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Unifil: “Urgente rinforzare i caschi blu”. L’Italia: “Disponibili a mandare più uomini”

(afp)

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Il vertice dei partecipanti alla missione Onu. Scholz ribadisce l’appoggio a Israele. “Potrà sempre contare sulle nostre armi”
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L'Italia è pronta ad aumentare le truppe nell'Unifil a condizione che ci siano nuove regole d'ingaggio. Dopo una videoconferenza con i principali paesi europei contributori della missione Onu, il ministro della Difesa, Guido Crosetto, annuncia un possibile potenziamento dei caschi blu sotto attacco nel Libano del sud, all'interno di un nuovo piano europeo che dovrebbe ottenere l'appoggio degli Usa e di alcuni Paesi arabi.

L'incontro organizzato ieri su iniziativa dei ministri della Difesa di Italia e Francia doveva ribadire la necessità di proteggere l'Unifil ed “esercitare la massima pressione politica e diplomatica su Israele per evitare nuovi incidenti”, come sottolineato in un comunicato diramato dai sedici paesi che hanno partecipato alla riunione. Il passo successivo però, secondo quanto emerso dall'incontro, è stato mettere sul tavolo la proposta di potenziamento della missione Onu per darle nuova operatività e credibilità nell'applicazione della risoluzione 1701.

Un messa…

L'Italia è pronta ad aumentare le truppe nell'Unifil a condizione che ci siano nuove regole d'ingaggio. Dopo una videoconferenza con i principali paesi europei contributori della missione Onu, il ministro della Difesa, Guido Crosetto, annuncia un possibile potenziamento dei caschi blu sotto attacco nel Libano del sud, all'interno di un nuovo piano europeo che dovrebbe ottenere l'appoggio degli Usa e di alcuni Paesi arabi.

L'incontro organizzato ieri su iniziativa dei ministri della Difesa di Italia e Francia doveva ribadire la necessità di proteggere l'Unifil ed “esercitare la massima pressione politica e diplomatica su Israele per evitare nuovi incidenti”, come sottolineato in un comunicato diramato dai sedici paesi che hanno partecipato alla riunione. Il passo successivo però, secondo quanto emerso dall'incontro, è stato mettere sul tavolo la proposta di potenziamento della missione Onu per darle nuova operatività e credibilità nell'applicazione della risoluzione 1701.

Un messaggio diretto al governo di Benjamin Netanyahu, che ha risposto a distanza tramite il ministro degli Esteri. "Israele attribuisce grande importanza alle attività di Unifil e non ha alcuna intenzione di danneggiare l'organizzazione o il suo personale» ha commentato Israel Katz, precisando che la missione Onu potrebbe svolgere «un ruolo importante nel day after», ovvero quando sarà finita «la guerra contro Hezbollah». Una dichiarazione a cui è però seguita la notizia di nuovi «spari diretti e apparentemente deliberati» denunciati ieri sera dalla missione Onu.

I canali per fare pressione su Netanyahu sono ormai ridotti al minimo e gli europei restano divisi. Ieri il cancelliere tedesco, Olaf Scholz, ha sentito il bisogno di smarcarsi dal leader francese Emmanuel Macron che aveva chiesto di bloccare l'invio di armi verso Israele per fermare la guerra in corso. «Israele può contare e potrà sempre fare sempre affidamento sulla consegna di armi dalla Germania» ha sottolineato Scholz. Le consegne a Israele da parte di Berlino sono aumentate: solo nelle ultime otto settimane il governo federale ha approvato l'esportazione di armi per un valore di circa 31 milioni di euro, più del doppio rispetto ai primi sette mesi e mezzo dell'anno.

In una fase in cui non ci sono segnali di una de-escalation, i Paesi europei che guidano l'Unifil non rinunciano comunque a spingere il loro piano per stabilizzare la Linea Blu, ottenere il ritiro di Hezbollah e impedire che il sud del Libano diventi come Gaza. «Il messaggio che noi mandiamo ad Israele – ha spiegato Crosetto – è se voi fermate il vostro esercito, l'Onu può cambiare l'approccio in quella parte di Libano per arrivare in modo pacifico a quello che state cercando di ottenere in modo militare attaccando le basi di Hezbollah». Il ministro della Difesa ha parlato quindi di aumentare il numero dei militari. Secondo alcune fonti a Parigi, il contingente totale potrebbe salire da 10 a 12mila unità. Sempre a condizione che ci siano anche nuove regole d'ingaggio per garantire sicurezza e operatività ai caschi blu.

In parallelo, ha aggiunto Crosetto, dovrebbe avvenire un «rafforzamento delle forze armate di Beirut, attraverso un adeguato supporto addestrativo e finanziamenti internazionali". Il generale libanese Joseph Aoun, fortemente sostenuto dagli americani, ha proposto di schierare in un primo tempo fino a duemila uomini lungo la Linea Blu. Il potenziamento delle Forze armate libanesi (Laf) dovrebbe avvenire con il sostegno di alcuni Paesi del Golfo, tra cui Qatar, Emirati arabi uniti e Arabia saudita, presenti ieri a Bruxelles per un vertice Ue in cui hanno condannato gli attacchi contro i caschi blu in Libano. Lo schema per una Unifil più «credibile», su cui Crosetto e il collega francese Sébastien Lecornu stanno lavorando, dovrebbe essere portato al G7 Difesa di Napoli, anche per ottenere l'esplicito appoggio degli Stati Uniti.

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