New York - È entrato con le mani in tasca, il cappellino calato sugli occhi, e in sottofondo le parole del suo brano: “Not afraid”. Eminem, rapper e producer, a 52 anni ha fatto il suo ingresso nella campagna elettorale americana, a meno di due settimane dall’Election Day. Lo ha fatto, scendendo in campo per Kamala Harris, a Detroit, Michigan, uno degli Stati in bilico e a rischio.
Detroit è la città presa di mira da Donald Trump durante un evento elettorale, quindici giorni fa. Il tycoon aveva messo in guardia i partecipanti: “Se vincerà Kamala Harris questo Paese sarà come..., volete sapere la verità? Come Detroit. Il nostro Paese finirà per essere come Detroit se lei diventerà il vostro presidente”. Qui è dove il rapper è cresciuto, Michigan è lo Stato dove passa gran parte dell’anno.
New York - È entrato con le mani in tasca, il cappellino calato sugli occhi, e in sottofondo le parole del suo brano: “Not afraid”. Eminem, rapper e producer, a 52 anni ha fatto il suo ingresso nella campagna elettorale americana, a meno di due settimane dall’Election Day. Lo ha fatto, scendendo in campo per Kamala Harris, a Detroit, Michigan, uno degli Stati in bilico e a rischio.
Detroit è la città presa di mira da Donald Trump durante un evento elettorale, quindici giorni fa. Il tycoon aveva messo in guardia i partecipanti: “Se vincerà Kamala Harris questo Paese sarà come..., volete sapere la verità? Come Detroit. Il nostro Paese finirà per essere come Detroit se lei diventerà il vostro presidente”. Qui è dove il rapper è cresciuto, Michigan è lo Stato dove passa gran parte dell’anno.
Eminem non si è esibito in canzoni, ma ha fatto parlare le sue parole, con un messaggio di un minuto, rivolto a una platea entusiasta. “Ho buttato giù poche cose - ha detto, parlando dal palco - sono qui per un paio di ragioni importanti”. “Come sapete - ha continuato - Detroit e l’intero Stato del Michigan significano molto per me. Andando verso il voto, i riflettori su di noi si sono accesi più che mai, così incoraggio tutti ad andare a votare, per favore. Penso che la gente non dovrebbe avere paura di esprimere la propria opinione, e io non penso che nessuno voglia una America dove le persone devono preoccuparsi di subire vendette”. “Penso - ha detto - che la vice presidente Harris sostenga il futuro di questo Paese, dove queste libertà e molte altre saranno protette. E qui, per parlarvi molto di più riguardo questo, ecco il presidente, Barack Obama”.
La platea è passata da un’ovazione all’altra. Obama è entrato in maniche di camicia, accompagnato da un altro brano di Eminem, “Lose yourself”. Nel pomeriggio l’ex presidente era stato a Madison, in Wisconsin, un altro degli Stati in bilico. Con lui c’era il candidato vice di Harris, il governatore del Minnesota Tim Walz.
Obama, prendendo in giro il tycoon, aveva detto ai sostenitori che si sarebbero dovuti preoccupare se il loro “nonno si comportasse” come Trump. A Detroit l’ex presidente ha detto di capire chi vuole “dare una scossa alle cose”. “Quello che non capisco - ha aggiunto - è perché qualcuno pensi che Donald Trump darà una scossa alle cose in un modo che andrà bene per voi”.
In Michigan la corsa tra Harris e Trump si è fatta sempre più incerta. L’astensione dal voto della popolosa comunità di arabo americani potrebbe mettere a rischio questo Stato con una tradizione Democratica. Harris è data in vantaggio di meno di un punto. Altri rilevamenti indicano il testa a testa. Ogni voto diventa decisivo. Ora è toccato al rapper. Domani, ad Atlanta, in Georgia, toccherà a Bruce Springsteen. The Boss canterà anche in Pennsylvania, la prossima settimana, a un comizio di Obama. Se la coppia Springsteen-Eminem sarà servita a mobilitare i giovani bianchi della classe operaia, una delle fette di elettorato considerate decisive in questo momento, lo vedremo tra meno di due settimane.