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Moldova, passa con il 50,3% dei voti il referendum per l’Europa. La presidente filo-occidentale Sandu va al ballottaggio con il 42%: “Brogli pilotati”

Maia Sandu 

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La leader uscente: lotta impari contro la disinformazione e le elargizioni agli elettori. L’ombra delle squadracce addestrate in Russia
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BERLINO – Maia Sandu ha vinto la sua scommessa per un soffio, con il 50,3%: il referendum per iscrivere l’adesione all’Unione europea come obiettivo nella Costituzione moldava è passato per pochi voti. E al primo turno delle presidenziali la presidente uscente ha incassato il 42%. In mattinata, Sandu ha detto che “la battaglia non è finita”, ma che intanto “il nostro futuro nella Ue sarà ancorato nella Costituzione. Abbiamo combattuto una battaglia con armi impari – e abbiamo vinto”.

In realtà, con lo scoppiare della guerra in Ucraina, la Moldavia ha già chiesto – e ottenuto – l’avvio dei colloqui per entrare nell’Unione. Ma Sandu voleva questo referendum per allontanare da sé le accuse della propaganda del Cremlino di aver fatto un passo che non è condiviso dal popolo moldavo. Ed è una vittoria incassata nonostante le massicce interferenze del micidiale apparato criminale putiniano, che ha pompato decine di milioni di euro in Moldavia per corrompere elettori – Sandu stessa ha parlato…

BERLINO – Maia Sandu ha vinto la sua scommessa per un soffio, con il 50,3%: il referendum per iscrivere l’adesione all’Unione europea come obiettivo nella Costituzione moldava è passato per pochi voti. E al primo turno delle presidenziali la presidente uscente ha incassato il 42%. In mattinata, Sandu ha detto che “la battaglia non è finita”, ma che intanto “il nostro futuro nella Ue sarà ancorato nella Costituzione. Abbiamo combattuto una battaglia con armi impari – e abbiamo vinto”.

In realtà, con lo scoppiare della guerra in Ucraina, la Moldavia ha già chiesto – e ottenuto – l’avvio dei colloqui per entrare nell’Unione. Ma Sandu voleva questo referendum per allontanare da sé le accuse della propaganda del Cremlino di aver fatto un passo che non è condiviso dal popolo moldavo. Ed è una vittoria incassata nonostante le massicce interferenze del micidiale apparato criminale putiniano, che ha pompato decine di milioni di euro in Moldavia per corrompere elettori – Sandu stessa ha parlato di 300mila cittadini presi di mira – e diffondere la propaganda anti-europea.

La presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen si è complimentata con i cittadini moldavi e con Sandu e ha applaudito a un risultato ottenuto “nonostante le tattiche ibride della Russia”. E il premier polacco Donald Tusk ha commentato: “far infuriare Mosca, fare impressione sull’Europa, salvare di nuovo il suo Paese – ecco chi è, Maia Sandu. Una grande leader. una nazione coraggiosa”.

La notte tra domenica e lunedì è stata lunga, sono state ore al cardiopalma di spoglio della gigantesca diaspora che vale da sola un dieci per cento di elettorato. E le grandi città come Chisinau, che a mezzanotte erano ancora indietro nella conta. Elettorati tradizionalmente europeisti. Tanto che a tarda sera, Daniel Voda, portavoce del governo ed ex consigliere di Sandu, continuava a dirci di “aspettare l’alba” per una valutazione sul risultato finale.

Anche nello scrutinio del primo turno delle presidenziali, Maia Sandu partiva ieri sera dal 35% e nelle ore successive la sua vittoria si è profilata con il 42% delle preferenze. Entrambi i risultati, però, fanno tirare un sospiro solo parziale: i pronostici erano stati di una vittoria ampia sia per la presidente uscente, sia per il referendum. E’ una vittoria sofferta, e nessuno se lo aspettava.

Davide contro Golia

Quel che è certo, e l’ex funzionaria della Banca mondiale lo ha detto chiaro e tondo nella breve dichiarazione dell’una di notte moldava (la mezzanotte italiana), è che stata una lotta impari. Una sfida di Davide contro Golia. D’un lato una presidente che tenta da anni di strappare il suo Paese alla sfera di influenza del Cremlino e di combatterne la corruzione. Dall’altro un cartello di partiti prezzolati da Mosca e un colossale apparato di disinformazione e propaganda. Nei mesi scorsi i cani poliziotti negli aeroporti sono impazziti, riportano le cronache: l’oligarca Ilan Shor ha contrabbandato nel Paese decine di milioni per corrompere gli elettori, nascosti in buste, valigie, trolley provenienti dalla Russia.

E dunque quando Maia Sandu appare in pubblico nella notte, è già chiaro che dovrà andare al ballottaggio il 3 novembre con il fronte filorusso che appoggerà l’avversario, Aleksandr Stoianoglo, l’ex magistrato anticorruzione che si candida per i socialisti filoputiniani e che ha raggiunto il 26% dei consensi. E non è scontato che la presidente uscente vinca: molte liste che si sono candidate contro Sandu sono filorusse.

"Attacco alla democrazia”

Sandu, dunque, parla chiaro: “La Moldova ha affrontato oggi e nei mesi scorsi un attacco senza precedenti alla democrazia. Bande criminali hanno aggredito il nostro Paese inondandolo di decine di milioni di euro, bugie e propaganda, per spingerci verso l’incertezza e l’instabilità”. E poi l’affondo: “Abbiamo le prove che l’obiettivo della banda criminale è stata quella di comprare 300mila voti. La dimensione di questa frode è senza precedenti”. Lo scopo, “instillare il panico” tra i moldavi. In ogni caso, Sandu ha annunciato che per un commento esauriente “aspetteremo i risultati finali”. E per quelli bisognerà aspettare l’alba di stamane. A sera inoltrata, interpellato al telefono, Daniel Voda si diceva ancora “ottimista: domattina potrebbe essere un risultato sul filo”. E il portavoce del governo moldavo è soddisfatto, intanto, che il quorum “sia stato di gran lunga superato”.

L’oligarca Ilan Shor

I filorussi, nemici dichiarati della presidente uscente Maia Sandu, hanno invitato a boicottare il referendum e hanno organizzato una batteria di candidati contro di lei, forti di una montagna di soldi provenienti da Mosca. Il principale burattinaio del fronte del Cremlino, l’oligarca Ilan Shor, condannato in contumacia a 15 anni per un furto miliardario, continua a orchestrare dall’estero la sua guerra anti-Sandu. Secondo il capo della polizia moldava, Viorel Cernateanu, “nel solo mese di settembre, 15 milioni di dollari sono stati trasferiti nel paese”, spiega Cernateanu. Nei giorni scorsi, la capa dell’anticorruzione, Veronica Dragalin, che è stata a lungo procuratore negli Stati Uniti, ha detto di “non aver mai visto al mondo un tentativo così sfacciato di corrompere un’elezione”.

Ieri Promo-LEX, la commissione indipendente che monitorava il voto, ha registrato continue interferenze e corruttele. A Varnita un elettore si è persino rivolto, arrabbiato, a un membro della commissione, scambiandolo per un candidato che gli aveva promesso 500 lei (100 euro) per una croce sulla sua scheda. Nel villaggio di Seneteuka, la commissione ha notato una Volkswagen Sharan che ha accompagnato elettori al seggio per tutto il giorno. E a Gura Bicului, un uomo è stato beccato mentre offriva 500 lei per votare un determinato candidato. Anche nei seggi di Mosca, il ministero degli Esteri ha registrato enormi irregolarità. E giovedì la procura ha rivelato che nei mesi scorsi centinaia di moldavi sono andati in Russia per partecipare a campi di addestramento. Obiettivo: imparare a organizzare insurrezioni e disordini.

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