✕

Tajani: “Da Netanyahu garanzie per i nostri soldati Unifil. La reazione israeliana contro l’Iran ci sarà”

Ascolta l'audio

Il ministro a Gerusalemme ha proposto “un cuscinetto Unifil con più uomini e poteri” tra la frontiera Libano-Israele
1 minuti di lettura

TEL AVIV - Difendere il ruolo di Unifil e raddoppiarne l’impegno, pur con la consapevolezza che l’attacco israeliano a Hezbollah “non si concluderà a breve”. Il vicepremier e ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ieri a Gerusalemme ha incontrato il premier israeliano Benjamin Netanyahu e gli ha chiesto “di assicurare l'incolumità dei reparti militari italiani dell’Unifil: non si tratta certo di amici di Hezbollah”.

Sia il premier che il ministro degli Esteri Israel Katz, dice, gli hanno assicurato che “non c'è mai stata nessuna decisione delle autorità israeliane contro i caschi blu, pur ribadendo che Hezbollah si nasconde dietro le forze di interposizione in Libano”. “I soldati italiani – ha replicato Tajani - hanno inviato all’Onu più di una relazione su ciò che stava succedendo in quella parte del Libano. Poi toccava alle Nazioni Unite intervenire, non ai militari dell’Unifil”.

TEL AVIV - Difendere il ruolo di Unifil e raddoppiarne l’impegno, pur con la consapevolezza che l’attacco israeliano a Hezbollah “non si concluderà a breve”. Il vicepremier e ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ieri a Gerusalemme ha incontrato il premier israeliano Benjamin Netanyahu e gli ha chiesto “di assicurare l'incolumità dei reparti militari italiani dell’Unifil: non si tratta certo di amici di Hezbollah”.

Sia il premier che il ministro degli Esteri Israel Katz, dice, gli hanno assicurato che “non c'è mai stata nessuna decisione delle autorità israeliane contro i caschi blu, pur ribadendo che Hezbollah si nasconde dietro le forze di interposizione in Libano”. “I soldati italiani – ha replicato Tajani - hanno inviato all’Onu più di una relazione su ciò che stava succedendo in quella parte del Libano. Poi toccava alle Nazioni Unite intervenire, non ai militari dell’Unifil”.

La missione del vicepremier è avvenuta in un giorno difficile, in cui lo scontro con Hezbollah è stato durissimo. Ci sono stati attacchi in profondità su entrambi i fronti. “La reazione israeliana contro l’Iran ci sarà, e c’è preoccupazione per quello che faranno gli amici dell’Iran”, ha spiegato prima di riprendere il volo per rientrare in Italia: “Non credo che l’attacco contro Hezbollah si concluderà in pochi giorni, e le loro reazioni e l’attentato contro la villa di Netanyahu non aiutano”.

I margini di manovra della diplomazia internazionale non sono molti, e quelli dell’Italia sono certamente minimi. Tajani ha proposto “un cuscinetto Unifil con più uomini e maggiori poteri, forse con regole d'ingaggio diverse, tra la frontiera Libano-Israele e il fiume Litani. Più a nord, rinnovate e rinforzate truppe dell’esercito libanese. E ancora più in là poi ci saranno gli Hezbollah”, dice.

Scenari difficili, e con tempi necessariamente lunghi rispetto alla velocità dei missili che stanno volando – in entrambi i sensi, come è accaduto ieri con l’attacco di Hezbollah alla base Glilot dell’Intelligence militare, e poi con il bombardamento notturno della capitale libanese - tra Tel Aviv e Beirut.

Più concreta e immediata la possibilità di aiutare la popolazione civile di Gaza: nel Nord le autorità sanitarie e le fonti ascoltate dalla stampa internazionale raccontano che persino negli ospedali da più di quattro giorni non arriva cibo per nessuno, né per i pazienti né per il personale sanitario. E mancano medicine, letti e persino le garze. “Ho ottenuto conferma da Israele, che sostiene il nostro progetto Food for Gaza, che farà passare i camion acquistati dall'Italia. Partiranno venerdì da Genova per portare beni alimentari e sanitari nella Striscia”, dice Tajani.

Leggi i commenti