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Austria, dopo l’asta dei misteri la “Signorina Lieser” di Klimt è ancora bloccata a Vienna

(afp)

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L’acquirente del quadro ha fermato il pagamento dopo che è emerso un erede finora sconosciuto. E c’è un ramo della famiglia imbarazzante. Ma nessuno sembra più interessato a chiarire identità e provenienza del capolavoro
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BERLINO – Dopo il suo sensazionale ritrovamento, ad aprile si preannunciava un’asta altrettanto spettacolare. E invece il capolavoro di Gustav Klimt “Signorina Lieser” è stato battuto al prezzo base: 30 milioni di euro. Una cifra record, ma comunque inferiore alle attese: gli esperti avevano stimato che le offerte avrebbero potuto raggiungere 70, persino 100 milioni di euro. E invece. A causa dei dubbi sulla sua identità e sulla sua provenienza sollevati da Repubblica e successivamente da altri giornali internazionali, e per colpa di un erede spuntato fuori a poche ore dall’asta, i potenziali acquirenti si erano volatilizzati. E a distanza di sei mesi la “Signorina Lieser” continua a essere un pasticcio. Tanto che l’acquirente di Hong Kong non l’ha ancora pagato: il quadro è bloccato a Vienna. E finché non sarà pagato, non può uscire dal Paese.

Chi è la signorina Lieser?

A gennaio, una piccola casa d’aste, “imKinsky”, aveva rivelato che un secolo dopo la sparizione, la tela del grande…

BERLINO – Dopo il suo sensazionale ritrovamento, ad aprile si preannunciava un’asta altrettanto spettacolare. E invece il capolavoro di Gustav Klimt “Signorina Lieser” è stato battuto al prezzo base: 30 milioni di euro. Una cifra record, ma comunque inferiore alle attese: gli esperti avevano stimato che le offerte avrebbero potuto raggiungere 70, persino 100 milioni di euro. E invece. A causa dei dubbi sulla sua identità e sulla sua provenienza sollevati da Repubblica e successivamente da altri giornali internazionali, e per colpa di un erede spuntato fuori a poche ore dall’asta, i potenziali acquirenti si erano volatilizzati. E a distanza di sei mesi la “Signorina Lieser” continua a essere un pasticcio. Tanto che l’acquirente di Hong Kong non l’ha ancora pagato: il quadro è bloccato a Vienna. E finché non sarà pagato, non può uscire dal Paese.

Chi è la signorina Lieser?

A gennaio, una piccola casa d’aste, “imKinsky”, aveva rivelato che un secolo dopo la sparizione, la tela del grande genio dello Jugendstil era riapparsa e che sarebbe stata venduta ad aprile. Ma aveva anche azzardato un’ipotesi mai corroborata ad oggi dai maggiori esperti di Klimt: che la donna ritratta non fosse Margarethe Lieser, bensì sua cugina Helene. Alla conferenza stampa che aveva svelato lo straordinario ritrovamento della tela, il proprietario della casa d’aste, Ernst Ploil, aveva ammesso che c’erano ancora “problemi che riguardano la provenienza”. E quelli non sembrano ancora chiariti.

La questione degli eredi

Nel frattempo sono emersi nuovi potenziali eredi, che complicano ovviamente la vicenda e che hanno indotto l’acquirente a chiedere una liberatoria che la esoneri da qualsiasi obbligo, se dovessero emergere nuovi discendenti dei Lieser. Perché il giorno prima dell’asta, la Sueddeutsche Zeitung ha scoperto un erede che non era mai stato considerato. E la sua famiglia ha una storia piuttosto imbarazzante.

I Lieser erano una famiglia ebrea di Vienna, molti erano stati costretti a fuggire dall’Austria con l’arrivo dei nazisti. Finché è riemersa la tela era sempre stato dato per acquisito che la donna ritratta fosse Margarethe Lieser, che si era sposata in Ungheria. Suo fratello Hans invece divorziò durante il nazismo dalla prima moglie e si risposò nel 1960. La sua seconda moglie non era ebrea, e si chiamava Margarethe Konteck. La coppia non ebbe figli, e quando morirono la loro erede universale fu la sorella di Margarethe, Johanna ‘Hansi’ Knoteck, una famosa attrice che aveva formato, con il marito Viktor Staal, una delle più popolari coppie di attori dell’epoca nazista. Entrambi appaiono nella lista dei “talenti divini” stilata dal ministero della Propaganda di Joseph Goebbels nel 1944. Una lista che elencava artisti particolarmente importanti per il regime. E il misterioso erede riapparso a poche ore dall’asta di “ImKinsky” è il figlio di ‘Hansi’ e Viktor Staal.

La vicenda continua a mostrare ombre: i due rami della famiglia che vorrebbero incassare il ricavato della vendita della tela si stanno facendo rappresentare dallo stesso studio legale britannico. Si tratta di un classico conflitto di interessi. E, in teoria, un solo ramo della famiglia può aver ereditato il quadro, a seconda che la donna ritratta sia Margarethe o sua cugina Helene. Ma nessuno sembra più interessato a chiarire chi sia la donna rappresentata, né chi fosse allora il proprietario del quadro. E se gli eredi troveranno un accordo, la domanda è legittima: questi interrogativi saranno mai risolti?

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