NEW YORK - “Perfetta parità”: questo è il giudizio che emerge dall’ultimo sondaggio Nbc, a tre settimane dal voto. Donald Trump sta riguadagnando, mentre Kamala Harris sembra in declino, incapace di indicare temi forti e messaggi che possano convincere gli indecisi. Tra gli elettori registrati i due candidati sono adesso al 48 per cento a livello nazionale, mentre resta un 4 per cento di indecisi, e un dieci per cento che ammette di poter cambiare ancora idea. Il dato nazionale è solo indicativo, perché contano le sfide negli Stati, ma il trend preoccupa i Democratici. A settembre Harris era avanti di cinque punti. A luglio, quando in corsa c’era ancora il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, Trump era avanti di due. La candidata Democratica, spinta dall’entusiasmo del suo ingresso a sorpresa, aveva guadagnato sette punti su Trump, ma adesso ne ha persi cinque, finendo in parità. A luglio, prima del cambio in corsa tra i liberal, gli indecisi erano il 12 per cento. Questa fetta si …
NEW YORK - “Perfetta parità”: questo è il giudizio che emerge dall’ultimo sondaggio Nbc, a tre settimane dal voto. Donald Trump sta riguadagnando, mentre Kamala Harris sembra in declino, incapace di indicare temi forti e messaggi che possano convincere gli indecisi. Tra gli elettori registrati i due candidati sono adesso al 48 per cento a livello nazionale, mentre resta un 4 per cento di indecisi, e un dieci per cento che ammette di poter cambiare ancora idea. Il dato nazionale è solo indicativo, perché contano le sfide negli Stati, ma il trend preoccupa i Democratici. A settembre Harris era avanti di cinque punti. A luglio, quando in corsa c’era ancora il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, Trump era avanti di due. La candidata Democratica, spinta dall’entusiasmo del suo ingresso a sorpresa, aveva guadagnato sette punti su Trump, ma adesso ne ha persi cinque, finendo in parità. A luglio, prima del cambio in corsa tra i liberal, gli indecisi erano il 12 per cento. Questa fetta si è ridotta con l’avvicinarsi dell’Election Day, il 5 novembre, e Trump sembra trarne vantaggio.
“Finita l’estate - è il giudizio del sondaggista Democratico Jeff Horwitt - il momento di Kamala Harris si è fermato. La cosa adesso è in perfetta parità”. Negli Stati chiave, cioè quelli che oscillano e che sono considerati decisivi per la vittoria finale, la situazione resta in bilico, ma sempre favorevole ad Harris: secondo il sito americano FiveThirtyEight, che fa una media dei principali sondaggi, in Nevada, dove Harris era avanti, adesso la situazione è di parità. La vicepresidente resta in testa in Wisconsin, Pennsylvania e Michigan, quelli più importanti, ma solo di un punto. In North Carolina è avanti Trump. Non è un caso che la vicepresidente abbia deciso di inserire un nuovo tour nei tre Stati del Midwest. Ma la sua presenza non basta a spingere il consenso.
A pesare sul quadro complessivo appare la forza dei messaggi: a Trump basta evocare la “deportazione di massa” per colpire l’immaginario di milioni di americani. La promessa di Harris di un “piano di sgravi fiscali per aiutare startup, piccole imprese e classe media” ha meno forza. La campagna della vicepresidente non riesce a guidare il dibattito: la rinuncia di Trump al confronto tv è stato già archiviato dalla campagna di Harris, invece di diventare un mantra dei Democratici. Il declino mentale dell’avversario viene accennato di sfuggita e con un sorriso. Il piano autoritario di “Project 2025” viene raccontato sempre con i soliti toni da salotto. Secondo gli analisti, ad Harris servirebbe quella verve da strada di Barack Obama, la sua capacità di attaccare l’avversario mettendone a nudo i limiti, sottolineando i punti deboli. Obama ha dimostrato in passato come far perdere la pazienza a Trump. Harris, dopo averlo fatto all’inizio, sull’onda della nomination, si è un po’ fermata. In tre settimane tutto può ancora succedere e la vicepresidente, secondo i sondaggisti, sembra ancora padrona del proprio destino. I comizi di Obama, a cominciare dall’Arizona, possono aiutare. Ma Harris deve andare all’attacco e costringere il suo avversario a inseguirla sui temi.