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Ecco come il drone di Hezbollah è riuscito a bucare l’Iron Dome, colpendo la casa di Netanyahu

Il velivolo ha percorso 70 chilometri dal Libano a Cesarea, iIlesi il leader e la moglie. Su un sito pro-Teheran documenti dell’intelligence Usa sulla rappresaglia israeliana contro l’Iran
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BEIRUT — Nel nome di Sinwar. Per la prima volta Hezbollah è riuscito a colpire la casa del primo ministro di Israele, con un’operazione che non ha provocato feriti mai il cui portato simbolico è enorme quanto le conseguenze che avrà. «Comincia una nuova fase del conflitto», aveva annunciato Hezbollah giovedì, nel giorno della morte del leader di Hamas. Si temevano i missili ad alta precisione, invece i miliziani libanesi hanno sfruttato una debolezza della poderosa contraerea per puntare, a Cesarea, la villa con porticato e piscina di Benjamin Netanyahu.

Il premier israeliano promette vendetta, pensando però più a Teheran che a Beirut. «Gli alleati dell’Iran che hanno cercato di assassinare me e mia moglie hanno commesso un grave errore», dice. «Pagheranno un prezzo elevatissimo come tutti i nostri nemici».


Hezbollah ieri mattina ha lanciato su Cesarea tre droni esplosivi. Secondo fonti molto vicine all’organizzazion…

BEIRUT — Nel nome di Sinwar. Per la prima volta Hezbollah è riuscito a colpire la casa del primo ministro di Israele, con un’operazione che non ha provocato feriti mai il cui portato simbolico è enorme quanto le conseguenze che avrà. «Comincia una nuova fase del conflitto», aveva annunciato Hezbollah giovedì, nel giorno della morte del leader di Hamas. Si temevano i missili ad alta precisione, invece i miliziani libanesi hanno sfruttato una debolezza della poderosa contraerea per puntare, a Cesarea, la villa con porticato e piscina di Benjamin Netanyahu.

Il premier israeliano promette vendetta, pensando però più a Teheran che a Beirut. «Gli alleati dell’Iran che hanno cercato di assassinare me e mia moglie hanno commesso un grave errore», dice. «Pagheranno un prezzo elevatissimo come tutti i nostri nemici».


Hezbollah ieri mattina ha lanciato su Cesarea tre droni esplosivi. Secondo fonti molto vicine all’organizzazione islamista, erano Sayyad-107, fabbricazione iraniana ma assemblaggio in Libano. Hanno una caratteristica che li distingue dagli altri: possono volare a trecento chilometri all’ora aumentando e diminuendo la quota repentinamente e seguendo rotte che li rendono invisibili ai radar dell’Iron Dome. Di sicuro è un Sayyad-107 che domenica scorsa ha bucato le difese aeree di Israele piombando nella mensa di una base a Binyamina, sud di Haifa, uccidendo quattro militari dell’Idf e ferendone 67.

Due dei droni ieri sono stati intercettati, il terzo è planato sulla casa di Netanyahu, che si trova settantatré chilometri a sud del confine israelo-libanese. C’è un video in cui si vede il velivolo kamikaze che supera un elicottero sui cieli di Cesarea. Il premier e sua moglie Sara erano a Gerusalemme, nella residenza ufficiale, ma ciò non attenua il valore del messaggio recapitato a Netanyahu.

(reuters)

Poco prima che il drone si abbattesse in un punto imprecisato del perimetro della villa (le autorità non hanno rivelato la zona di impatto) sui canali telegram vicini al Partito di Dio qualcuno ha scritto «aspettatevi una sorpresa». La sorpresa non è piaciuta per niente allo Stato ebraico, che nel pomeriggio ha ripreso a bombardare i quartieri meridionali di Beirut, Choueifat e Dahieh. Sette raid consecutivi fino al calar del sole, con gli aerei di linea che decollavano sullo sfondo di pennacchi di fumo grigio, mentre i libanesi di Beirut centro, seduti ai café, seguivano in tv e sui telefonini la distruzione della propria città.
Alcuni analisti militari ritengono che l’intelligence di Hezbollah fosse al corrente degli spostamenti di Netanyahu e che, dunque, l’attacco coi droni sia un avvertimento più che un attentato. «Questo è irrilevante», riferisce una fonte diplomatica israeliana al Jerusalem Post, «Hezbollah è un rappresentante dell’Iran, quindi anche l’Iran è responsabile del tentato assassinio di Netanyahu». Quanto accaduto avvicina e aggrava la risposta israeliana all’attacco missilistico iraniano di un mese fa. È data per imminente, ma due documenti dei servizi segreti statunitensi riguardanti i preparativi in corso sono finiti su un account telegram vicino all’Iran, con grande preoccupazione dei funzionari Usa «per una potenziale violazione della sicurezza».

Non nel nome di Sinwar ma nel cadavere di Sinwar, invece, va letta la mossa dell’Idf nella Striscia di Gaza, dove sono morti più di 400 palestinesi nelle ultime due settimane. L’aviazione ha fatto piovere su Khan Yunis, dove l’arciterrorista è nato e cresciuto, migliaia di volantini che promettono il libero passaggio a chiunque deponga le armi e aiuti a riconsegnare gli ostaggi. «Sinwar ha distrutto le vostre vite», si legge sul volantino, sotto l’immagine del suo corpo impolverato e senza vita. «Si è nascosto in un buco nero ed è stato eliminato mentre fuggiva in preda al panico, Hamas non governerà più Gaza». Sono parole tratte dal discorso pubblico di Netanyahu e scelte apposta nel tentativo — assai velleitario — di attenuare la “glorificazione” in atto nei movimenti islamisti arabi dell’uomo che ha pianificato e organizzato il massacro del 7 ottobre. La sua figura a volto coperto mentre lancia il bastone al drone già circola sui social, sotto forma di meme e graffiti.

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