Droni in volo per 17 giorni sulle basi della Virginia. Arrestato uno studente cinese, ma il mistero resta. Coinvolta la sezione del Pentagono che si occupa di Ufo
di Massimo BasileNEW YORK - Per diciassette giorni droni misteriosi hanno sorvolato le basi militari americane in Virginia, a pochi passi dal Pentagono. Viaggiavano a più di 160 chilometri orari, a mille metri d’altezza, a formare di notte una piccola costellazione mobile di luci. Poi, all’improvviso, sono spariti per non riapparire più. L’ultimo mistero sui cieli americani riguarda una delle aree che, in teoria, dovrebbe essere tra le più impenetrabili degli Stati Uniti.
Lo “show”, come lo ha definito un alto ufficiale delle forze armate, cominciava circa quarantacinque minuti prima del tramonto. E andava avanti fino a notte piena. Per poi ripresentarsi il giorno dopo, più o meno alla stessa ora e con le stesse modalità. Il primo avvistamento risale al 6 dicembre dell’anno scorso, nella zona est della Virginia. Alle dieci di sera il Pentagono è riuscito a tracciarlo nell’area di Hope Park. Il secondo è stato intercettato alle 21,15 del 7 dicembre. Altri due, mezz’ora dopo. Altri tre, poco prima delle…
NEW YORK - Per diciassette giorni droni misteriosi hanno sorvolato le basi militari americane in Virginia, a pochi passi dal Pentagono. Viaggiavano a più di 160 chilometri orari, a mille metri d’altezza, a formare di notte una piccola costellazione mobile di luci. Poi, all’improvviso, sono spariti per non riapparire più. L’ultimo mistero sui cieli americani riguarda una delle aree che, in teoria, dovrebbe essere tra le più impenetrabili degli Stati Uniti.
Lo “show”, come lo ha definito un alto ufficiale delle forze armate, cominciava circa quarantacinque minuti prima del tramonto. E andava avanti fino a notte piena. Per poi ripresentarsi il giorno dopo, più o meno alla stessa ora e con le stesse modalità. Il primo avvistamento risale al 6 dicembre dell’anno scorso, nella zona est della Virginia. Alle dieci di sera il Pentagono è riuscito a tracciarlo nell’area di Hope Park. Il secondo è stato intercettato alle 21,15 del 7 dicembre. Altri due, mezz’ora dopo. Altri tre, poco prima delle 23. Gli avvistamenti sono proseguiti nei giorni successivi, fino al 23 dicembre. Una sfida frontale alla sicurezza americana.
Il generale Mark Kelly, dell’aviazione Usa, non era sicura su cosa scrivere nel suo report, quando ha visto il primo drone: faceva parte di una flotta sospetta mossa da qualche nerd locale o era da considerare un apparecchio non identificato? Per giorni il problema si è posto in modo puntuale e riguardava sempre la base dell’Air Force di Langley, in Virginia. Il primo avvistamento, racconta il Wall Street Journal, è stato quello di un drone lungo sei metri, che si muoveva a oltre 160 chilometri orari, a un’altitudine tra i novecento e mille metri. Poi sono seguiti gli altri, diretti a sud, verso la baia di Chesapeak, in un’area che include il campo base del Team Six, la squadra d’elite dei Navy Seal, e la Stazione navale di Norfolk. I militari americani non sono riusciti a indicarne il numero, ma erano almeno una dozzina. Non sono stati in grado capire se erano manovrati da forze ostili straniere. I sospetti su Russia e Cina non hanno trovato conferma.
Perché non abbatterli? Una legge federale vieta ai militari di colpire droni vicino alle basi militari, a meno che non pongano una minaccia diretta. La storia è stata segnalata in un briefing al presidente degli Stati Uniti Joe Biden. C’erano rappresentanti del dipartimento della Difesa, Fbi, Cia e della sezione speciale che si occupa di Ufo per il Pentagono. Nessuno è stato in grado di fornire spiegazioni. Due mesi prima, a ottobre, cinque droni avevano sorvolato un’area governativa nel Nevada utilizzata per esperimenti nucleari. Anche in quel caso, tutto è rimasto inspiegabile. Poi è arrivato il 6 gennaio di quest’anno, il giorno in cui il Pentagono ha sperato di aver risolto rapidamente il caso: uno studente cinese dell’Università del Minnesota, Fengyun Shi, 26 anni, era stato individuato vicino a uno stabilimento dove si costruiscono sottomarini nucleari, a una quindicina di chilometri da Langley. Alla gente del posto, che si era insospettiva, aveva detto che stava cercando di recuperare un drone finito tra gli alberi. Qualcuno aveva chiamato la polizia e lo studente si era ritrovato circondato da agenti dell’Fbi. Shi aveva raccontato di aver fatto volare un drone per divertimento e che non pensava di aver sorvolato un’area protetta. Dalle indagini è emerso che lo studente aveva alcune foto scattate dall’alto e che mostravano navi dei Navy Seal messe in secca. Un po’ sospetto per uno che diceva di farlo per divertimento. Quando l’Fbi lo ha arrestato, pochi giorni dopo, Shi si stava imbarcando per la Cina con un biglietto di sola andata. Processato il 2 ottobre, Shi ha chiesto scusa a tutti per il “disturbo creato”. Il giudice Lawrence Leonard ha detto di non credere a una sola parola dello studente, ma non lo ha ritenuto una spia. “Se lo fosse - ha commentato - sarebbe la peggiore spia al mondo che io abbia mai visto”. Shi è stato condannato a sei mesi di carcere federale.
Secondo gli investigatori non può esserci lui dietro il movimento di decine di droni in tutti gli Stati Uniti. Altri sono stati avvistati di recente sulla costa Ovest, vicino alla base Edwards dell’aviazione americana, a Los Angeles. E anche lì, mistero.