PECHINO - Classico cappotto nero di pelle addosso, Kim Jong-un ha deciso di andare ad ispezionare personalmente alcune basi dove i suoi uomini costruiscono quei missili balistici intercontinentali con i quali il Maresciallo minaccia il mondo. È la prima volta che la propaganda di regime pubblicizza, con tanto di fotografie, una visita del genere da parte del leader nordcoreano.
Kim ha chiesto di modernizzare le basi affinché mantengano “un completo stato di preparazione per sferrare rapidamente contrattacchi strategici contro i nemici in qualsiasi momento e in qualsiasi circostanza”. L'arsenale nucleare strategico degli Stati Uniti, ha aggiunto, rappresenta una “minaccia sempre più grave per la sicurezza del nostro Paese”.
Accompagnato da Kim Yo-jong, la sua potente sorella, Kim ha passato in rassegna i missili balistici intercontinentali a combustibile solido Hwasong-18, i più avanzati in possesso di Pyongyang e considerati in grado di raggiungere - molto in teoria al momento - gli Stati Uniti. Mandare messaggi all’America è un classico schema che Kim ormai adotta da tempo. Soprattutto in periodi elettorali: tra meno di due settimane ci sono le elezioni negli Usa e il dittatore nordcoreano vuole attirare l’attenzione alzando pericolosamente l’asticella delle provocazioni in caso di nuovi negoziati sul nucleare e relative sanzioni.
Le nuove relazioni con Mosca
La visita di Kim alle basi avviene nel contesto di un rinnovato protagonismo del leader, delle crescenti tensioni con la Corea del Sud e i suoi alleati e di un rapporto sempre più stretto e pericoloso tra Pyongyang e Mosca. Dopo aver affermato che dall’agosto 2023 il Nord ha mandato in Russia 13mila container di proiettili d'artiglieria, razzi anticarro e missili balistici a corto raggio, l’intelligence di Seul ha denunciato nei giorni scorsi che già 1.500 soldati nordcoreani si troverebbero a Vladivostok e una volta completato l’addestramento verrebbero schierati al fronte a fianco degli uomini di Vladimir Putin nella guerra in Ucraina. Altri 10mila soldati del Nord sarebbero pronti a partire prossimamente, continuavano gli 007 sudcoreani.
Il possibile coinvolgimento della Corea del Nord nella guerra ucraina preoccupa le cancellerie di mezzo mondo. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha chiesto agli alleati di adottare misure per impedire che il regime di Pyongyang entri in guerra al fianco della Russia. Zelensky ha affermato di avere informazioni secondo cui si starebbero preparando due brigate di 6mila nordcoreani ciascuna da mandare a combattere in Ucraina. Mosca e Pyongyang hanno negato le affermazioni e non è emersa alcuna prova concreta finora che le truppe nordcoreane siano scese sul campo di battaglia.
A dimostrazione che tra Corea del Nord e Russia la cooperazione si fa sempre più profonda però - dopo che i due Paesi hanno firmato un patto di mutua difesa a giugno - nel primo pomeriggio di oggi all’aeroporto di Pyongyang è atterrato un jet governativo russo. “Il jet sarebbe utilizzato dalla squadra del Cremlino che accompagna di solito il presidente russo Vladimir Putin, il che fa pensare che stia trasportando una delegazione di alto livello in Corea del Nord”, scrive il sito specializzato in questioni nordcoreane NKNews.
Ieri era stata la Corea del Sud ad annunciare che stava valutando se inviare armi a Kiev, proprio come avvertimento alla Corea del Nord e alla Russia. Finora Seul ha fornito forniture militari umanitarie all'Ucraina e ha indirettamente sostenuto la fornitura di armi a Kiev esportando proiettili d'artiglieria negli Stati Uniti, ma si è rifiutata di inviare armi letali direttamente all’Ucraina fino a questo momento. Una fonte governativa anonima ha dichiarato ieri ai media locali sudcoreani che è anche possibile che Seul “invii una squadra di intelligence in Ucraina per monitorare le tattiche e le capacità di combattimento delle forze speciali che la Corea del Nord ha schierato per assistere la Russia”.
Maggiore partecipazione internazionale al conflitto?
Parlando al canale in coreano della Bbc, Moon Seong-mok del Korea National Strategy Institute, ha affermato che "il coinvolgimento della Corea del Nord potrebbe aprire la porta a una maggiore partecipazione internazionale al conflitto, coinvolgendo potenzialmente più Paesi. “La comunità internazionale probabilmente aumenterà le sanzioni e le pressioni sia sulla Russia che sulla Corea del Nord, ma resta da vedere se il coinvolgimento della Corea del Nord sarà veramente vantaggioso per entrambi i Paesi”. Per Valeriy Ryabykh, della pubblicazione ucraina Defence Express, “le unità militari russe avranno difficoltà a incorporare le truppe nordcoreane. Oltre alla barriera linguistica, l'esercito nordcoreano non ha esperienze di combattimento recenti. Ai soldati nordcoreani potrebbe essere chiesto di sorvegliare sezioni del confine russo-ucraino, liberando così le unità russe per combattere altrove”.
Che cosa ci guadagnerebbe Kim a inviare un così massiccio numero di soldati a fianco della Russia? Denaro, prima di tutto. E know-how russo per rafforzare il proprio arsenale. Kyrylo Budanov, capo dell’intelligence militare ucraina, dice al settimanale The Economist che la Russia sta aiutando la Corea del Nord ad aggirare le sanzioni e a “rafforzare” le sue capacità nucleari. Trasferendo alcune tecnologie per armi nucleari tattiche e sistemi di lancio di missili sottomarini. “Tuttavia", precisa il settimanale, "non esiste alcuna conferma indipendente di questa allarmante affermazione”. Il sostegno di Kim a Putin, poi, garantirebbe al Maresciallo una ancor maggiore sponda diplomatica: Putin potrebbe continuare a porre il veto all’Onu a qualsiasi tentativo di imporre nuove sanzioni alla Corea del Nord così come minare gli sforzi per far rispettare quelle già esistenti.