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Stati Uniti, processo a Rudy Giuliani: dovrà consegnare parte del suo patrimonio alle due donne che ha diffamato

(reuters)

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Ruby Freeman e Shaye Moss, scrutinatrici alle elezioni del 2020 in Georgia, furono accusate dall'ex avvocato di Trump di aver manomesso i risultati. Ora, l'ex sindaco di New York è obbligato a trasferire i suoi beni a loro entro una settimana
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NEW YORK - Una Mercedes del 1980 appartenuta all’attrice Lauren Bacal. La divisa sportiva autografata del celebre campione di baseball Joe DiMaggio. Una preziosa collezione di orologi, compreso uno donatogli all’indomani dell’11 settembre dall’allora presidente francese Jaques Chirac e un altro appartenuto al padre. Ancora, due anelli tempestati di diamanti con l’icona degli Yankees, la squadra del cuore. Senza dimenticare la lussuosa penthouse affacciata su Madison Avenue, nell’Upper East Side di Manhattan.

Sono solo alcuni dei beni – quelli più preziosi e unici – da cui Rudy Giuliani dovrà separarsi entro una settimana. Sì, l’ormai ottantenne ex sindaco-sceriffo di New York che nel 2020 fu l’avvocato personale di Donald Trump e tanto sostenne il tycoon nelle false accuse di brogli elettorali. Lunedì un giudice newyorchese gli ha ordinato di cedere entro il prossimo 29 ottobre una importante parte del suo patrimonio a due donne da lui diffamate proprio in occasione di quelle elezion…

NEW YORK - Una Mercedes del 1980 appartenuta all’attrice Lauren Bacal. La divisa sportiva autografata del celebre campione di baseball Joe DiMaggio. Una preziosa collezione di orologi, compreso uno donatogli all’indomani dell’11 settembre dall’allora presidente francese Jaques Chirac e un altro appartenuto al padre. Ancora, due anelli tempestati di diamanti con l’icona degli Yankees, la squadra del cuore. Senza dimenticare la lussuosa penthouse affacciata su Madison Avenue, nell’Upper East Side di Manhattan.

Sono solo alcuni dei beni – quelli più preziosi e unici – da cui Rudy Giuliani dovrà separarsi entro una settimana. Sì, l’ormai ottantenne ex sindaco-sceriffo di New York che nel 2020 fu l’avvocato personale di Donald Trump e tanto sostenne il tycoon nelle false accuse di brogli elettorali. Lunedì un giudice newyorchese gli ha ordinato di cedere entro il prossimo 29 ottobre una importante parte del suo patrimonio a due donne da lui diffamate proprio in occasione di quelle elezioni.

Le scrutatrici della Georgia Ruby Freeman e Shaye Moss, madre e figlia afroamericane che lavoravano nello stesso seggio e vennero da lui accusate senza prove di aver manipolato il risultato del voto nella contea di Fulton basandosi su un video dove si scambiano qualcosa. Una chiavetta attaccò l’avvocato repubblicano. In realtà un cioccolatino alla menta.

Giuliani ha continuato per mesi a calunniarle pur senza prove: mentre le due subivano interrogatori da parte dell’Fbi e minacce d’ogni tipo dai sostenitori di Trump. È finita che gli hanno fatto causa per diffamazione: e hanno vinto. A dicembre, un giudice di Washington ha infatti ordinato all’ex sindaco ormai in disgrazia di pagar loro ben 148 milioni di dollari per risarcirle dei danni morali subiti.

Lui ha cercato di opporsi: provando a dichiarare la bancarotta attraverso il meccanismo legale qui noto come “Chapter 11”, ovvero usando la principale norma fallimentare della legislazione americana che permette di rimanere in possesso dei propri beni e pagare i debiti attraverso un certo ordine di priorità. Non ha funzionato. Il giudice fallimentare di New York Lewis Liman ha respinto la richiesta. A Giuliani non resta che fare appello contro la sentenza di diffamazione. Ma intanto la sentenza fa il suo corso.

Il magistrato newyorchese ha infatti notato che Giuliani non ha ottenuto nessuna deroga o sospensione dal tribunale. E ha dunque imposto il passaggio dei beni dell’ex sindaco in un fondo intestato alle due donne. Accogliendo la richiesta degli avvocati di Freeman e Moss che avevano fra l’altro notato come “prima di dichiarare bancarotta, Giuliani avesse messo in vendita l’appartamento di New York per 5,7 milioni di dollari”.

Non solo: i legali delle due donne potranno anche perseguire il debito che Trump ha ancora verso il suo ex avvocato. Il tycoon gli deve infatti 2 milioni di dollari per parcelle non pagate e saranno incassati in sua vece. Nel fondo finiranno poi numerose suppellettili di casa Giuliani, televisore compreso, e l’ammontare dei fondi depositati su tre conti aperti presso Citibank il cui totale non è stato reso noto.

È tutto nero su bianco, parte di una dettagliatissima lista redatta dal giudice. Che ha fissato una data strettissima per il passaggio di mano anche in risposta alla richiesta di Giuliani di posticipare tutto a dopo le elezioni del 5 novembre, per timore che Freeman e Moss «possano usare la decisione per scopi politici impropri, provocando un’inutile frenesia mediatica».

Ipotesi non condivisa dal magistrato, secondo cui posticipare al dopo voto fosse invece il modo di Giuliani per cercare di ottenere un aiutino da Trump, in caso di vittoria. Certo, potrà forse conservare qualche ricordino come l’orologio del padre: a patto di dimostrare che vale meno di 1000 dollari. Il figlio Andrew sta cercando di salvare il salvabile. L’anello degli Yankees, ad esempio, attraverso una foto dove è nelle sue mani: «Mio padre lo ha regalato a me». L’altra figlia, Caroline, gli ha invece voltato le spalle, dichiarando il suo sostegno per Harris: «Odio Donald Trump. Mi ha portato via mio padre». E ora anche il resto.

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