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Muresan: “Dopo il caso Moldova, la Ue deve fare di più contro la propaganda russa. E allungheremo la lista delle sanzioni”

Siegfried Muresan 

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Intervista al presidente della commissione del Parlamento europeo che sta esaminando il processo di adesione: “Mosca ha cercato di sabotarlo perché non vuole un altro vicino che sceglie l’Europa, la libertà e la democrazia”
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BERLINO – Siegfried Muresan presiede la commissione del Parlamento europeo che sta esaminando il processo di adesione della Moldova alla Ue. E come vicepresidente del Ppe, appartiene alla famiglia politica cui è affiliato il partito di Maia Sandu. L’europarlamentare liberale rumeno annuncia nuove sanzioni “contro chi ha destabilizzato la Moldavia”. E spiega perché la l’Unione europea ha commesso lo stesso errore che commise all’epoca della Brexit: non immischiarsi in una campagna elettorale che la riguardava da vicino, quella del referendum per l’adesione della Moldova alla Ue.

Muresan, la Russia denuncia brogli in Moldova. Fa un po’ ridere.

“Dobbiamo chiederci: perché la Russia reagisce in maniera così aggressiva? Primo, perché i cittadini moldavi si sono espressi per un corso filoeuropeo e per la modernizzazione del paese e la sua proiezione nell’alveo delle democrazie occidentali. Secondo, Mosca ha cercato di sabotare sin dall’inizio il processo di adesione alla Ue perché non vuol…

BERLINO – Siegfried Muresan presiede la commissione del Parlamento europeo che sta esaminando il processo di adesione della Moldova alla Ue. E come vicepresidente del Ppe, appartiene alla famiglia politica cui è affiliato il partito di Maia Sandu. L’europarlamentare liberale rumeno annuncia nuove sanzioni “contro chi ha destabilizzato la Moldavia”. E spiega perché la l’Unione europea ha commesso lo stesso errore che commise all’epoca della Brexit: non immischiarsi in una campagna elettorale che la riguardava da vicino, quella del referendum per l’adesione della Moldova alla Ue.

Muresan, la Russia denuncia brogli in Moldova. Fa un po’ ridere.

“Dobbiamo chiederci: perché la Russia reagisce in maniera così aggressiva? Primo, perché i cittadini moldavi si sono espressi per un corso filoeuropeo e per la modernizzazione del paese e la sua proiezione nell’alveo delle democrazie occidentali. Secondo, Mosca ha cercato di sabotare sin dall’inizio il processo di adesione alla Ue perché non vuole un altro vicino che sceglie l’Europa, la libertà e la democrazia. E Vladimir Putin tenterà di distruggere questo piano ogni volta che potrà, anche in futuro”.

Perché la Moldova è importante per la Ue?

“Perché è un Paese che sta tra noi e l’Ucraina, ed è un vicino che non ci possiamo permettere di far finire di nuovo nell’orbita russa, come lo è già la Bielorussia. Sarebbe uno scenario molto, molto pericoloso”.

Perché gli stessi oligarchi moldavi come Ilan Shor cercano di minare il processo di avvicinamento della Moldova alla Ue?

“Perché è chiaro che la battaglia di Maia Sandu contro la corruzione, il riciclaggio di denaro sporco e per la salvaguardia dello stato di diritto colpisce molto gli oligarchi. In Moldova erano abituati a controllare i partiti, i media, gli apparati statali. Adesso non è più così. E in Europa dobbiamo continuare a usare le sanzioni contro questi oligarchi corrotti e manipolati da Putin”.

La scorsa settimana il Consiglio europeo ha aggiunto cinque nuovi nomi “che puntano a destabilizzare la Moldova” alla lista delle sanzioni. Tra di esse figura ad esempio la governatrice della Gagauzia e notoria marionetta di Putin, Evghenia Gutul.

“Come Unione Europea dobbiamo agire più attivamente contro chi ha tentato di sabotare questo referendum, questa consultazione democratica, contro chi cerca attivamente di destabilizzare la Moldova”.

Significa che dopo il voto di ieri e i disastrosi effetti delle incursioni del Cremlino sul voto, la lista delle sanzioni si allungherà?

“Assolutamente sì”.

Maia Sandu sembra condurre una battaglia con armi impari. Di fatto, cosa può fare la Ue per contrastare l’enorme operazione di corruzione degli elettori intrapresa da Shor e sodali? Le procure e le polizie moldave parlano di decine di milioni di euro contrabbandati nel Paese, negli ultimi mesi, e distribuiti a centinaia di migliaia di elettori.

“Primo, bisogna rafforzare i controlli alle frontiere. Secondo: dobbiamo concentrarci di più sul contrasto alla propaganda. In Moldova c’è una comunità russofona che è bombardata di propaganda del Cremlino. Bisogna fare in modo la comunità russofona abbia delle alternativa, che possa accedere a canali di informazioni alternativi, obiettivi”.

E la Commissione Ue cosa può fare per contrastare la narrazione del Cremlino?

“La Commissione Ue avrebbe dovuto comunicare di più. Ovviamente non deve entrare nel merito della politica interna, ma nel caso della Moldova ha fatto lo stesso errore che per la Brexit. Si è tenuta completamente fuori da un referendum che la riguardava da vicino. Poteva benissimo essere più attiva nel comunicare e informare meglio sull’Unione europea, per contrastare la massiccia disinformazione e propaganda anti-Ue del Cremlino”.

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