✕

La denuncia di Save the Children: “Ogni due secondi nasce un bambino condannato alla fame”. Allarme Gaza: “L’intera popolazione infantile gravemente malnutrita”

Ascolta l'audio

I dati emergono dall’ultimo rapporto dell’organizzazione umanitaria. La dg Fatarella: “Il blocco degli aiuti non può essere un’arma”
3 minuti di lettura

Ogni due secondi nasce un bambino condannato alla malnutrizione. Uno su cinque è destinato a non superare i cinque anni di vita. E sono sempre di più: in soli dieci anni sono aumentati di un quinto. Colpa del cambiamento climatico, delle crisi economiche, ma soprattutto dei conflitti. Sono dati drammatici quelli che emergono dall’ultimo rapporto di Save the Children, che su Gaza, da oltre un anno colpita da bombardamenti e incursioni dell’Idf, lancia l’allarme: 1.1 milioni di bambini, pari all’intera popolazione infantile, sono in stato di gravissima insicurezza alimentare. Traduzione, a rischio vita per fame.

Emergenza Gaza

Con i valichi chiusi e il flusso degli aiuti subordinato ai controlli israeliani, da un anno ormai la fame è una delle…

Ogni due secondi nasce un bambino condannato alla malnutrizione. Uno su cinque è destinato a non superare i cinque anni di vita. E sono sempre di più: in soli dieci anni sono aumentati di un quinto. Colpa del cambiamento climatico, delle crisi economiche, ma soprattutto dei conflitti. Sono dati drammatici quelli che emergono dall’ultimo rapporto di Save the Children, che su Gaza, da oltre un anno colpita da bombardamenti e incursioni dell’Idf, lancia l’allarme: 1.1 milioni di bambini, pari all’intera popolazione infantile, sono in stato di gravissima insicurezza alimentare. Traduzione, a rischio vita per fame.

Emergenza Gaza

Con i valichi chiusi e il flusso degli aiuti subordinato ai controlli israeliani, da un anno ormai la fame è una delle principali minacce per chi sopravvive nella Striscia. Il 96% della popolazione – emerge dal rapporto- sta affrontando un’insicurezza alimentare acuta a livelli critici o anche maggiori, con oltre 495.000 persone (22%) che sono approdate allo stadio più alto. Da un anno nessuno dei bambini che vivono nell’area si alimenta in maniera neanche vagamente sufficiente.

“Nel 2018 - ricorda la direttrice generale Daniela Fatarella - il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato la Risoluzione 2417 per condannare l’uso della fame contro i civili e la proibizione dell’accesso umanitario come metodo di guerra”. Tuttavia da oltre un anno i camion a Gaza entrano con il contagocce. Prima dell’inizio dell’offensiva, erano 600 al giorno, oggi non più di 130 e molti dei beni di prima necessità vengono bloccati. “L’accesso agli aiuti umanitari rappresenta la differenza tra la vita e la morte – sottolinea Fatarella - Stiamo parlando di bambini che già stanno subendo le più atroci violenze, è inaccettabile che debbano affrontare anche la fame”.

135milioni di persone malnutrite a causa di guerre e conflitti

I conflitti armati – spiegano dall’organizzazione - sono la causa principale dell’insicurezza alimentare per circa 135 milioni di persone in 20 Paesi del mondo. E anche quando non uccide la fame rischia di pregiudicare la vita futura di chi nei primi anni di vita ne ha sofferto. Esposizione a malattie croniche in età avanzata, il colera, le malattie respiratorie o il morbillo, ritardi nello sviluppo cognitivo, i bambini malnutriti sono e resteranno sempre fragili.

Saba, trentaduenne siriana, ha scoperto quanto pericolosa possa essere la fame sulla propria pelle. Madre di sei figli, fra cui tre gemelli, è fra le tante sfollate che la guerra ha allontanato dalla sua città natale. E con un marito disabile, senza una rete familiare su cui contare, mese dopo mese ha visto i suoi figli deperire, i tre gemelli non riuscivano né a reggersi in piedi, né a camminare nonostante avessero superato da tempo l’età in cui i bambini generalmente lo fanno. “Quando vedevano un vicino mangiare dell’uva o portare a casa un melone, piangevano. Non avevano mai assaggiato nulla di simile”, racconta Saba.

La rinascita dei tre gemelli

A salvare i tre più piccoli è stato il reparto specializzato in malnutrizione aperto in una delle cliniche di Save the Children. “Quando i medici hanno visitato i bambini hanno scoperto che soffrivano di malnutrizione grave. Ero sconvolta, non sapevo cosa fare, l’idea di non poter fare nulla per loro mi schiacciava”.

Ci sono voluti sei mesi di terapia e integratori prima che i gemelli iniziassero a recuperare il ritardo nello sviluppo cognitivo e motorio causato da mesi di fame. Nel frattempo, l’associazione ha sostenuto la famiglia, permettendo anche agli altri bambini di tornare a mangiare con regolarità. “Abbiamo potuto comprare per la prima volta uova, latte e frutta – racconta Rasha, che a soli 9 anni si è dovuta più volte occupare dei gemelli mentre la madre lavorava - Da grande, vorrei fare la dottoressa per aiutare bambini come loro”.

Nel 2030 potrebbero esserci 128,5 milioni di bambini malnutriti

E potrebbe esserci sempre più necessità di futuri medici come Rasha. La fame aumenta, ovunque. Nei 19 Paesi più colpiti da crisi umanitarie, si è passati da 23 milioni di bambini affetti da malnutrizione a 27,2 milioni e i nuovi conflitti in Sudan, nella Repubblica Democratica del Congo e nei Territori Palestinesi Occupati, spiega l’organizzazione, potrebbero aver causato un ulteriore aumento del numero di bambini affetti da malnutrizione acuta nel 2023. “Considerando i trend attuali, si stima che 128,5 milioni di bambini (19,5%) saranno affetti da malnutrizione cronica nel 2030, circa la metà dei quali in Africa occidentale e centrale”, denuncia Save the Children.

Il peso del cambiamento climatico

Dove non sono i conflitti, è il cambiamento climatico a far aumentare il numero di persone condannate alla fame. Gli eventi meteorologici estremi – si legge nel rapporto – sono stati la causa primaria di alti livelli di insicurezza alimentare per 72 milioni di persone in 18 Paesi, tra cui 33 milioni di minori. Un numero più che raddoppiato dal 2018.

E non si tratta di crisi di semplice o rapida soluzione. In Somalia, sebbene l’alto rischio di carestia sia stato formalmente superato tra la fine del 2022 e l'inizio del 2023, 7 milioni di persone, quasi il 40 per cento della popolazione, hanno bisogno di assistenza umanitaria, 4 milioni continuano a soffrire di insicurezza alimentare e quasi due milioni sono i bambini a rischio di malnutrizione acuta.

Fatarella: “Garantire servizi per l’infanzia anche in scenari di conflitto”

“È fondamentale mettere in piedi azioni volte non solo a salvare vite nell’immediato, ma anche ad affrontare le cause strutturali dell’emergenza fame”, dice la direttrice generale Fatarella, che per Save the Children al Governo italiano e alle istituzioni internazionali chiede “di supportare risposte locali alle crisi alimentari così come di incrementare i fondi per sostenere servizi di risposta alle emergenze alimentari nelle comunità più a rischio e interventi di lungo periodo per affrontare le cause della fame”. Servono risorse per i servizi per l’infanzia - salute, nutrizione, educazione e protezione - anche nei contesti di conflitti armati o di alta vulnerabilità climatica, spiega, “così com’è cruciale adoperarsi strenuamente per assicurare la fornitura continuativa degli aiuti anche nei contesti di guerra più difficili, perché nessun bambino dovrebbe sperimentare i morsi della fame che si sommano al dolore della violenza”.

Leggi i commenti