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Israele bombarda il forziere di Hezbollah. Raid sull’ospedale di Beirut

(reuters)

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L’Idf: “Distrutto un bunker con decine di milioni di dollari”. A Damasco ucciso il cassiere. In Libano colpita per la prima volta la principale struttura sanitaria della capitale: “Ci sono morti e feriti”
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TEL AVIV — «Ci sono morti e feriti, è una scena terribile», dicono nel buio della notte i primi racconti da Beirut. Per la prima volta le forze armate israeliane hanno colpito il quartiere Ouzai, preso d’assalto dagli sfollati della vicina e martoriata Dahieh in cui si trova il quartier generale di Hezbollah. Lì si sentivano sicuri, ma l’ululato delle sirene e le prime immagini sono la prova drammatica che non lo erano affatto. Israele ha lanciato un nuovo attacco a Dahieh ma ha colpito anche lì, centrando l’area esterna dell’ospedale Hariri che è il più importante della capitale. Si scava tra le macerie mentre proseguono gli attacchi.

Per mettere in ginocchio Hezbollah, le forze armate israeliane ne stanno sistematicamente distruggendo la cassaforte, annientandone contemporaneamente i cassieri. Hanno lanciato un attacco a tutto campo contro il cuore finanziario dell’organizzazione sciita libanese. In 24 ore di attacchi in tutto il Libano e anche in Siria, l’Idf ha centrato un de…

TEL AVIV — «Ci sono morti e feriti, è una scena terribile», dicono nel buio della notte i primi racconti da Beirut. Per la prima volta le forze armate israeliane hanno colpito il quartiere Ouzai, preso d’assalto dagli sfollati della vicina e martoriata Dahieh in cui si trova il quartier generale di Hezbollah. Lì si sentivano sicuri, ma l’ululato delle sirene e le prime immagini sono la prova drammatica che non lo erano affatto. Israele ha lanciato un nuovo attacco a Dahieh ma ha colpito anche lì, centrando l’area esterna dell’ospedale Hariri che è il più importante della capitale. Si scava tra le macerie mentre proseguono gli attacchi.

Per mettere in ginocchio Hezbollah, le forze armate israeliane ne stanno sistematicamente distruggendo la cassaforte, annientandone contemporaneamente i cassieri. Hanno lanciato un attacco a tutto campo contro il cuore finanziario dell’organizzazione sciita libanese. In 24 ore di attacchi in tutto il Libano e anche in Siria, l’Idf ha centrato un deposito milionario a Beirut; ha ucciso a Damasco il responsabile finanziario; e infine ha identificato il luogo in cui sono nascoste le riserve auree dei miliziani: «Sotto l’ospedale al-Sakal di Beirut c’è uno dei bunker di Nasrallah. Lì sono depositati almeno mezzo miliardo di dollari in banconote e oro», ha detto ieri sera l’Idf.

Prima di scatenare il nuovo attacco notturno, le forze armate israeliane avevano attaccato ieri «trenta obiettivi in tutto il Libano», dice il capo di Stato maggiore Herzi Halevi. Una ventina erano «obiettivi della banca d’affari Al-Qard al-Hassan a Beirut, la maggior parte dei quali a Dahieh». I missili hanno centrato «un deposito sotterraneo di denaro che conteneva riserve di contanti e oro per decine di milioni di dollari», sostiene l’Idf. Ma è quello che dice di avere identificato sotto l’ospedale al-Sakal a tenere con il fiato sospeso: è lì che si troverebbe il bunker con la riserva aurea di Hezbollah.

Secondo notizie non confermate sarebbe stato diramato l’ordine di evacuare l’ospedale, ma lo Stato maggiore ha negato di avere intenzione di attaccare la struttura ospedaliera. Tuttavia l’Idf ha annunciato che continuerà gli attacchi diretti ad azzerare la struttura finanziaria su cui Hezbollah si regge, e ha invitato il Libano a non permettere che i miliziani usino strutture nascoste sotto infrastrutture come gli ospedali. Come per i tunnel, le tattiche militari sarebbero simili a quelle usate da Hamas a Gaza, dove le forze armate israeliane hanno attaccato ripetutamente scuole ed ospedali in cui ritengono ci siano basi dei miliziani. L’attacco notturno nei pressi dell’ospedale Hariri è un segnale inquietante.

Contemporaneamente, ieri l’Idf ha colpito Hezbollah anche in Siria: in un raid mirato nell’area di Damasco ha ucciso il responsabile dei finanziamenti in arrivo dall’Iran: aveva appena sostituito il predecessore, ucciso a sua volta. Ma se è duro l’attacco israeliano, lo è anche la reazione di Hezbollah. Decine di lanci di missili, ieri, uno dei quali puntava alla base Glilot, una delle sedi dell’intelligence militare. Il boato si è sentito anche a Tel Aviv, ma non è chiaro se sia stata colpita e non risulta ci siano vittime.

Se la tensione in Libano è alle stelle, arriva una speranza sulla possibile riapertura dei negoziati con Hamas per la Striscia, dove ieri si era diffusa la notizia — senza alcuna conferma — della morte di un’ostaggia. Non è stata identificata, né è stato detto cosa o chi l’avrebbe uccisa. Domenica il capo dello Shin Bet, Ronen Bar, ha presentato al governo i dettagli dei colloqui in Egitto su un possibile “mini accordo” che preveda «una tregua temporanea in cambio del rilascio di un certo numero di ostaggi, senza ritiro dell’Idf dalla Striscia». Un primo possibile passo per un accordo più esteso con Hamas, la cui direzione è ora passata alla rappresentanza a Doha. Il premier Netanyahu lo ha inviato nuovamente al Cairo per «migliorare la proposta». C’è il semaforo verde del ministro della Difesa, Yoav Galant e di Halevy, ma i falchi Itamar Ben Gvir e Bezalel Smotrich sono contrari.

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