I sondaggi danno Harris e Trump impegnati in un testa a testa. La grande partecipazione al voto anticipato ha dato nuove speranze ai Democratici, ma il duello resta in grande equilibrio. Beyoncé è solo l'ultima celebrity della musica a schierarsi con la candidata dopo Eminem e Springsteen.
L’endorsement del New York Times a Harris
Il New York Times ha appoggiato la vicepresidente Kamala Harris nelle elezioni presidenziali, definendola “l'unica scelta patriottica per la presidenza” in un editoriale pubblicato oggi.
Biden, gli uomini che non sostengono Harris commettono un errore
Gli uomini che non sostengono Kamala Harris "Stanno commettendo un errore". Lo ha detto Joe Biden. La vicepresidente ha con gli uomini un grande svantaggio rispetto a Donald Trump.
Trump: “I nemici interni sono peggio di Kim Jong Un”
I "nemici interni" sono peggio del leader nord coreano Kim Jong Un, con il quale "andavo d'accordo". Lo ha detto Donald Trump in un'intervista durata tre ore al podcast di Joe Rogan, uno dei più popolari degli Stati Uniti. Trump ha più volte parlato dei "nemici interni", che sono i suoi oppositori politici, fra i quali l'ex speaker della Camera Nancy Pelosi. Nel corso del colloquio l'ex presidente ha ribadito che, se eletto, negozierà la pace fra Russia e Ucraina senza però fornire dettagli. "Se ti dicessi cosa farei, non sarei poi in grado di fare un accordo", ha spiegato.
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Harris in Michigan gioca la carta Obama
La candidata dem alle elezioni americane, Kamala Harris, giocherà oggi la carta Obama, il giorno prima di una grande manifestazione a New York per Donald Trump. Dopo il Texas ieri, i due candidati hanno scelto nuovamente lo stesso Stato: il Michigan, uno degli "Swing States", per la loro campagna a 10 giorni dal voto. Harris continua a fare affidamento su una sfilza di celebrità: Lizzo e Usher lo scorso fine settimana, Beyoncè ieri per un incontro incentrato sul diritto all'aborto e ora due headliner del suo partito sabato, Barack e Michelle Obama.
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Intelligence Usa: c’è la Russia dietro i video fake delle schede elettorali pro-Trump
Secondo le autorità statunitensi, la Russia avrebbe creato dei video che mostrano la presunta distruzione delle schede elettorali del candidato alle presidenziali Donald Trump. I video sono stati condivisi su X, la piattaforma di proprietà del miliardario tecnologico statunitense e sostenitore di Trump Elon Musk, e mostrano le mani di una persona che apre le buste e ispeziona le schede elettorali in esse contenute. I voti espressi a favore di Trump vengono tutti strappati e si sente qualcuno insultare ad alta voce l'ex presidente. Il contenuto sarebbe stato girato nella contea di Bucks, nello Stato della Pennsylvania (tra quelli considerati decisivi per la vittoria finale), anche se l'autorità elettorale locale ha immediatamente dichiarato che né le buste né le schede mostrate corrispondono a quelle effettivamente utilizzate. L'Fbi e l'ufficio del direttore della National Intelligence, Avril Haines, hanno dichiarato di ritenere che il video sia stato creato e distribuito online da ''attori russi'', citando le informazioni a loro disposizione e le attività precedenti.
Il Mississippi annullerà le schede che arriveranno dopo l’election day
Una Corte d'appello conservatrice del Mississippi si è schierata con i repubblicani nel pronunciarsi contro una legge statale che consente ai funzionari elettorali di contare le schede elettorali inviate per posta che hanno il timbro entro il giorno delle elezioni ma arrivano dopo tale data. La sentenza della Corte d'Appello del 5° Circuito - che copre Mississippi, Louisiana e Texas - non sarà in vigore immediatamente e i giudici hanno rinviato la questione a un tribunale di grado inferiore per un ulteriore esame. La decisione rischia di essere impugnata davanti alla Corte Suprema americana. Nella sua sentenza di venerdì i giudici, tutti nominati da Donald Trump ha annullato la sentenza di un tribunale di grado inferiore e ha stabilito che l'accettazione delle schede elettorali termina il "giorno delle elezioni", ovvero il 5 novembre. Il Comitato Nazionale Repubblicano, insieme alla campagna di Trump, ha intentato diverse cause legali in vari stati con l'obiettivo di escludere le schede elettorali che arrivino dopo l'election day. Al momento circa 20 Stati più il District of Columbia accettano e contano le schede per corrispondenza ricevute anche nei giorni successivi nel caso in cui gli elettori dimentichino di spedirle o se ci fossero problemi con il servizio postale o altri imprevisti, come maltempo o disastri naturali.
Podcast con Joe Rogan, Trump in ritardo di tre ore al comizio in Michigan
Donald Trump è in ritardo di tre ore per il suo comizio in Michigan a causa della registrazione di una puntata del podcast con Joe Rogan, il più ascoltato negli Stati Uniti. Figura controversa e con un passato di estrema destra, il comico e presentatore era un aperto no vax durante il Covid tanto da suscitare una protesta contro Spotify, che ospitava il suo podcast, con figure come Neil Young e Joni Mitchell che decisero di abbandonare la piattaforma. Con il tycoon ha avuto un rapporto complicato e in passato aveva dichiarato che non l'avrebbe mai intervistato.
Beyoncé a Houston per Harris: “Parlo da madre, abbiamo bisogno di lei”
"Sono qui non come una celebrity ma come una madre". Questo l'esordio di Beyoncé sul palco di Houston a sostegno di Kamala Harris. "Lei sta lavorando per ciò di cui il Paese ha bisogno adesso. Noi abbiamo bisogno di voi" ha detto la star sul palco della sua città natale rivolgendosi alla sua gente. "Dobbiamo votare", ha aggiunto sottolineando che "l'America ha bisogno di una nuova canzone, la canzone della dignità".
Trump: “Farò arrestare i funzionari elettorali corrotti”
Donald Trump ha ripetuto la minaccia di far arrestare i funzionari elettorali quando tornerà alla Casa Bianca. In un post su Truth il tycoon ha detto che sta seguendo da vicino la correttezza delle elezioni. "Quando vincerò - ha detto - quelle persone che hanno ingannato verranno inquisite" e i colpevoli "andranno in prigione". "Per favore - ha aggiunto - sappiate che questa situazione riguarderà avvocati, politici, donatori, elettori illegali e funzionari elettorali corrotti".
DiCaprio annuncia voto per Harris e critica Trump
L'attore americano Leonardo DiCaprio ha fatto il suo endorsement al candidato democratico Kamala Harris in vista delle elezioni presidenziali di novembre e ha criticato il suo rivale, il repubblicano Donald Trump, per aver ignorato la crisi climatica. "Abbiamo bisogno di leader pronti ad attuare politiche climatiche che aiutino a salvare il pianeta, e è per questo che voterò per Kamala Harris il 5 novembre", ha detto l'attore di 'Titanic' in un video pubblicato sul suo account Instagram. Il vicepresidente americano "ha contribuito a guidare l'azione sul clima più importante nella storia degli Stati Uniti, e sotto la sua guida saremo in grado di raggiungere ambiziosi obiettivi di politica climatica che faranno avanzare il nostro Paese", ha aggiunto. DiCaprio ha criticato l'ex presidente conservatore "per aver negato la scienza", dopo aver ritirato il Paese dagli Accordi di Parigi e eliminato le tutele ambientali fondamentali. "Ora ha promesso all'industria del petrolio e del gas che eliminerà qualsiasi regolamentazione vorranno in cambio di una donazione di un miliardo di dollari", ha detto.
Harris in Texas: “Una donna deve poter decidere del suo corpo”
"In America la libertà non deve essere concessa. È nostra, di diritto, inclusa la libertà fondamentale di una donna di prendere decisioni riguardo al proprio corpo. Il governo non le può dire cosa fare". E' uno dei passaggi che Kamala Harris terrà nel suo comizio a Houston, in Texas, attorno alle 3 di mattina in Italia. La candidata democratica parlerà anche di immigrazione illegale e di come risolvere il caos al confine con il Messico, un problema particolarmente sentito nello Stato del sud. Sul palco accanto ad Harris salirà anche Beyoncé, che è originaria di Houston.
Nasa: rapporti Musk-Putin vanno indagati, se veri sono preoccupanti
Le notizie sui contratti tra Elon Musk e Vladimir Putin vanno indagati. E' quanto chiede il numero uno della Nasa, Bill Nelson. Se questi contatti fossero confermati, afferma Nelson, "sarebbe preoccupante", visti i rapporti delle aziende di Musk con le agenzie federali Usa. Nelson si riferisce a un articolo del Wall Street Journal pubblicato giovedì sera secondo cui Elon Musk, la persona più ricca del mondo e uno dei sostenitori più in vista e facoltosi di Donald Trump, è in contatto regolare con il presidente russo dal 2022.
Nyt: hacker cinesi hanno colpito i telefoni di Trump e Vance
Hacker cinesi che si ritiene si siano infiltrati nelle reti di comunicazione americane hanno preso di mira i dati dei telefoni utilizzati da Donald Trump e da JD Vance. Lo riferiscono fonti del New York Times. Le autorità stanno ora indagando per determinare quali dati di comunicazione, se presenti, siano stati presi o osservati nel corso dell'operazione di hackeraggio dei sistemi di telecomunicazioni. Il team della campagna di Trump, riferisce il Nyt, è stato informato questa settimana che il candidato repubblicano alla presidenza e il suo compagno di corsa erano tra un certo numero di persone all'interno e all'esterno del governo i cui numeri di telefono erano stati presi di mira tramite l'infiltrazione nei sistemi telefonici della Verizon.
“È stato Bezos a decidere di non sostenere Harris sul Washington Post”
E' stato Jeff Bezos, il proprietario del Washington Post, a decidere di non pubblicare l'endorsement a Kamala Harris già pronto da giorni. Lo rivela lo stesso giornale citando due fonti informate. Secondo il giornale gli editorialisti avevano già redatto un articolo di sostegno alla candidata democratica. "La decisione di non pubblicare è stata presa dal proprietario del Post e fondatore di Amazon Jeff Bezos", si legge nell'articolo.
Durante la sua presidenza Donald Trump era stato molto critico nei confronti di Bezos e del Post. In una causa del 2019, Amazon ha affermato di aver perso un contratto da 10 miliardi di dollari con il Pentagono per le pressioni del tycoon che aveva spinto su Microsoft "per danneggiare il suo presunto nemico politico". Non accadeva dal 1988 che il Washington Post decidesse di non appoggiare nessun candidato. Prima di allora, dalla sua fondazione nel 1976, aveva sempre sostenuto i democratici.
Biden chiede scusa ai popoli nativi
"Ho la solenne responsabilità di essere il primo Presidente a chiedere scusa ai popoli nativi. Non c'è scusa per il fatto che ci siano voluti 50 anni per fare queste scuse. La Federal Indian Boarding School Initiative, il dolore causato, sarà sempre un marchio di vergogna nella nostra storia". Lo ha detto il Presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, scusandosi per le atrocità commesse con il rapimento di migliaia di bambini nativi americani, che sono stati internati dallo Stato in scuole dove hanno subito abusi e li hanno costretti a dimenticare la loro cultura. "Formalmente mi scuso, come presidente degli Stati Uniti, per quello che abbiamo fatto", ha detto Biden riferendosi a uno dei "capitoli più oscuri" del Paese durante un discorso alla comunità indigena di Gila River a Laveen Village, in Arizona. Il presidente era accompagnato dalla segretaria all'Interno, Deb Haaland, la prima nativa americana a assumere un segretariato.
Usa 2024, sondaggi: Trump avanti negli Stati chiave
Il vantaggio di Kamala Harris nei sondaggi di queste settimane è evaporato. Secondo il New York Times/Siena College, Harris e Donald Trump sono appaiati al 48 per cento a livello nazionale, mentre le medie indicato che il tycoon è avanti negli Stati chiave, quelli che decideranno la corsa verso la Casa Bianca. La vicepresidente aveva tre punti di vantaggio nel sondaggio precedente di Times e Siena College, condotto tra il 29 settembre e il 6 ottobre. Questo è uno dei sondaggi considerati più attendibili secondo il sito americano FiveThirtyEight, che stila una media quotidiana dei rilevamenti.
Harris ha ridotto tra lo 0,1 e lo 0,7 la percentuale di vantaggio in Michigan, Wisconsin e Nevada. Un mese fa aveva fino a 2,4 punti. Trump conduce in modo più netto, tra l'1,2 e l'1,8, in North Carolina, Arizona e Georgia, ed è passato avanti dello 0,2 in Pennsylvania. In questo Stato Harris era avanti quando era entrata in campo a fine luglio, dopo il ritiro del presidente Joe Biden. Sulla base di questi dati, Nate Silver, uno degli analisti del New York Times più seguiti, ha assegnato a Trump il 53,1 per cento di probabilità di vittoria, contro il 46,6 per cento dato alla vicepresidente. Ma ricordiamo che il New York Times nel 2016 aveva assegnato a Hillary Clinton il 91 per cento di possibilità di vittoria contro Trump, che poi dominò le elezioni.
Secondo RealClearPolitics, Trump adesso è il favorito in tutti gli Stati chiave: il tycoon potrebbe conquistare 312 Grandi elettori contro i 227 della sua avversaria. Ma non ci sono soltanto cattive notizie per Harris. Alcuni recenti sondaggi, inclusi quelli di YouGov e Morning Consult, hanno assegnato alla vicepresidente quattro punti di vantaggio. Il rilevamento Tipp Insight, condotto tra il 21 e il 23 ottobre, le ha dato tre punti. Il New York Times/Siena College ha inoltre mostrato segnali incoraggianti per la vicepresidente, indicando come si sia ristretto il divario con Trump sull'economia: il tycoon aveva un vantaggio di tredici punti, ora ridotto a sei. La democratica guida di 16 punti nella considerazione degli elettori su come affronterebbe il tema dell'aborto, uno di quelli centrali in questa campagna elettorale. Inoltre c'è ancora spazio per una risalita: il 15 per cento degli intervistati ha dichiarato di non aver ancora deciso per chi votare. E in questa fetta di elettorato Harris guida di dieci punti. Due settimane fa, Trump aveva un punto di vantaggio.