolico “governatore”. Ciononostante, un movimento repubblicano si batte da tempo per abolire l’ultimo retaggio dell’era coloniale, abolendo la monarchia e istituendo la repubblica, come è avv…

LONDRA – “Non ostacolerò l’Australia se vuole disfarsi della corona”. Il Daily Mail riassume così in prima pagina il messaggio di re Carlo alla vigilia del suo viaggio nell’ex colonia britannica, della quale è il Capo di Stato, come lo era sua madre la regina Elisabetta. “Ho un profondo amore per il vostro Paese, ma non bloccherò iniziative per trasformarlo da monarchia in repubblica”, ha scritto il sovrano all’Australian Republican Movement.

Come una dozzina di altre nazioni del Commonwealth, l’associazione che riunisce più di sessanta ex-colonie dell’Impero britannico, l’Australia è una monarchia, con il re o regina di turno a Londra che riveste l’incarico di Capo dello Stato. Il ruolo è puramente cerimoniale, privo di qualsiasi potere, anche se il sovrano è rappresentato in Australia da un simbolico “governatore”. Ciononostante, un movimento repubblicano si batte da tempo per abolire l’ultimo retaggio dell’era coloniale, abolendo la monarchia e istituendo la repubblica, come è avvenuto in altre ex-colonie britanniche, per esempio nell’isola caraibica di Barbados nel 2021. Movimenti analoghi chiedono la trasformazione in repubblica in Canada, Nuova Zelanda e Giamaica. Quest’ultima ha in programma l’anno prossimo un voto in proposito.

Una mossa del genere in Australia, tuttavia, non sembra imminente. Nell’ultimo referendum che si è tenuto sul tema, nel 1999, il 55 per cento dei votanti si schierò per mantenere la monarchia – e dunque per mantenere l’allora regina Elisabetta come Capo di Stato. Suo figlio Carlo però è meno popolare fra gli australiani e il movimento repubblicano locale spera che sia arrivato il momento per un nuovo referendum. Ma nel gennaio scorso il governo di Canberra ha messo in naftalina la questione, affermando che “non è una priorità”.

L’Australian Republican Movement aveva scritto a re Carlo richiedendo un incontro con lui durante la visita che inizia venerdì prossimo e alla quale parteciperà anche la regina Camilla. Sarà il primo viaggio all’estero del 75enne sovrano da quando è in cura per un cancro, a eccezione di una breve visita in Francia nel giugno scorso per le commemorazioni dello sbarco in Normandia. Tramite un portavoce, Buckingham Palace ha risposto declinando l’invito ma esprimendo il “profondo affetto” del re per l’Australia, assicurando che le posizioni dei repubblicani australiani saranno tenute “in piena considerazione” e riaffermando che la scelta fra monarchia o repubblica “spetta esclusivamente agli australiani”.

Nessun ostacolo da parte sua, dunque, anche perché non potrebbe crearne. Il movimento repubblicano commenta che, pur volendo mantenere stretta amicizia con il Regno Unito e rispettando la monarchia britannica, l’Australia odierna si sente meglio rappresentata da un sistema repubblicano.

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