Da Yassin a Sinwar, tutti i leader di Hamas uccisi da Israele in 25 anni. Tranne uno
di Enrico FranceschiniLONDRA – Ora che anche Yahya Sinwar è morto, come ha confermato lo stesso primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, lo Stato ebraico ha eliminato tutti e tre i maggiori leader dell’attacco subito il 7 ottobre di un anno fa. Ma la lista dei capi di Hamas finiti nel mirino di Gerusalemme è assai più lunga e va molto più indietro nel tempo. Ecco una scheda per ricordare i principali, a cui si aggiungono numerosi membri della Islamic Jihad, di altre organizzazioni palestinesi, dei fondamentalisti libanesi di Hezbollah, delle Guardie della Rivoluzione iraniana e di scienziati iraniani, tutti uccisi da Israele negli ultimi 25 anni.
Khaled Meshal
È l’unico fra i leader dell’organizzazione jihadista palestinese a essere sfuggito ai raid di Israele. Ma si può dire che è vivo per miracolo. Nel 1997, su ordine del primo ministro Benjamin Netanyahu, il Mossad organizza un attentato per ucciderlo, ad Amman, dove Meshal vive come capo dell’ufficio politico di Hamas. L’operazione è una risp…
LONDRA – Ora che anche Yahya Sinwar è morto, come ha confermato lo stesso primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, lo Stato ebraico ha eliminato tutti e tre i maggiori leader dell’attacco subito il 7 ottobre di un anno fa. Ma la lista dei capi di Hamas finiti nel mirino di Gerusalemme è assai più lunga e va molto più indietro nel tempo. Ecco una scheda per ricordare i principali, a cui si aggiungono numerosi membri della Islamic Jihad, di altre organizzazioni palestinesi, dei fondamentalisti libanesi di Hezbollah, delle Guardie della Rivoluzione iraniana e di scienziati iraniani, tutti uccisi da Israele negli ultimi 25 anni.
Khaled Meshal
È l’unico fra i leader dell’organizzazione jihadista palestinese a essere sfuggito ai raid di Israele. Ma si può dire che è vivo per miracolo. Nel 1997, su ordine del primo ministro Benjamin Netanyahu, il Mossad organizza un attentato per ucciderlo, ad Amman, dove Meshal vive come capo dell’ufficio politico di Hamas. L’operazione è una risposta a una serie di devastanti attentati terroristici compiuti. Due agenti israeliani spruzzano Meshal con un potente veleno. Poco dopo il leader palestinese si sente male e viene ricoverato in ospedale, dove entra in coma: ma non muore. Per di più, le sue guardie e la polizia giordana riescono ad arrestare gli agenti israeliani. Re Hussein di Giordania minaccia di stracciare l’accordo di pace firmato con Israele tre anni prima. E allora Netanyahu invia ad Amman il capo del Mossad con l’antidoto che salva Meshal.
Ahmed Yassin
Il fallito assassinio di Meshal ha un’altra conseguenza: per ottenere il rilascio degli agenti israeliani, Netanyahu è costretto a liberare lo sceicco Ahmed Yassin, fondatore e leader spirituale di Hamas, che torna così a Gaza, dove era nato, accolto da una folla festante. La sua presenza contribuisce a rafforzare il movimento fondamentalista islamico nella Striscia. Ma sette anni più tardi, per reazione a un’altra serie di attentati, anche Yassin diventa un obiettivo: nel marzo 2004 viene ucciso da un missile israeliano sparato da un elicottero, mentre rientra a casa dalla preghiera in moschea, spinto da due assistenti sulla sua carrozzella di paraplegico.
Abdel Aziz Rantisi
Un mese dopo avere eliminato Yassin, nell’aprile 2004 Israele uccide anche Rantisi, che è presidente della Shura di Hamas, di fatto il leader politico dell’organizzazione. Anche lui viene colpito da un missile, lanciato da un caccia israeliano, mentre si sposta in macchina a Gaza. Con Rantisi perdono la vita anche suo figlio Mohammed, 27enne, e una guardia del corpo.
Nafez Mansour
È uno dei militanti di Hamas coinvolti nel rapimento di Gilad Shalit, il soldato israeliano catturato in un raid nel 2006 e tenuto prigioniero per cinque anni a Gaza. Mansour viene ucciso da un missile israeliano nel 2008. Nel 2011 Shalit verrà rilasciato da Netanyahu, di nuovo primo ministro, in cambio di oltre 1000 palestinesi detenuti in Israle, tra cui numerosi terroristi con “le mani sporche di sangue”, come li definisce Gerusalemme. Uno di loro è Yahya Sinwar, che può così tornare a Gaza. Secondo Israele, dal 2006 a oggi, tutti i membri di Hamas che presero parte al rapimento di Shalit sono stati uccisi.
Abu Zhakaria al Jamal
Comandante delle Brigate al Qassam, l’ala militare di Hamas, ucciso da un missile lanciato da un caccia israeliano nel gennaio 2009.Sayd SeyamMinistro degli Interni di Hamas, ucciso nel gennaio 2009, due settimane dopo al Jamal, da un missile israeliano: nel raid muoiono anche suo fratello, uno dei suoi figli e un capo delle forze di sicurezza di Hamas.
Mahmoud al Mabhouh
Un comandante delle Brigate al Qassam, responsabile del contrabbando di armi dall’Egitto a Gaza. Ucciso nel 2010 dal Mossad mentre si trovava in Dubai.Issa Abdul-Hadi al-BatranUn comandante dell’ala militare di Hamas, responsabile della fabbricazione di razzi. Ucciso da un missile, dopo un attacco con razzi da parte di Hamas sulla città israeliana di Ashkelon. Era sopravvissuto a quattro precedenti tentativi di eliminarlo.
Tayser Abu Snima
Un comandante dell’ala militare di Hamas. Ucciso nel 2011 da un missile, dopo una escalation di attacchi a Israele con razzi da parte di Hamas.
Ahmed Jaabari
Vicecapo delle Brigate al Qassam, numero due del capo Mohammed Deif. Jaabari era responsabile della maggior parte degli attacchi contro Israele dal 2006 al 2012, del rapimento del soldato Shalid e della presa del potere da parte di Hamas a Gaza nel 2006. Ucciso da un missile nel 2012.
Muhammad Shaaban
Capo delle forze speciali marittime di Hamas. Ucciso da un missile nel 2014.
Mohammed Zouari
Capo del programma dei droni di Hamas. Ucciso nel 2016, mentre si trovava in Tunisia, di fronte alla sua casa a 270 chilometri da Tunisi, con sei colpi di pistola sparati con il silenziatore.
Murad Abu Murad
Capo delle operazioni aeree di Hamas. Ucciso da un missile il 13 ottobre 2023, una settimana dopo il massacro del 7 ottobre compiuto da Hamas nel sud di Israele. Un’altra mezza dozzina di alti responsabili di Hamas sono stati uccisi nei mesi successivi.
Mohammed Deif
Il comandante in capo del braccio militare di Hamas, ritenuto insieme a Yahya Sinwar il cervello dell’attacco a Israele del 7 ottobre. Ucciso da un missile a Gaza, il 13 luglio 2024, in un’operazione che ha coinvolto le forze speciali israeliani per terra e per mare, con commando travestiti da rifugiati e fruttivendoli palestinesi, per localizzarlo.
Ismail Yaniyeh
Il capo politico di Hamas. Ucciso il 31 luglio 2024 da una bomba nascosta nel suo appartamento, all’interno dell’edificio riservato agli ospiti di riguardo, nel quartier generale delle guardie della Rivoluzione iraniana, a Teheran, dove si era recato per partecipare all’insediamento del nuovo presidente dell’Iran.
Yahya Sinwar
Cervello dell’attacco a Israele del 7 ottobre 2023, a lungo capo dell’ala militare di Hamas, dopo la morte di Yaniyeh nominato nuovo capo supremo di Hamas. Ucciso in circostanze da chiarire, a Gaza, il 17 ottobre 2024. Sinwar era sopravvissuto a tre precedenti operazioni per eliminarlo, nelle qiali aveva riportato gravi ferite e in cui erano morti due dei suoi figli.