Tre giornalisti uccisi da un missile israeliano nel sud del Libano. Beirut: “È un crimine di guerra”
dal nostro inviato Fabio TonacciBEIRUT – Tre giornalisti delle tv libanesi sono stati uccisi stanotte da un raid israeliano a Hasbaya, cittadina drusa vicina al confine siriano che si trova a una quindicina di chilometri in linea d’aria da Metulla, il villaggio più a nord di Israele. Ci sono anche diversi feriti tra i reporter presenti nella zona colpita al momento del bombardamento, ma il numero non è precisato.
Stando alle testimonianze raccolte, un missile alle 3.30 di notte ha centrato una residenza nota per essere la base d'appoggio degli inviati delle testate giornalistiche, soprattutto quelle locali. Due delle vittime, il cameraman Ghassan Najjar e il tecnico Mohammad Reda, sono di Al Mayadeen, la tv ritenuta vicina ad Hezbollah, i cui giornalisti coprono in diretta la guerra del sud da posizioni prossime al fronte. La terza vittima è Wissam Qassem, cameraman di Al-Manar, anch’essa emittente legata al Partito di Dio.
BEIRUT – Tre giornalisti delle tv libanesi sono stati uccisi stanotte da un raid israeliano a Hasbaya, cittadina drusa vicina al confine siriano che si trova a una quindicina di chilometri in linea d’aria da Metulla, il villaggio più a nord di Israele. Ci sono anche diversi feriti tra i reporter presenti nella zona colpita al momento del bombardamento, ma il numero non è precisato.
Stando alle testimonianze raccolte, un missile alle 3.30 di notte ha centrato una residenza nota per essere la base d'appoggio degli inviati delle testate giornalistiche, soprattutto quelle locali. Due delle vittime, il cameraman Ghassan Najjar e il tecnico Mohammad Reda, sono di Al Mayadeen, la tv ritenuta vicina ad Hezbollah, i cui giornalisti coprono in diretta la guerra del sud da posizioni prossime al fronte. La terza vittima è Wissam Qassem, cameraman di Al-Manar, anch’essa emittente legata al Partito di Dio.
I giornalisti dormivano in quelli che vengono definiti gli chalet di Hasbaya. Finora il villaggio, che si trova sulla cima di una collina, essendo druso era ritenuto sicuro, motivo per cui vi facevano base i giornalisti. Era lì anche una crew di Al Jazeera. Nella notte sui social sono stati postati video che mostrano le macerie agli chalet.
“È un crimine di guerra”, dichiara Ghassan Ben Jiddo, il capo dei direttori del network al-Mayadeen. “Gli occupanti si divertono ad uccidere, l’attacco è stato voluto. Non lo considero un attacco solo ad Al-Mayadeen piuttosto un’aggressione a tutta la stampa”. Anche il ministro dell'Informazione libanese Ziad Makary ha parlato di “crimine di guerra”, accusando Israele di aver intenzionalmente preso di mira i giornalisti in un attacco aereo israeliano in cui sono morti tre reporter: "Il nemico israeliano ha atteso la pausa notturna dei giornalisti per tradirli nel sonno. Questo è un assassinio, dopo monitoraggio e tracciamento, con pianificazione e progettazione. C'erano 18 giornalisti in rappresentanza di sette istituzioni mediatiche. Questo è un crimine di guerra", ha affermato Makary in un post su X.