“Cristoforo Colombo non era italiano, ma spagnolo sefardita”: il nuovo studio che mette in discussione le origini del navigatore
di Enrico FranceschiniLONDRA – Cristoforo Colombo era un ebreo sefardita nato in Spagna, non un italiano di Genova. Lo afferma una ricerca di scienziati che hanno esaminato il Dna dei resti del navigatore a cui viene attribuita la “scoperta dell’America” o, meglio, l’inizio delle esplorazioni del Nuovo Mondo. L’annuncio è stato dato sabato sera in un documentario trasmesso da una televisione spagnola in occasione dell’anniversario dello sbarco di Colombo il 12 ottobre 1492 sull’isola di San Salvador, in quelle che oggi sono le Bahamas, nella giornata di festa nazionale dedicata a Colombo in Spagna e alla vigilia del “Columbus Day” negli Stati Uniti.
Le origini di Colombo sono da molto tempo al centro di una disputa fra storici e scienziati. Per il documentario trasmesso dalla rete televisiva spagnola Rtve, il professor Miguel Lorente, docente dell’università di Granada e uno dei massimi esperti di analisi forensi, ha esaminato minuscoli campioni dei resti del navigatore, sepolti nella cattedrale di Sivigl…
LONDRA – Cristoforo Colombo era un ebreo sefardita nato in Spagna, non un italiano di Genova. Lo afferma una ricerca di scienziati che hanno esaminato il Dna dei resti del navigatore a cui viene attribuita la “scoperta dell’America” o, meglio, l’inizio delle esplorazioni del Nuovo Mondo. L’annuncio è stato dato sabato sera in un documentario trasmesso da una televisione spagnola in occasione dell’anniversario dello sbarco di Colombo il 12 ottobre 1492 sull’isola di San Salvador, in quelle che oggi sono le Bahamas, nella giornata di festa nazionale dedicata a Colombo in Spagna e alla vigilia del “Columbus Day” negli Stati Uniti.
Le origini di Colombo sono da molto tempo al centro di una disputa fra storici e scienziati. Per il documentario trasmesso dalla rete televisiva spagnola Rtve, il professor Miguel Lorente, docente dell’università di Granada e uno dei massimi esperti di analisi forensi, ha esaminato minuscoli campioni dei resti del navigatore, sepolti nella cattedrale di Siviglia, e li ha paragonati con campioni di Dna di noti familiari e discendenti del navigatore, tra cui suo figlio Hernando Colon. In tutto, Lorente ha studiato il mistero delle origini di Colombo per 22 anni.
La sua prima rivelazione è che i resti conservati a Siviglia sarebbero effettivamente quelli di Cristoforo Colombo. Anche questo è un punto discusso dagli storici. Colombo morì nel 1506, a 55 anni, nella città spagnola di Valladolid, ma volle essere sepolto nell’isola di Hispaniola, oggi condivisa dalla Repubblica Dominicana e da Haiti, prima colonia europea del Nuovo Mondo, da lui fondata, dove le sue spoglie furono portate nel 1542. Poi però nel 1795 furono trasferite a Cuba e successivamente, nel 1898, secondo quanto ha sempre sostenuto la Spagna, vennero portate appunto a Siviglia. Nel 1877, tuttavia, fu ritrovata una bara nella cattedrale di Santo Domingo, capitale della Repubblica Dominicana, contenente ossa che secondo le autorità locali erano quelle di Colombo.
Nel suo studio il professor Lorente afferma che entrambe le teorie potrebbero essere valide, perché i resti conservati a Siviglia sono incompleti. Ma, in base alle analisi del Dna, dopo averli confrontati con il Dna di altri membri certi della famiglia di Colombo, lo scienziato è certo che i resti di Siviglia appartengano al navigatore.
Quanto alla questione della nazionalità, le teorie circolate finora ipotizzavano che Colombo fosse genovese, spagnolo, ebreo, greco, basco o portoghese. L’esame del Dna compiuto dalla squadra di studiosi guidati dal professor Lorente afferma che il mistero è ora risolto: il navigatore sarebbe stato un ebreo nato in Spagna. “Il risultato è assolutamente credibile”, afferma lo scienziato.
Il regista del programma, Regis Franco, commenta che le origini ebraiche e iberiche di Colombo sono certamente più plausibili rispetto a quelle genovesi: “L'origine degli ebrei sefarditi è Sefarad. E Sefarad è il nome in ebraico che designa la penisola iberica. Al tempo di Colombo, vi vivevano 300 mila ebrei. Nella penisola italiana, invece, si stima che vivessero solo tra i dieci e i quindicimila ebrei”.
Concorda Francesco Albardaner, ex-presidente del Centro Studi Colombiani di Barcellona, che ha partecipato alla trasmissione: “Tutta la teoria secondo cui Colombo sarebbe stato genovese entra in crisi se si accetta che fosse ebreo. Genova aveva espulso gli ebrei nel dodicesimo secolo, a Genova a quel tempo non c’erano comunità ebraiche, né sinagoghe, gli ebrei potevano restare in città solo tre giorni per fare affari e poi dovevano andarsene”.
Secondo il programma, Colombo avrebbe potuto appartenere a una delle tante famiglie di ebrei spagnoli convertiti durante le persecuzioni subite per tutto il secolo precedente, quando i re cristiani Isabella e Ferdinando ordinarono a ebrei e musulmani di convertirsi al cattolicesimo o di lasciare il Paese. “Avevamo il suo Dna, parziale ma sufficiente”, dice il professor Lorente. “Avevamo il Dna di Hernando Colon, suo figlio. E sia nel cromosoma Y, cioè maschile, di Hernando, sia nel suo mitocondrio, trasmesso dalla madre, ci sono tratti compatibili con l’origine ebraica. Dopo avere analizzato 25 diverse possibili origini, siamo dunque giunti alla conclusione che Colombo potesse essere soltanto un ebreo di origine europea”. Ma chissà se anche questo metterà fine alla disputa.