✕

La Russia pronta a soffiare sul fuoco della violenza se Trump perde le elezioni americane

Ascolta l'audio

Mosca potrebbe cercare di istigare violenze negli Stati Uniti con false accuse di manipolazioni del voto, per mettere in dubbio la validità del sistema democratico. Lo affermano fonti dell’intelligence americana, riportate dal Washington Post, e che denunciano anche una campagna di disinformazione contro Walz
2 minuti di lettura

LONDRA – Subito dopo le elezioni presidenziali del 5 novembre, la Russia potrebbe cercare di istigare violenze negli Stati Uniti con false accuse di manipolazioni del voto, per mettere in dubbio la validità del sistema democratico. Lo affermano fonti dell’intelligence americana, riportate dal Washington Post, secondo cui agenti di Mosca avrebbero anche creato un video apparso nei giorni scorsi sui social che accusa falsamente Tim Walz, il candidato democratico alla vicepresidenza, di abusi commessi quando era un insegnante e un allenatore della squadra giovanile di football della sua scuola.

Le indiscrezioni citate dal quotidiano della capitale parlano di interferenze russe dirette a “incitare la violenza e screditare la democrazia come sistema politico, chiunque vinca le elezioni”. Nel periodo successivo al voto, continuano le fonti del Post, la Russia potrebbe “diffondere minacce nei confronti di funzionari elettorali, amplificare proteste e incoraggiare le proteste a diventar…

LONDRA – Subito dopo le elezioni presidenziali del 5 novembre, la Russia potrebbe cercare di istigare violenze negli Stati Uniti con false accuse di manipolazioni del voto, per mettere in dubbio la validità del sistema democratico. Lo affermano fonti dell’intelligence americana, riportate dal Washington Post, secondo cui agenti di Mosca avrebbero anche creato un video apparso nei giorni scorsi sui social che accusa falsamente Tim Walz, il candidato democratico alla vicepresidenza, di abusi commessi quando era un insegnante e un allenatore della squadra giovanile di football della sua scuola.

Le indiscrezioni citate dal quotidiano della capitale parlano di interferenze russe dirette a “incitare la violenza e screditare la democrazia come sistema politico, chiunque vinca le elezioni”. Nel periodo successivo al voto, continuano le fonti del Post, la Russia potrebbe “diffondere minacce nei confronti di funzionari elettorali, amplificare proteste e incoraggiare le proteste a diventare violente”. Gli analisti dell’intelligence Usa indicano come particolarmente pericolosa la fase tra il voto del 5 novembre e l’inaugurazione della nuova presidenza il 20 gennaio 2025, notando che vari Paesi hanno cercato di suscitare divisioni e conflitti in America negli stessi mesi dopo le presidenziali del 2020, strumentalizzando polemiche sui conteggi, ratifiche del voto nei vari stati e infrazioni di poco conto.

“Quest’anno, in parte perché hanno studiato le lezioni del 2020, Russia, Iran e Cina sono meglio preparati per sfruttare opportunità simili durante la transizione post-elettorale”, afferma la fonte dei servizi di sicurezza americani. Come è noto, le diatribe scatenate dall’accusa di Donald Trump secondo cui il risultato delle presidenziali 2020, vinte regolarmente da Joe Biden, sarebbe stato manomesso, portarono all’assalto al Congresso da parte dei suoi sostenitori il 6 gennaio 2021, giorno in cui il parlamento degli Stati Uniti doveva ufficialmente certificare la vittoria del candidato democratico. Nella corsa alla Casa Bianca 2024, Trump non si è impegnato a riconoscere il risultato del voto e ha già ipotizzato che potrebbe venire truccato contro di lui.

Le fonti citate dal Washington Post ammoniscono che agenti della Russia, dell’Iran e della Cina sono al lavoro per diffondere disinformazione e fake news sulle elezioni americane, e che queste attività potrebbero moltiplicarsi dopo il 5 novembre. Aggiungono che, specie se Trump perdesse, Mosca potrebbe usare campagne di disinformazione sui social per creare dubbi sul risultato elettorale e fomentare violente proteste allo scopo di minare la democrazia americana. Tra le operazioni già riscontrate, le fonti dell’intelligence citano le voci diffuse da profili controllati dalla Russia secondo cui ci saranno frodi elettorali compiute da immigrati. Il dipartimento di Stato Usa ha intanto annunciato una ricompensa di fino a 10 milioni di dollari per informazioni sull’identità di dipendenti di Rybar, un sito di news russo fondato da Evghenij Prigozhin, lo scomparso leader dei mercenari del Gruppo Wagner, accusato di condurre campagne sui social con falsi profili.

Riguardo alle fake news contro il candidato democratico alla vicepresidenza, il Post riferisce che il video di un uomo che si identifica come “Matthew Metro”, in cui sostiene di essere stato decenni or sono uno studente di Walz decenni in una scuola del Minnesota e lo accusa di abusi, è in linea con analoghe campagne di disinformazione fabbricate in passato da Mosca. Ma intanto il filmato è stato visto da milioni di persone su X (l’ex-Twitter), il social media di proprietà di Elon Musk, l’imprenditore multimiliardario che si è schierato con Trump e ha offerto un milione di dollari al giorno in una “lotteria” tra i suoi sostenitori in Pennsylvania per aiutarlo a conquistare la Casa Bianca.

Leggi i commenti