✕

Gettato nel fiume a 4 anni con mani e piedi legati, da 40 anni la Francia vuole sapere chi ha ucciso Grégory

(afp)

Ascolta l'audio

Il piccolo venne ritrovato morto il 16 ottobre del 1984 in un paesino delle Vosges. Da allora, dopo una serie di rinvii a giudizio, tragedie, lettere anonime, suicidi che hanno ispirato libri, serie tv e ora persino una graphic novel, il suo assassino non è mai stato trovato
2 minuti di lettura

PARIGI - Il 16 ottobre 1984 Grégory Villemin, un bambino di 4 anni, scompare in un paesino delle Vosges. Alla famiglia arrivano lettere e telefonate minatorie che rivendicano il sequestro e una “vendetta”. Il bambino viene ritrovato morto, non lontano da casa, annegato in un fiume con mani e piedi legati. Quarant’anni dopo l’affaire Grégory continua a perseguitare la Francia, in una concatenazione di rinvii a giudizio (finora tre) e di tragedie che hanno ispirato libri, serie tv e ora persino una graphic novel.

I genitori del bambino durante il funerale (afp)

Le indagini, finite su diverse piste false, tra cui un processo anche alla madre del bambino, sono state riaperte. Gli investigatori cercano nuove prove su uno dei cugini della famiglia, Bernard Laroche che il padre di Grégory ha ucciso nel 1985, convinto della sua colpevolezza. «Mio marito è innocente» ripete oggi la vedova Marie…

PARIGI - Il 16 ottobre 1984 Grégory Villemin, un bambino di 4 anni, scompare in un paesino delle Vosges. Alla famiglia arrivano lettere e telefonate minatorie che rivendicano il sequestro e una “vendetta”. Il bambino viene ritrovato morto, non lontano da casa, annegato in un fiume con mani e piedi legati. Quarant’anni dopo l’affaire Grégory continua a perseguitare la Francia, in una concatenazione di rinvii a giudizio (finora tre) e di tragedie che hanno ispirato libri, serie tv e ora persino una graphic novel.

I genitori del bambino durante il funerale (afp)

Le indagini, finite su diverse piste false, tra cui un processo anche alla madre del bambino, sono state riaperte. Gli investigatori cercano nuove prove su uno dei cugini della famiglia, Bernard Laroche che il padre di Grégory ha ucciso nel 1985, convinto della sua colpevolezza. «Mio marito è innocente» ripete oggi la vedova Marie-Ange Laroche. Era stata sua sorella, Murielle, allora quindicenne, ad aver accusato l'uomo, sostenendo di averlo visto prendere il piccolo Grégory a scuola e andare con lui verso il fiume. Murielle aveva poi cambiato la testimonianza, ma intanto Jean-Marie Villemin si era già presentato a casa Laroche con un fucile per eliminare il presunto assassino del figlio. Condannato a cinque anni, il papà di Grégory è stato poi liberato.

Christine e Jean-Marie Villemin nella loro abitazione a Epinale, novembre 1984 (afp)

Anche la mamma del bambino, Christine Villemin è finita sotto processo nel 1986 ma nel 1993 la Corte d'Appello di Digione, a cui l'inchiesta era stata trasferita nel 1987 dopo gli errori commessi dal tribunale di Nancy, ha archiviato il caso. “Il sistema giudiziario è stato un disastro e il pm un incompetente”, ha riassunto Thierry Moser, storico avvocato dei Villemin. Il pm Jean-Michel Lambert non può rispondere: si è tolto la vita l'11 luglio 2017. Proprio quell'anno c’è una nuova svolta nelle indagini, con il fermo di di Marcel e Jacqueline Jacob, prozio e prozia di Grégory, e Murielle Bolle.

Meno di un anno dopo, anche questo filone però si sgonfia per motivi procedurali. Oggi gli investigatori hanno ordinato nuove perizie, sfruttando gli ultimi progressi scientifici. Saranno riesaminati alcuni campioni del dna, per esempio sul francobollo della lettera anonima inviata ai Villemin da un “corvo”, che recitava: “Voilà ma vengeance - Pauvre con” (“Ecco la mia vendetta - Povero bastardo”). Sarà usata l'intelligenza artificiale per riesaminare alcune telefonate dell'anonimo che ha rivendicato l'assassinio di Grégory. “Il dna può parlare a distanza di decenni” sostiene Christian Doutremepuich, fondatore di un laboratorio di Bordeaux specializzato in cold case.

Il pm Jean-Michel Lambert (afp)

L'ex colonnello Étienne Sesmat, che guidò nel 1984 le indagini nel paesino, è scettico su una possibile svolta grazie alle nuove perizie ricordando che i campioni sono solo «dna di contatto», meno affidabili di quelli organici come tracce di sangue. L'ex gendarme, come i coniugi Villemin, è convinto che sia stato Laroche ad aver rapito e ucciso Grégory. «È accertato» prosegue Sesmat, che firma un nuovo libro sul caso. Il padre del bambino ha partecipato a una graphic novel, pubblicata in occasione dell'anniversario. “Non so come siamo sopravvissuti” racconta, confidando però il rimpianto per aver ucciso il cugino Laroche, cedendo all’impulso di vendetta. “Sarò per sempre un assassino”.

Leggi i commenti